PENSIONI, DAMIANO A SALVINI: “RIFORMA FORNERO, IN PARTE, NON C’È PIÙ”

Roma, 15 gen. (askanews) – “Elsa Fornero fa bene a dire che ‘parlare della abolizione della mia legge sulle pensioni è un inganno’, per il semplice fatto che quella legge è già stata significativamente cambiata. Quindi si parla di una cosa che in parte non esiste più e anche Salvini dovrebbe rendersene conto: pragmaticamente potrebbe sostenere la necessità di proseguire sulla strada già imboccata nel corso dell’ultima legislatura. Se 8 salvaguardie, che hanno messo al riparo 153.000 lavoratori, non sono bastate, facciamo la nona e risolviamo definitivamente il problema”. Lo dichiara Cesare Damiano, presidente della commissione lavoro alla Camera. “Se l’Ape sociale – prosegue – che consentirà a 60.000 lavoratori di 15 categorie di lavori gravosi di andare in pensione anticipata a 63 anni, scade al 31 dicembre di quest’anno, rendiamola strutturale. Se il blocco dell’aspettativa di vita, voluto da Lega e Forza Italia, vale anch’esso soltanto per i lavori gravosi individuati nell’ultima legge di Bilancio, allarghiamo la platea ad altre mansioni usuranti. In questo modo completiamo l’opera senza la necessità di avere coperture finanziarie impossibili da trovare e senza il bisogno di fare inutili proclami”, conclude.


PENSIONI, DAMIANO: “RIFORMA FORNERO IN PARTE GIÀ CANCELLATA”

Roma, 14 gen. (askanews) – “Carlo Cottarelli, in un articolo su Repubblica di oggi, scrive sul tema delle pensioni. Come Salvini e Di Maio, Cottarelli affronta l’argomento assumendo un punto di vista assolutamente parziale che contiene due errori di fondo: il primo, caricare sulla sola legge Fornero il destino dell’equilibrio dei conti del sistema previdenziale; il secondo, considerarla come se, in questi 5 anni, non fosse accaduto nulla e fossimo ancora alla legge Fornero delle origini”. Lo dichiara in una nota Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Sul primo punto – prosegue – va ricordato che un insieme di riforme ha contribuito a mettere in equilibrio la spesa pensionistica. Infatti, la nota del Governo allegata alla legge di Bilancio del 2016, sostiene che le riforme del 2004 (Maroni), 2007 (Damiano) e, appunto, Fornero (2011), conseguiranno cumulativamente (2004-2050) risparmi pari a 60 punti di PIL, vale a dire circa 900 miliardi di euro. Quindi, se si tocca la ‘riforma’ del governo Monti non crolla il sistema perché essa non è l’unico architrave”.
“Questo – spiega Damiano – è tanto più vero se si affronta il secondo punto: Cottarelli dice che anche solo se si ‘annacqua’ la legge del 2011, avremo una nuova “gobba” nei conti pubblici. Salvini, al contrario, teorizza la cancellazione tout court della Fornero senza porsi problemi di copertura finanziaria. Tutti e due paiono non accorgersi del fatto che, dal 2012 a oggi, la legge Fornero è stata molto più che annacquata. Possiamo dire che il vino si è trasformato in acqua: 8 salvaguardie, APE sociale e precoci, blocco dell’innalzamento dell’età pensionabile per i lavori gravosi. Oltre a questo, e al di là della Fornero: cumulo gratuito dei contributi, Opzione Donna e quattordicesima per i pensionati più poveri. In totale, sottratti dalla feroce morsa della ‘riforma’ del Governo Monti circa 250.000 lavoratori con un recupero di 20 miliardi di euro”. “Se questo si è potuto fare nel corso dell’ultima legislatura, altro si potrà fare nella prossima. Da questi risultati dobbiamo ripartire per fare altri passi avanti, senza dover essere intrappolati nella paralizzante tenaglia degli opposti estremismi: tra chi semina l’anacronistico terrore dello squilibrio dei conti previdenziali e chi teorizza la cancellazione di una legge che in parte è già stata cancellata”, conclude l’esponente dem.



PD: DAMIANO, FONDAMENTALE SCELTA DI RENZI METTERE LAVORO AL PRIMO POSTO

(ANSA) – ROMA, 13 GEN – “Oggi Renzi, al Lingotto, ha fatto alcune affermazioni importanti a proposito dei temi della campagna elettorale. Al populismo, che sta dilagando, dobbiamo contrapporre le nostre proposte concrete e riformiste e combattere la demagogia e l’approssimazione. In questo senso, Renzi fa bene a dire che ‘l’incompetenza è il nostro nemico alle prossime elezioni’. Aver messo il lavoro al primo posto, (‘la proposta numero uno’), è una scelta fondamentale, soprattutto se si punta alla sua qualità e alla sua stabilità: nel tempo del lavoro liquido occorre fissare un ‘pavimento’ di diritti e di retribuzione, attraverso la contrattazione e le leggi”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Il sistema contrattuale – prosegue – a partire dal contratto nazionale di lavoro, va rafforzato e le tabelle salariali definite dalle parti sociali devono avere un valore erga omnes, cioè la stessa forza della legge. Per questo andranno definiti nella prossima legislatura i criteri della rappresentatività delle organizzazioni sindacali del lavoro e dell’impresa: chi viene certificato deve detenere l’esclusivo diritto di stipulare i contratti, anche al fine di sconfiggere dumping sociale e accordi-pirata”. “L’idea di un salario minimo per legge per chi, svolgendo un lavoro occasionale, non ha un contratto di lavoro di riferimento, va sostenuta perché combatte la piaga del lavoro nero e sottopagato. Infine, per il lavoro libero professionale, va data attuazione all’equo compenso, positivamente introdotto dal Governo con l’ultima legge di Bilancio. Il Pd, sul lavoro, ha proposte riformiste e di qualità”, conclude. (ANSA).




REGIONALI: DAMIANO, “ATTEGGIAMENTO LEU È INCOMPRENSIBILE”

(ANSA) – ROMA, 12 GEN – “È incomprensibile l’atteggiamento di LeU a proposito delle alleanze regionali. Il mezzo passo avanti compiuto, con un via libera a Zingaretti e l’indisponibilità nei confronti di Gori, non può essere spiegato solo con le ‘affinità di sinistra’ con i candidati. Intanto, quando si fa parte di una coalizione, si negozia un programma. È da lì che si misura il grado di convergenza sui temi ed è anche l’occasione per sostenere, per le forze di sinistra, il proprio punto di vista su temi cruciali come quelli dell’economia, del lavoro e dello Stato sociale”. Lo scrive sul suo profilo Facebook Cesare Damiano, leader dell’area laburista del PD. “Inoltre – prosegue – non può essere ignorata la nuova situazione che si è determinata in Lombardia dopo la rinuncia di Maroni: si può creare l’opportunità, irripetibile per il centrosinistra, di poter vincere in una Regione considerata finora off limits. Le scelte locali non possono essere ricondotte plasticamente alle divisioni nazionali: la nostra gente non lo capirebbe. Persino in Germania Merkel e Schultz hanno fatto l’accordo di Governo che sbarra la strada alle forze di estrema destra: noi non riusciamo a farlo in Lombardia?”. (ANSA).