“Salute e Sicurezza sul lavoro. Il TU compie 10 anni” su LavoroWefare

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“Era il tempo del Governo Prodi, con il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, deciso a riformare e definire in un unico testo, che si aspettava da 30 anni, la normativa sulla salute e sicurezza sul lavoro, perché consapevole che dinanzi ad un numero inaccettabile di incidenti e di quelle che impropriamente vengono definite “morti bianche”, non si potesse aspettare oltre.”
 
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PENSIONI, DAMIANO: “FORNERO VA DISFATTA, MA BENE”

(9Colonne) Roma, 20 set – “Quando si parla di pensioni spunta inevitabilmente l’Ocse, che chiede tutte le volte di ‘non disfare la riforma Fornero’. Io sono sempre stato dell’opinione opposta: disfarla, ma bene”. Lo dichiara Cesare Damiano, del Partito Democratico, a proposito delle parole della capo economista dell’Ocse, Laurence Boone, sulla riforma Fornero. “Per questo – continua – bisogna incalzare il Governo con soluzioni di merito che evitino passi indietro. Ci sono troppe proposte in circolazione e basta spostare l’asticella dell’età o dei contributi di un anno per far cambiare di molto (miliardi) le risorse necessarie e le platee coinvolte. Tra Quota 100 che parte da 62 di età o da 64 anni, c’è la stessa differenza che passa tra il giorno e la notte. Le Quote le abbiamo inventate io e Prodi nel 2007: so bene quanto sia difficile trovare le coperture finanziarie. Poiché il Governo ha aperto la caccia alle risorse, dobbiamo evitare che questa passi attraverso la cancellazione delle normative che hanno funzionato. Penso all’Ape sociale, che andrebbe resa strutturale ed estesa ad altre categorie di lavoro gravoso, non eliminata. Penso ai “precoci”, per i quali occorre fissare la possibilità di poter andare in pensione con 41 anni di contributi senza vincoli di età”. “Penso a esodati e Opzione Donna, che vedo dimenticati nelle dichiarazioni degli esponenti di Governo. Infine, giù le mani dagli 80 euro, che non vanno nelle tasche dei ricchi, ma nelle buste paga del ceto medio-basso del lavoro: quello che guadagna fino a poco più di 2.000 euro lordi mensili. Su questi argomenti di merito bisogna costruire la nostra opposizione al Governo”, conclude.


MANOVRA: DAMIANO, “PER CASTELLI RICCO CHI GUADAGNA 2000 EURO AL MESE?”

Roma, 19 sett. (AdnKronos) – ”L’onorevole Castelli, bontà sua, ha affermato che gli 80 euro netti mensili in busta paga ‘non verranno mai tolti alle fasce non ricche della popolazione’. Faccio notare che questa misura è stata pensata per il ceto medio-basso del lavoro dipendente”. Lo dichiara Cesare Damiano, dirigente del Partito democratico, a proposito delle parole di Laura Castelli sulla legge di Bilancio. ”Quali sarebbero – continua – dunque, i lavoratori ‘ricchi’ ai quali toglierli? Forse abbiamo un diverso concetto di ricchezza. A furia di tagli per recuperare risorse che, altrimenti, non sarebbero sufficienti per mantenere anche solo una minima parte delle promesse elettorali dei giallo-verdi, si parte dall’alto, con la retorica delle ‘pensioni d’oro’, (che vanno sicuramente tagliate), per poi scendere inevitabilmente al basso per fare cassa. Se il bonus degli 80 euro viene corrisposto in misura integrale ai lavoratori dipendenti con un reddito annuo fino a 24.600 euro e in modo parziale fino ai 26.600 euro, vorrei sapere dove si colloca l’asticella della ricchezza per l’onorevole Castelli. Qui stiamo parlando, come tetto massimo, di poco più di 2.000 euro lordi mensili. Se il Governo pensa che i redditi ricchi siano questi, c’è davvero da preoccuparsi”. ”Chi come me teme che, con l’introduzione di un criterio pericoloso come il ricalcolo ‘retroattivo’ dell’età o dei contributi per tagliare le pensioni, si apra un varco che potrebbe colpire anche quelle più basse, trova un conferma in queste esternazioni. A meno che l’onorevole Castelli le smentisca. Delle due, l’una: o l’esponente dei 5 Stelle non conosce la materia, oppure, se queste sono le sue idee (legittime), c’è da avere davvero paura”, conclude. (Tes/AdnKronos)


In ricordo di Carlo Dell’Aringa

Mi addolora profondamente la scomparsa improvvisa di Carlo Dell’Aringa con il quale ho condiviso numerosi anni di attività parlamentare sui temi a noi cari del lavoro, del welfare e dell’economia. In questo caso, più che in altri, non è affatto retorico dire che ci mancheranno molto la sua competenza, il suo rigore, il suo garbo e, soprattutto, la sua amicizia. E’ una grave perdita per il mondo della politica, del sindacato, dell’università e della cultura. Alla sua famiglia va il mio abbraccio affettuoso.


DAMIANO: “NO PENSIONI MINIME A 780 EURO SENZA CONTRIBUTI”

Roma, 18 set. (askanews) – È sbagliato pensare di alzare le pensioni minime a 780 a prescindere dai contributi versati. Lo dice l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano. “Ha ragione Brambilla. Dare una pensione di 780 euro a tutti a prescindere dai contributi versati, è la distruzione del sistema previdenziale”. “Non sono certo contrario – continua Damiano – al fatto che le pensioni basse debbano essere alzate, l’ho fatto quand’ero ministro con la quattordicesima, ma non si può garantire a tutti 780 euro al mese senza considerare i contributi versati. Altrimenti, perché mai si dovrebbe lavorare e versare i contributi invece di essere pagati in nero? Ricordo che, nel 2007, quando con Prodi abbiamo varato la quattordicesima, abbiamo tenuto conto di questo. E i 400, 500 e 600 euro che oggi i pensionati poveri percepiscono dal 2008 come quattordicesima nel mese di luglio, sono legati ai contributi che quei pensionati hanno versato nel corso della loro carriera lavorativa”. Conclude Damiano: “Non bisogna essere schizofrenici: da una parte il Governo si propone di tagliare le pensioni più alte per la parte che non corrisponde ai contributi versati e, dall’altra, si vogliono aumentare le pensioni basse a prescindere dai contributi. Mettiamoci d’accordo: io sono per tagliare le ‘pensioni d’oro’, ma allora facciamolo con il contributo di solidarietà”.


PD, DAMIANO: “SI OCCUPI DI PROBLEMI ITALIANI E NON DI CENE”

(9Colonne) Roma, 18 set – “Raccogliamo l’appello di Martina: anziché perdere tempo a commentare quella che è diventata ‘La cena delle beffe’, celebre film di Blasetti del 1942, tratto dal dramma di Sem Benelli, con gli indimenticabili Amedeo Nazzari e Clara Calamai, pensiamo ai problemi degli italiani fiaccati e spaventati da dieci anni di crisi, e preoccupiamoci di organizzare la manifestazione del 30 settembre”. Lo dichiara Cesare Damiano, dirigente del Partito Democratico, a proposito delle parole di Carlo Calenda sul Partito. “Battiamoci apertamente contro l’intolleranza, il razzismo, l’isolamento dell’Italia e per la difesa dei più deboli, riscoprendo l’identità e i valori della sinistra. Andiamo tutti in piazza, iscritti, militanti, simpatizzanti, uniti dal desiderio di difendere la democrazia, i diritti e l’uguaglianza dei cittadini”, conclude.