“Il lavoro che cambia” su LavoroWefare

In primo piano

“Siamo ben lieti di presentare la Terza Indagine sul lavoro che cambia promossa dalla nostra Associazione, da Assolavoro e dal Dipartimento di Scienze sociali ed economiche della Sapienza, che ha condotto l’analisi dei dati raccolti da “You Trend”.
Le precedenti Indagini erano state svolte nel 2002-3 dai DS e nel 2009-10 dal Dipartimento Lavoro del PD. Il carattere periodico delle Indagini permette un utile raffronto sui mutamenti del lavoro e del “sentiment” dei lavoratori italiani ed offre ai dirigenti delle forze politiche e sociali informazioni e riflessioni preziose per realizzare un rinnovato e più elevato rapporto con il mondo del lavoro nelle sue varie articolazioni. In questa breve presentazione ci limitiamo ad enucleare i temi principali che emergono dall’Indagine che sono stati già approfonditi nel seminario del primo febbraio al CNEL, con la partecipazione dei Segretari Generali di CGIL,CISL e UIL, Camusso, Furlan e Barbagallo, del Ministro del Lavoro Poletti e del professor Tiziano Treu, di Alessandro Ramazza presidente di Assolavoro, di Maurizio Stirpe, vicepresidente di Confindustria, del Professor Tommaso Nannicini con la relazione del professor Mimmo Carrieri. È nostra intenzione promuovere nei prossimi mesi una serie di incontri in varie parti d’Italia, coinvolgendo anche il mondo della ricerca e i rappresentanti del territorio, convinti come siamo che il motto “conoscere per deliberare” sia quanto mai attuale in un momento nel quale la comunicazione frettolosa e superficiale rischia di sovrapporsi negativamente ai “pensieri lunghi” che preparano il futuro.”
 
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GOVERNO. DAMIANO: “CONTRATTO LEGA-M5S DEBOLE SUL TEMA LAVORO”

(DIRE) Roma, 25 mag. – “Nel contratto stipulato da Salvini e Di Maio il tema del lavoro è trattato in modo debole”. Lo dichiara Cesare Damiano, del Partito democratico. “Non risultano – spiega – riferimenti al problema della salute e sicurezza, in un momento nel quale purtroppo aumentano incidenti mortali e infortuni sul lavoro, che richiederebbe un aumento degli organici degli ispettori e dei controlli preventivi; non si accenna a una revisione delle regole sui licenziamenti illegittimi di carattere individuale, diventati troppo facili e poco costosi dopo il Jobs Act: ad esempio raddoppiando il numero di mensilità minime di risarcimento che si dovrebbero portare da 4 a 8; non si definisce una strategia di nuovi diritti per i lavoratori della Gig Economy: è positivo che solo per questi lavoratori, e non per chi ha un contratto di lavoro di riferimento, si preveda un salario minimo per legge. Ma, oltre a questo, occorre immaginare una dotazione di diritti di base per tutelare chi dipende, non da un caposquadra o da un capoufficio, ma da una piattaforma digitale: diritto alla tutela in caso di malattia, maternità e infortunio e versamento di contributi previdenziali utili per la pensione contributiva. Il Partito Democratico deve incalzare il Governo giallo-verde con precise proposte di legge che affrontino questi argomenti”, conclude. (Com/Tar/ Dire)


Oggi a “Etica-Mente”

Oggi, ad Arezzo, parteciperò a un incontro di “Etica-Mente. dialoghi e pensieri per il presente, 2018: Etica e Lavoro”, con Ivana Ciabatta, presso l’Aula Magna dell’Università – Colle del Pionta – alle ore 17:30.
 

 
 


Università di Perugia “Diritto e politiche dell’Ue per l’occupazione e lo sviluppo”

Riceviamo questo contributo dal professor Massimo Bartoli del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Perugia e, volentieri, pubblichiamo.
 
Lo scorso 4 maggio Cesare Damiano ha tenuto una lectio magistralis di oltre due ore presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, intervenendo alla lezione conclusiva del corso “Diritto e Politiche dell’Unione europea per l’occupazione e lo sviluppo” del Prof. Massimo Bartoli, modulo didattico afferente alla Cattedra Jean Monnet di Diritto dell’Unione europea coordinata dal Prof. Fabio Raspadori.

La Cattedra Jean Monnet, attribuita all’Ateneo perugino sulla base di un progetto di eccellenza premiato dalla Commissione europea, proporrà per un triennio accademico insegnamenti innovativi volti ad approfondire alcuni aspetti della multilevel governance europea, prestando particolare attenzione alle questioni delle politiche energetiche, della semplificazione amministrativa e delle politiche occupazionali.

L’intervento di Cesare Damiano si è concentrato proprio in quest’ultimo ambito, stimolato dalla relazione introduttiva del docente sugli elementi chiave emersi durante il corso. Nello specifico, l’attenzione dell’ex Ministro del Lavoro si è concentrata sul nesso tra occupazione e sviluppo, sulla valutazione dello scenario italiano inerente alle politiche proattive chieste dalla Strategia europea sull’occupazione – SEO – a tutela del mercato del lavoro, soffermandosi anche sulle dinamiche interne della contrattazione collettiva e della rappresentanza sindacale.

L’analisi del contesto italiano ha inoltre toccato i temi della “flessicurezza” e del Jobs Act, per poi concentrarsi, nella parte finale della lezione, sulle problematiche più squisitamente “globali” di tutela del lavoratore poste dai settori innovativi della Gig Economy. Prendendo spunto dai recenti casi giurisprudenziali Uber e Foodora, discussi rispettivamente dinanzi alla Corte di giustizia dell’UE ed al Tribunale di Torino con esiti sostanzialmente opposti, si sono evidenziate le ambiguità e le incertezze dell’inquadramento giuridico, e conseguentemente della tutela, di nuove generazioni di lavoratori attualmente in bilico tra un autentico, e riconoscibile, lavoro dipendente ed una libera prestazione d’opera.


DAMIANO: “BENE CAMBIO DI ROTTA PD, ORA CONSOLIDARLO”

Roma, 21 mag. (askanews) – “Il Pd, con l’ultima assemblea, ha iniziato un cambio di rotta che va consolidato”. Lo dichiara Cesare Damiano, leader di LabDem. “Sono d’accordo – continua – con chi sostiene che si rende necessario un radicale processo di rifondazione politica e ideale che deve trovare compimento nel prossimo congresso. Va anche messa in cantiere una profonda revisione dello statuto del partito, a partire dalla separazione dei ruoli tra candidato premier e segretario. Chiudiamo una fase: non abbiamo più bisogno di un leader o di un capo. Vogliamo una squadra e un segretario ‘normale’ che svolga il ruolo di ‘primus inter pares’. Soprattutto una persona che si dedichi a tempo pieno a un partito da ricostruire dalle fondamenta. Come abbiamo già visto, fare troppi mestieri in uno non funziona”, conclude Damiano.



GOVERNO. DAMIANO: PER M5S-LEGA 5 MLD PER PENSIONI SONO UNA TANTUM?

Cesare Damiano arriva all’assemblea nazionale del Pd, 19 maggio 2018. ANSA/ANGELO CARCONI

(DIRE) Roma, 20 mag. – “Alcune proposte contenute nel programma della Lega e del Movimento 5 Stelle non possono essere sbrigativamente liquidate come di destra, massimaliste o populiste, anche se l’impianto complessivo del ‘contratto’ non puo’ essere condiviso”. Lo dichiara Cesare Damiano, del Partito democratico. “Faccio- continua- alcuni esempi: il salario minimo per legge, riservato ha chi non ha un contratto di lavoro perche’ svolge una attivita’ occasionale, e’ una nostra proposta. Il superamento della legge Fornero e 41 anni di contributi, anche. In quella direzione si e’ mossa, nella scorsa legislatura, la Commissione Lavoro della Camera che- ricorda- ha cosi’ messo le basi per superare la legge Fornero restituendo intanto 20 miliardi alle pensioni in 5 anni (4 miliardi all’anno). Le risorse impiegate, seppur significative, non sono state pero’ sufficienti a raggiungere tutti gli obiettivi. Adesso sfidiamo la coalizione giallo-verde a completare l’opera sul serio, non stanziando per le pensioni 5 miliardi, senza specificare se sono all’anno. Se si trattasse di una cifra ‘una tantum’ non si andrebbe da nessuna parte, a meno che le stime delle coperture necessarie fatte in precedenza da Inps e Ragioneria su nostra richiesta non si riducano del 90%”. “Sarebbe curioso. Prima domanda da girare, dunque, a Salvini e Di Maio: sono 5 miliardi in tutto o per ogni anno, dato che il vostro programma non lo specifica? Se si tratta, come prevedibile, di 5 miliardi di euro all’anno bisogna dirlo spiegando anche da dove si prendono le risorse”, conclude.


PD: DAMIANO, LA VECCHIA MAGGIORANZA NON ESISTE PIÙ

(ANSA) – ROMA, 19 MAG – “Incomprensibile e sbagliato il cambio dell’ordine del giorno deciso dalla Presidenza all’inizio dell’Assemblea del Pd”. Lo dichiara Cesare Damiano, leader di LabDem, a proposito dell’assemblea del Partito Democratico. “Abbiamo fatto bene – continua – come minoranza, a votare compattamente contro. Apprezzabile la relazione di Martina, che rappresenta un elemento di discontinuità nel metodo proposto, nei contenuti e nell’analisi sulla sconfitta elettorale. Condivisibile soprattutto nella parte nella quale ha rivendicato con forza la propria pienezza di poteri fino al congresso e l’annuncio di una nuova segreteria plurale. Con oggi si è indubbiamente aperta una fase politica nuova per il PD che sta anche cambiando gli equilibri interni”. “Di fatto, la vecchia maggioranza congressuale non esiste più”, conclude. (ANSA).