APE: DAMIANO, “PAESE ATTENDE, RENDERE OPERATIVI DECRETI”

(9Colonne) Roma, 22 mar – “Il Decreti sull’Anticipo Pensionistico (APE) sono in ritardo. Le misure previste nella legge di Bilancio devono diventare operative dal primo maggio: nel Paese c’è molta attesa”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “L’incontro di domani – prosegue – tra sindacati e Governo sarà decisivo per chiudere la partita. Oltre al decollo dell’APE e delle altre misure, va affrontata la “seconda fase”, come previsto dal verbale d’accordo di sindacati e Governo”. “C’è un tema di particolare rilevanza – spiega Damiano – è quello relativo all’introduzione della ‘pensione contributiva di garanzia’ per i giovani”. “La nostra proposta è quella di uno zoccolo di base pari all’assegno sociale, circa 500 euro mensili, sul quale ‘appoggiare’ la pensione che verrà tutta calcolata con il sistema contributivo (per chi ha cominciato a lavorare dal primo gennaio ‘96), al fine di arrivare ad uno standard dignitoso di assegno pensionistico: ad esempio 1.500 euro lordi mensili”, conclude. (red)


STATALI, PARERE CAMERA SU DLGS MADIA DOPO PARERI REGIONI-COMUNI

(Public Polcy) – Roma, 22 mar – La commissione Lavoro alla Camera non darà il proprio parere alla riforma Madia del pubblico impiego finché Regioni e Comuni non avranno detto la loro sul decreto attuativo. Lo ha comunicato alla commissione il presidente Cesare Damiano (Pd) prima di illustrare i contenuti del dlgs incardinato. Come già successo per i decreti “correttivi” sulle società partecipate e i furbetti del cartellino, anche i due testi di riforma del lavoro statale (il secondo è all’esame della commissione Affari costituzionali riguarda le pagelle e le valutazioni) dovranno essere esaminati in Conferenza Unificata. Dopodiché, come chiesto dalla sentenza della Corte costituzionale di novembre 2016 sulla riforma Pa, dovrà essere raggiunta un’intesa tra enti territoriali e il Governo. Solo dopo l’accordo, dunque, il testo riceverà il parere parlamentare (entro il 29 aprile). (Public Policy)


LA STRADA DELL’INCLUSIONE

Alfredo Reichlin è morto poche ore fa. Ma, pochi giorni prima di lasciarci, questo protagonista della nostra storia – partigiano, uomo di partito, giornalista, parlamentare, intellettuale – ha deciso di affidare, ancora una volta, il suo pensiero a un articolo pubblicato da L’Unità, il suo giornale. Descrivendo, in poche righe quella che è la situazione. “Non ci sono più rendite di posizione da sfruttare in una politica così screditata la quale si rivela impotente quando deve affrontare non i giochi di potere ma la cruda realtà delle ingiustizie sociali, quando deve garantire diritti, quando deve vigilare sul mercato affinché non prevalga la legge del più forte. Stiamo spazzando via una intera generazione.”
Ancora: “Tuttavia oggi mi pare ancora più evidente il nesso tra la ricostruzione di un’idea di comunità e di paese e la costruzione di una soggettività politica in grado di accogliere, di organizzare la partecipazione popolare e insieme di dialogare, di comporre alleanze, di lottare per obiettivi concreti e ideali, rafforzando il patto costituzionale, quello cioè di una Repubblica fondata sul lavoro”.
Ci dice, Reichlin, che “la sinistra” se non saprà fare questo “resterà sotto le macerie”. Ecco. Restituire vigore alla nostra parte perché abbia la capacità di rinforzare quel patto costituzionale, rispondere alla necessità di elaborare risposte adeguate al tempo del capitalismo digitale, ai fenomeni che trasformano la realtà su scala globale, al senso di declino del Paese è precisamente il nostro impegno. Che, dentro il PD, assolveremo con lo spirito inclusivo che Reichlin ha indicato nelle sue ultime righe.





PD: DAMIANO, CON ORLANDO PER EVITARE UOMO SOLO AL COMANDO

(ANSA) – ROMA, 19 MAR -”Abbiamo detto sin dall’inizio che noi, Sinistra Pd, sosteniamo Andrea Orlando in questa battaglia congressuale. E all’inizio di questo incontro è stato ricordato che io ho scelto la colonna sonora, la canzone che abbiamo sentito tutti prima che cominciassero gli interventi. È una canzone dei Beatles che si intitola “We can Work it out” cioè, più o meno, possiamo trovare una soluzione. Ecco, quel che voglio dire a Andrea è che crediamo in te e che con te possiamo farcela.” Lo afferma Cesare Damiano, durante l’ iniziativa sul lavoro oggi a Roma a sostegno di Andrea Orlando. “Noi – prosegue – siamo alternativi a Renzi. Con questo Congresso, non si tratta solo di fare qualche correzione di linea. Insisto: dobbiamo cambiare strada. E, in particolare, dobbiamo cambiare il metodo con cui Renzi ha guidato il Pd. L’idea dell’uomo solo al comando non poteva funzionare e non ha funzionato. Non vogliamo un altro uomo solo al comando. Vogliamo una squadra”. “La scissione è stata dolorosa. Andrea Orlando ha tentato generosamente di evitarla. Non ho sentito altrettanto slancio da parte di tutti nel nostro Partito. Ma -spiega Damiano – io voglio poter dire che questa è la mia casa. E che in futuro servirà, anzi serve un Partito democratico che sia capace di costruire delle alleanze, anzi un’alleanza di centrosinistra”. “Orlando deve essere il perno di un Pd che sia capace di questa costruzione politica e, quindi, di questa nuova alleanza basata su un rapporto forte con il mondo del lavoro”, conclude. (ANSA).