FLESSIBILITÀ: SUPERATE LE 38MILA FIRME

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Abbiamo conteggiato le firme raccolte sui moduli cartacei: sono 12.000. Che, sommate alle 26.000 online, portano le sottoscrizioni alla petizione a 38.000.
C’è ancora tempo. Continuate a firmare.

 
Firma la petizione qui

 
Aggiornamento del 23 maggio: superate le 26.000 firme. Continuate a firmare la petizione online. C’è ancora tempo.

Aggiornamento del 18 maggio: l’obiettivo delle 25mila firme è stato raggiunto oggi alle 11:15. Un successo maturato in sole due settimane dal lancio della petizione. Perciò, consapevoli dell’importanza che quest’iniziativa dimostra di avere per tanti cittadini, abbiamo deciso di alzare il goal a 30.000 firme e proseguire la raccolta per dare a quelli che ancora non hanno potuto farlo, l’opportunità di aggiungere la propria sottoscrizione.

 

Aggiornamento del 16 maggio: superate le 23.000 sottoscrizioni. Il nostro obiettivo è fissato a 25.000. Siamo vicini. Continuate a firmare.

L’11 Maggio avevamo scritto:
A meno di dieci giorni dal lancio, la raccolta di firme per la petizione per l’introduzione della flessibilità ha superato le 20mile firme. L’obiettivo è vicino!
La petizione è indirizzata al Presidente del Consiglio e ai Presidenti di Camera e Senato a sostegno della proposta di legge 857 Damiano, Gnecchi ed altri per l’introduzione di un criterio di flessibilità delle pensioni e per i lavoratori precoci.
È importante aderire alla Petizione per dare forza alla nostra iniziativa.


DOMANI CONFERENZA STAMPA DAMIANO-GNECCHI SU PENSIONI E NATI NEL ’52

Mercoledi 25 maggio alle ore 13:00, presso la sala Stampa della Camera dei Deputati, Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro e Maria Luisa Gnecchi, capogruppo PD nella medesima Commissione, convocano una conferenza stampa per affrontare il tema dei “nati nel ‘52”.
“ Il tema che vogliamo affrontare – dichiarano gli onorevoli Damiano e Gnecchi – è quello dei nati nel ’52 che, lavorando nel settore privato, possono andare in pensione al compimento dei 64 anni di età, dopo i 7 mesi mesi canonici di aspettativa di vita. Lo prevede la legge Fornero: si tratta di un anticipo di 2 anni che abbiamo strappato con grande fatica al tempo del Governo Monti.”
“Quello che chiediamo – spiegano – è che questa flessibilità, a molti sconosciuta, venga propagandata dal Governo. La seconda richiesta è di cancellare una interpretazione restrittiva dell’INPS che prevede, per i lavoratori che hanno questo diritto, che siano stati al lavoro il 28 dicembre 2011. Chi non era occupato a quella data, perché aveva perso il lavoro, non può andare in pensione: una doppia penalizzazione incomprensibile.”
“Infine, vogliamo esaminare il rapporto dell’INPS sulle sette salvaguardie degli esodati e proporre i contenuti dell’ottava. Il problema degli esodati va definitivamente risolto”, concludono.


PENSIONI: DAMIANO, “FLESSIBILITÀ DIREZIONE RICHIESTE SINDACATI”

(ANSA) – ROMA, 24 MAG – “Il confronto di oggi tra Cgil, Cisl e Uil e Governo rappresenta, in sé, una positiva novità. Avviare un percorso di incontri, come ha annunciato Poletti, su temi socialmente sensibili come le pensioni ed il mercato del lavoro, rappresenta un cambio di rotta rispetto alla stagione nella quale le decisioni calavano sostanzialmente dall’alto”. Lo afferma Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Se cambia il clima – prosegue – è perchè è cambiata la situazione: la manovra Fornero si fece in un momento di emergenza per i conti pubblici ed in un contesto nel quale si doveva sostenere, anche a costo di dire il falso, che il sistema pensionistico non era sostenibile. Oggi, è lo stesso Renzi a propagandare giustamente che c’è una ripresa dell’economia, seppure debole. Per quanto riguarda le pensioni – spiega – nel Documento di Economia e Finanza è chiaramente spiegato che il risparmio pensionistico, dal 2004 al 2050, sarà di 900 miliardi di euro. Alibi non ne esistono più: semmai c’è qualcosa da restituire ai lavoratori in termini di flessibilità ed ai pensionati in termini di pensioni più basse. Ci auguriamo che il confronto porti ad una conclusione condivisa e che si apra anche con il Parlamento: alla Camera, dal 2013, è stata presentata una proposta di legge sulla flessibilità e sui lavoratori precoci attualmente in discussione in Commissione lavoro della quale il Governo dovrebbe tenere conto è che va nella stessa direzione delle richieste unitarie del sindacato”. (ANSA)



PENSIONI: DAMIANO, “ATTENDIAMO INCONTRO CON GOVERNO”

(ANSA) – ROMA, 23 MAG – “Domani ci sarà l’incontro tra Governo e sindacati sui temi delle pensioni e del lavoro, che noi abbiamo rivendicato da tempo con forza. Chiediamo anche, al più presto, un confronto con il Parlamento”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Su questi argomenti – prosegue – non si possono calare dall’alto le soluzioni: non siamo più all’emergenza economica del Governo Monti ed il nostro sistema pensionistico è il più solido d’Europa. Lo dimostra quanto c’è scritto nell’ultimo DEF: che i risparmi che si realizzeranno con le riforme del 2004 (Maroni), 2007 (Damiano) e 2011 (Fornero), saranno pari a 900 miliardi di euro fino al 2050. Rispetto alla proposta dell’Anticipo Pensionistico (APE), noi abbiamo quattro osservazioni: non vogliamo un prestito, ma una flessibilità e, quindi, l’ufficiale pagatore dev’essere l’INPS e non le banche; l’anticipo dev’essere di 4 anni e non di 3 come dice il Governo; la penalizzazione annua dev’essere mediamente del 2% e, in ogni caso, le pensioni fino a 2.000 euro lordi mensili non devono superare tale soglia; devono essere coinvolti anche i lavoratori precoci, per i quali chiediamo la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi”. “Tre anni fa – spiega Damiano – abbiamo presentato una proposta di legge sulla flessibilità delle pensioni ed il sindacato si è mobilitato unitariamente, con le sue proposte, sullo stesso obiettivo”. “Il fatto che la flessibilità sia entrata a far parte dell’Agenda politica di Renzi e che si sia aperto un confronto che deve proseguire, lo riteniamo un primo risultato. Sarà necessario trovare le soluzioni condivise e positive anche perché le pensioni orientano, da sempre, le scelte di voto di milioni di cittadini”, conclude. (ANSA).



UE: DAMIANO, ORA DECISIVI WELFARE E LAVORO DI QUALITÀ

(ANSA) – ROMA, 22 MAG – “L’Europa è di fronte a molte sfide. Quelle immediate sono almeno due: il voto di oggi per le elezioni presidenziali in Austria, che potrebbe scegliere un capo di Stato di estrema destra (si preannuncia un testa a testa con il candidato sostenuto dai Verdi); il voto fra un mese in Gran Bretagna, che potrebbe sancire l’uscita del Paese dall’Europa (definita una “minaccia globale” dai ministri delle Finanze del G7). Al fondo di queste possibili scelte si evidenzia il prevalere di populismo e demagogia, alimentato pero’ da un oggettivo peggioramento delle condizioni di vita di un numero crescente di cittadini europei”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Le forze di destra e l’economia liberista – spiega – che hanno scientificamente perseguito per decenni l’idea dell’arretramento dell’intervento dello Stato in economia, delle liberalizzazioni senza controllo in nome della concorrenza, dell’abbattimento delle tutele sociali e del lavoro, adesso lanciano allarmi e versano lacrime di coccodrillo di fronte al pericolo della destra estrema, da loro stessi risvegliata e rimessa in corsa”. “Il ruolo del welfare e del lavoro di qualità, in questo contesto, e’ decisivo. Il nostro governo – prosegue – ha di fronte a sé scelte decisive: quella sulla flessibilità delle pensioni, dopo gli annunci anche di Renzi, deve trovare una soluzione, condivisa dai sindacati e dal Parlamento, nella prossima legge di Stabilità. Non si commetta l’errore di imporre dall’alto una soluzione: questa volta non funzionerebbe. Un secondo punto riguarda il mercato del lavoro. L’uso distorto dei voucher, sempre più evidente agli occhi dell’opinione pubblica, va limitato: non basta la tracciabilità, già annunciata dal Governo, ma occorre tornare alla ‘occasionalità’ prevista dalla legge Biagi”. “Questi contenuti non vanno sottovalutati, perché la loro mancata o insoddisfacente soluzione influenzerà l’orientamento di voto di milioni di cittadini”, conclude. (ANSA)