“Salute e Sicurezza sul lavoro. Il TU compie 10 anni” su LavoroWefare

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“Era il tempo del Governo Prodi, con il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, deciso a riformare e definire in un unico testo, che si aspettava da 30 anni, la normativa sulla salute e sicurezza sul lavoro, perché consapevole che dinanzi ad un numero inaccettabile di incidenti e di quelle che impropriamente vengono definite “morti bianche”, non si potesse aspettare oltre.”
 
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DAMIANO: “DA DI MAIO FRASI FASULLE, SERVE RIPASSO SU PENSIONI”

Roma, 13 ago. (askanews) – “Leggo con stupore una dichiarazione di Di Maio a proposito del tema ‘pensioni d’oro’: ‘Non abbiamo alcuna paura dei ricorsi. Perché, al contrario del contributo di solidarietà che è fissato dalla legge in modo secco e uguale per tutti nelle percentuali, e già giudicato incostituzionale, il nostro ricalcolo si basa su un calcolo oggettivo ed un principio: quanto i pensionati dovrebbero prendere di pensione in base ai loro contributi versati’. È quest’ultima frase, in particolare, ad essere fasulla.” Lo dichiara Cesare Damiano, del Partito Democratico, a proposito delle parole del vice-premier Di Maio sulle pensioni. “Il contributo di solidarietà – spiega Damiano – è già stato applicato e giudicato legittimo. Di Maio si informi. La sentenza della Corte Costituzionale del 2017 ha respinto le varie questioni di costituzionalità. Il prelievo, giudicato legittimo, era così articolato: il 6% sulla quota di assegno oltre un importo lordo pari a 14 volte il trattamento minimo; il 12% oltre le 20 volte il minimo; il 18% oltre le 30 volte. La pensione minima Inps è di poco superiore ai 500 euro. Il contributo, quindi, scattava oltre i 91.000 euro all’anno. La Corte ha confermato la durata temporanea del prelievo (nel caso del Governo Letta pari a 3 anni), ne ha escluso la natura tributaria e lo ha legittimato in quanto interno al solo circuito previdenziale. Contributo che è anche servito ad affrontare il tema degli esodati. Consigliamo al Governo di fare un ripasso sugli orientamenti della Corte, prima di fare affermazioni farlocche al solo fine di sostenere le proprie tesi”, conclude Damiano.


PENSIONI, DAMIANO: “A RISCHIO TUTTE LE PENSIONI RETRIBUTIVE IN ESSERE?”

(9Colonne) Roma, 13 ago – “Come dichiara D’Uva, ‘vogliamo riaffermare il principio, per quanto riguarda le pensioni, per cui hai diritto a percepire tanto quanto hai versato’. Si tratta, appunto, di un principio che, per sua natura, deve essere universale.” Lo dichiara Cesare Damiano, del Partito Democratico, a proposito delle parole del capogruppo 5 Stelle alla Camera Francesco D’uva sulle pensioni. “Forse sfugge al M5S – continua – che tutti coloro che sono andati in pensione con le regole del sistema retributivo, totale o parziale che sia, percepiscono pensioni che valgono di più dei contributi versati. Operai, impiegati, quadri, dirigenti, liberi professionisti, giornalisti, magistrati e via elencando. Molti sono stati costretti alla pensione a causa dei processi di ristrutturazione delle aziende e hanno utilizzato i prepensionamenti per non essere licenziati e, quindi, per non diventare dei nuovi poveri. Penso agli operai della siderurgia che hanno lunghi periodi di contributi figurativi. Chiederemo loro di restituirli? Essendo palesemente incostituzionale la norma che taglia gli assegni alla sola platea delle ‘pensioni d’oro’, che cosa dobbiamo aspettarci? Che, dovendo disperatamente far cassa, si toccheranno tutte le pensioni in essere, anche quelle degli operai, soltanto perché liquidate con il sistema retributivo? Non sarebbe più semplice, anziché ascoltare i cattivi consiglieri, seguire la strada già battuta del contributo di solidarietà triennale da applicare alle pensioni superiori alla soglia dei 4.000 euro netti (non lordi, il Governo lo precisi) mensili?”. “Chi ha introdotto il virus del ricalcolo retroattivo su base contributiva delle pensioni in essere, sta facendo passare un principio devastante per il sistema previdenziale e per la tranquillità, che dev’essere garantita una volta per tutte, di 15 milioni di attuali pensionati”, conclude. (red)


Pensioni: Damiano “P.ensionati vigilino Si penalizza chi ha lasciato lavoro con flessibilità del passato

(ANSA) – ROMA, 12 AGO – Quando, nella scorsa legislatura, alcuni parlamentari Pd della Commissione Lavoro della Camera si erano opposti alla insensata proposta di introduzione del ricalcolo retroattivo dei vitalizi, erano stati facili profeti. Inascoltati”. Lo dichiara Cesare Damiano, del Partito Democratico, a proposito delle notizie di stampa circa i progetti del governo sul tema pensioni. “Avevamo fiutato – continua – il pericolo che, adesso, si ripresenta puntuale. Non era difficile immaginare che, una volta aperto il varco al ricalcolo, dai vitalizi si sarebbe passati alle pensioni ‘d’oro’, e dalle pensioni ‘d’oro’ a quelle d’argento e di bronzo. Con la demagogia e il populismo si possono fare seri danni e si creano dei mostri legislativi: da una parte, con una non meglio precisata Quota 100, si vorrebbero mandare prima in pensione i lavoratori, con un giusto criterio di flessibilità e, dall’altro, si penalizzano coloro che in pensione ci sono già andati prima utilizzando le flessibilità del passato. Un assurdo basato su calcoli arbitrari suggeriti dal Presidente dell’Inps che si inventa pure i coefficienti di trasformazione. Facciamo un appello a tutti i pensionati italiani: occorre vigilare affinché con illusorie promesse di miglioramento del sistema pensionistico e di presunta equità non si apra un varco a una nuova spremitura degli assegni previdenziali al fine di fare cassa perché mancano i soldi per attuare le promesse del ‘patto di Governo'”. “Noi siamo disponibili a un confronto di merito e riteniamo che la cosa migliore sia quella di convocare un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali. È sempre bene ascoltare la voce di chi conosce davvero i problemi”, conclude.


BEKAERT, DAMIANO: “PROIETTARE VERTENZA A LIVELLO NAZIONALE”

(9Colonne) Roma, 10 ago – “L’incontro del vicepremier Di Maio con i lavoratori in lotta della Bekaert, è l’occasione per proiettare questa vertenza aziendale a livello nazionale”. Lo dichiara Cesare Damiano, del Partito Democratico. “Occorre ricordare – continua – che la Pirelli ha ceduto nel 2013, alla multinazionale belga, la produzione della cordicella metallica per pneumatici garantendo, al tempo stesso, l’acquisto di questa produzione realizzata nello stabilimento di Figline fino al 2020. Questo accordo commerciale rende ancora più odiosa la decisione della multinazionale di dismettere, senza alcuna ragione oggettiva e produttiva, la propria attività mettendo a rischio 318 posti di lavoro. Sarebbe dunque fondamentale che la Pirelli garantisse la continuità di acquisto di questo prodotto per pneumatici solo a condizione che si tratti di quello realizzato nello stabilimento toscano. Questo è un punto da chiarire perché ne va di mezzo il destino di alcune centinaia di famiglie”. “Inoltre, va rapidamente promossa una azione legislativa, anche attraverso un Decreto, che preveda l’utilizzo della cassa integrazione in caso di cessazione di attività, almeno per un anno. Questo consentirebbe a molte situazioni di crisi di poter predisporre piani di reindustrializzazione, che richiedono tempo, utilizzando il Fondo di 200 milioni di euro appositamente costituito dal ministro Calenda nella passata legislatura”, conclude.