GIOVANI. DAMIANO: “LAVORO? NO A PREDICHE DA MANAGER E MILIARDARI”

(DIRE) Roma, 20 gen. – “Dovremmo interrogarci su cosa serve nel mercato del lavoro della rivoluzione tecnologica e della fabbrica digitale. La rivoluzione liberale ci ha propinato la ricetta del liberismo. ‘Flessibilità e sicurezza’ si è tradotto in una disgregazione della sicurezza. Dal posto fisso al lavoro a frammenti, occorre demistificare il liberismo accattivante. Le ideologie infatti non sono superate. Io mi sono stancato da uomo di sinistra di farmi fare la predica da manager e da miliardari. Ha vinto il capitalismo finanziario avido che si sta ammogliando con il capitalismo digitale, il libero mercato non è in grado di autoregolarsi e occorre cambiare la nostra cultura dicendo no al concetto del massimo ribasso”. A dirlo è stato il deputato Pd e presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, durante gli Stati generali della politiche giovanili in programma oggi e domani presso la struttura WEGIL in Largo Ascianghi. (Ago/ Dire)


PENSIONI, DAMIANO: “LEGGE FORNERO GIA’ AMPIAMENTE MODIFICATA”

(9Colonne) Roma, 19 gen – “È giunto il tempo degli slogan elettorali. Tra questi, brillano quelli che riguardano le pensioni: andiamo da azzeramento a cancellazione della legge Fornero. Detta così sembra facile, soprattutto da parte di chi, come Forza Italia l’ha condivisa e da chi, come la Lega, ha imposto con i suoi alleati di destra il legame tra innalzamento dell’età pensionabile e aspettativa di vita e il cumulo oneroso dei contributi, che noi abbiamo invece combattuto”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Si dimentica, così facendo – prosegue -che la legge Fornero è già stata significativamente modificata e che in questi cinque anni di legislatura 20 miliardi di euro sono tornati alle pensioni: otto salvaguardie, Ape sociale e volontaria, prolungamento della sperimentazione di Opzione Donna, cumulo gratuito dei contributi, più flessibilità per i ‘precoci’, blocco dell’innalzamento dell’età pensionabile per i lavori usuranti e gravosi, accesso facilitato alla pensione per i lavori usuranti, cancellazione delle penalizzazioni dal 2018, allineamento della “no tax area” dei pensionati a quella del lavoro dipendente, innalzamento della quattordicesima, miglioramento della normativa sull’amianto. Appunto 20 miliardi, anche frutto di una dura battaglia parlamentare e del confronto tra governo e sindacati”.
È da qui – prosegue Damiano – che dobbiamo ripartire perché, in questo modo, se riconosciamo di aver fatto una parte del percorso, saranno necessarie meno risorse e si crea meno allarme tra i burocrati liberisti europei. In sintesi, noi vorremmo che nel Programma del PD ci fossero misure realistiche e riformiste sulle pensioni, tra le quali: rendere strutturale l’APE sociale e volontaria, consentire l’accesso alla pensione a tutti con 41 anni di contributi, ampliare le 15 categorie dei lavori gravosi, rallentare per tutti l’innalzamento dell’età pensionabile, impostare la realizzazione della pensione contributiva di garanzia per i giovani, attuare la nona e definitiva salvaguardia degli esodati, proseguire la sperimentazione di Opzione Donna”. “Noi ci basiamo sul proposte concrete e sul duro lavoro parlamentare e di governo fin qui svolto e non su frasi a effetto”, conclude.


INPS, DAMIANO: “INTERESSANTI DATI OSSERVATORIO”

(9Colonne) Roma, 18 gen – “I dati dell’Osservatorio dell’INPS su occupazione e pensioni sono molto interessanti e confermano che ci troviamo ancora in una fase di assestamento. Ci sono dati positivi e negativi che potranno essere letti meglio nel medio-lungo periodo. È confortante l’andamento, in calo, della cassa integrazione e, a novembre, delle domande di disoccupazione (-26% su ottobre, anche se siamo a un +4% rispetto a dicembre 2016). Più contraddittori i dati sul mercato del lavoro che evidenziano la compressione dei contratti a tempo indeterminato sul totale delle assunzioni: il 23% nei primi undici mesi del 2017, a fronte del 39% del 2015”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Il nostro obiettivo – prosegue – alla luce di questa situazione, dev’essere quello di proseguire sulla strada degli incentivi prevista dal Jobs Act rendendoli però strutturali. Sul tema delle pensioni si registra un aumento del 6% di quelle liquidate nel 2017 e un balzo degli assegni sociali del 18%. Aumenta anche la media degli assegni che salgono del 7%, a quota 1.039 euro”. “Sulla previdenza, negli ultimi 5 anni, sono stati fatti interventi importanti: bisogna continuare sulla strada tracciata. Ci auguriamo che nel programma del PD ci sia, tra le altre cose, la proposta di rendere strutturale l’APE, di prevedere la nona e conclusiva salvaguardia degli esodati e la prosecuzione della sperimentazione di Opzione Donna”, conclude. (red) GEN 18


SULLA SICUREZZA NON CI DEVONO ESSERE MANCANZE

Dieci anni fa, il 9 aprile del 2008, quando ero ministro del Lavoro, varammo il decreto legislativo n. 81, noto come “Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro”. La normativa sulla sicurezza veniva aggiornata e riunificata in un’unica legge.
Si è fatto molto per la sicurezza, ma finché non prevarrà un’autentica e diffusa cultura fatta di prevenzione, regole e costrizioni, non sarà mai abbastanza.
Ancora una volta, l’incidente di ieri, a Milano, nell’azienda metalmeccanica Lamina, ci ricorda questa amara realtà. Ancora una volta, un’operazione di manutenzione di routine si è trasformata in tragedia. Saranno le indagini degli organi preposti a dirci cosa sia accaduto e perché alla Lamina, ma non sfugge a nessuno che gli addetti alla manutenzione, dipendenti e operatori di imprese appaltatrici, devono essere ben formati e informati.
Ancora una volta il nostro pensiero va a dei lavoratori perduti da questo Paese e alle loro famiglie da cui non sono tornati. A loro e ai loro colleghi rimasti intossicati va la nostra mesta solidarietà.
La cultura della sicurezza si deve affermare. Bisogna dirlo senza retorica e continuare l’impegno con il quale avevamo fatto il Testo Unico dieci anni fa, senza soste né distrazioni.


PENSIONI, DAMIANO A SALVINI: “RIFORMA FORNERO, IN PARTE, NON C’È PIÙ”

Roma, 15 gen. (askanews) – “Elsa Fornero fa bene a dire che ‘parlare della abolizione della mia legge sulle pensioni è un inganno’, per il semplice fatto che quella legge è già stata significativamente cambiata. Quindi si parla di una cosa che in parte non esiste più e anche Salvini dovrebbe rendersene conto: pragmaticamente potrebbe sostenere la necessità di proseguire sulla strada già imboccata nel corso dell’ultima legislatura. Se 8 salvaguardie, che hanno messo al riparo 153.000 lavoratori, non sono bastate, facciamo la nona e risolviamo definitivamente il problema”. Lo dichiara Cesare Damiano, presidente della commissione lavoro alla Camera. “Se l’Ape sociale – prosegue – che consentirà a 60.000 lavoratori di 15 categorie di lavori gravosi di andare in pensione anticipata a 63 anni, scade al 31 dicembre di quest’anno, rendiamola strutturale. Se il blocco dell’aspettativa di vita, voluto da Lega e Forza Italia, vale anch’esso soltanto per i lavori gravosi individuati nell’ultima legge di Bilancio, allarghiamo la platea ad altre mansioni usuranti. In questo modo completiamo l’opera senza la necessità di avere coperture finanziarie impossibili da trovare e senza il bisogno di fare inutili proclami”, conclude.


PENSIONI, DAMIANO: “RIFORMA FORNERO IN PARTE GIÀ CANCELLATA”

Roma, 14 gen. (askanews) – “Carlo Cottarelli, in un articolo su Repubblica di oggi, scrive sul tema delle pensioni. Come Salvini e Di Maio, Cottarelli affronta l’argomento assumendo un punto di vista assolutamente parziale che contiene due errori di fondo: il primo, caricare sulla sola legge Fornero il destino dell’equilibrio dei conti del sistema previdenziale; il secondo, considerarla come se, in questi 5 anni, non fosse accaduto nulla e fossimo ancora alla legge Fornero delle origini”. Lo dichiara in una nota Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Sul primo punto – prosegue – va ricordato che un insieme di riforme ha contribuito a mettere in equilibrio la spesa pensionistica. Infatti, la nota del Governo allegata alla legge di Bilancio del 2016, sostiene che le riforme del 2004 (Maroni), 2007 (Damiano) e, appunto, Fornero (2011), conseguiranno cumulativamente (2004-2050) risparmi pari a 60 punti di PIL, vale a dire circa 900 miliardi di euro. Quindi, se si tocca la ‘riforma’ del governo Monti non crolla il sistema perché essa non è l’unico architrave”.
“Questo – spiega Damiano – è tanto più vero se si affronta il secondo punto: Cottarelli dice che anche solo se si ‘annacqua’ la legge del 2011, avremo una nuova “gobba” nei conti pubblici. Salvini, al contrario, teorizza la cancellazione tout court della Fornero senza porsi problemi di copertura finanziaria. Tutti e due paiono non accorgersi del fatto che, dal 2012 a oggi, la legge Fornero è stata molto più che annacquata. Possiamo dire che il vino si è trasformato in acqua: 8 salvaguardie, APE sociale e precoci, blocco dell’innalzamento dell’età pensionabile per i lavori gravosi. Oltre a questo, e al di là della Fornero: cumulo gratuito dei contributi, Opzione Donna e quattordicesima per i pensionati più poveri. In totale, sottratti dalla feroce morsa della ‘riforma’ del Governo Monti circa 250.000 lavoratori con un recupero di 20 miliardi di euro”. “Se questo si è potuto fare nel corso dell’ultima legislatura, altro si potrà fare nella prossima. Da questi risultati dobbiamo ripartire per fare altri passi avanti, senza dover essere intrappolati nella paralizzante tenaglia degli opposti estremismi: tra chi semina l’anacronistico terrore dello squilibrio dei conti previdenziali e chi teorizza la cancellazione di una legge che in parte è già stata cancellata”, conclude l’esponente dem.