AMAZON: BLACK FRIDAY, DAMIANO “SIAMO AL FIANCO DEI LAVORATORI”

(ITALPRESS) – “Lo sciopero indetto oggi dai lavoratori di Amazon e unitariamente dai sindacati è il simbolo di un Paese che torna ad alzare la testa. Era ora che venissero alla luce tutte le problematiche che si nascondono dietro il più grande colosso dell’e-commerce. La velocità e l’efficienza per il cliente non possono essere barattate con i diritti e le tutele dei lavoratori: il sistema, sotto il profilo sociale, non funziona e l’apparente efficienza da sola non basta”. Lo scrive sul suo profilo Facebook Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Inoltre – continua – è una grande vittoria che lavoratori stabili e precari, insieme ai sindacati, abbiano il coraggio di scioperare per i propri diritti e per migliorare le condizioni di lavoro di tutti. Non è sufficiente proporre, come risulta dalle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dall’azienda, l’aumento del welfare aziendale, se poi i lavoratori si vedono costretti a percorrere 20 chilometri al giorno dentro i magazzini di Amazon”. “Da sempre combatto affinché, anche all’interno di queste nuove forme di commercio, non vengano mai a mancare le tutele di base che qualsiasi lavoratore, stabile e a maggior ragione precario, deve avere. Un tempo, i vecchi operai della catena di montaggio combattevano per migliorare le pause e alleggerire i carichi di lavoro: oggi, i nuovi operai dell’economia digitale lottano per contrattare gli algoritmi che determinano la loro fatica quotidiana. Siamo al loro fianco”, conclude. (ITALPRESS).


Rassegna Stampa

Segnalo, dai giornali del 23 novembre gli articoli di: Giovanna Casadio su La Repubblica; Marco Conti su Il Messaggero; Daniela Preziosi e Massimo franchi su Il Manifesto; Wanda Marra su Il Fatto Quotidiano; Roberta D’Angelo su Avvenire.
 
“Mdp rompe e sfida il Pd al voto. Bersani: senza noi c’è CasaPound”
 
 
“Mdp chiude la porta a Renzi: Grasso sarà il nostro leader”
 
 
“Fassino incassa il no della lista di sinistra. Pisapia già in affanno”
 
 
“Renzi-sinistra: morte di un’alleanza mai nata”
 
 
 
“Mdp con Si, rottura definitiva col Pd. Da sinistra pressing finale su Grasso”
 
 
 
 


PENSIONI. DAMIANO: “PADOAN RESPINGA RICATTI DI BRUXELLES”

(DIRE) Roma, 23 nov. – “Per l’assunzione dei giovani la legge di Bilancio prevede uno sconto strutturale del costo del lavoro, a partire dal 2018. Un fatto positivo. Una vera discontinuità con gli incentivi-spot del Jobs Act che andrebbe apprezzata. Un analogo intervento di vantaggio andrebbe previsto per la previdenza. Ad esempio, andrebbe abbassata o eliminata la soglia (2,8 volte la pensione minima, che corrisponde a una pensione di circa 1.300 euro mensili) che consente di accedere alla pensione anticipata a 63 anni a chi ha un calcolo interamente contributivo. Una misura stupida, vessatoria e iniqua contro i giovani, la maggioranza dei quali, svolgendo un lavoro discontinuo, non potrà mai arrivare a quel traguardo e quindi dovrà rimandare il momento della pensione”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Se – prosegue – come viene sempre spiegato, chi ha cominciato a lavorare dal 1996 avrà un calcolo dell’assegno pensionistico basato sulla restituzione dei contributi versati, ridimensionare o togliere questa ‘ghigliottina’ sarebbe a costo zero. Infatti, se in pensione si va prima, la pensione sarà più bassa”. “Sappiamo che il ministro Padoan ha dimostrato una certa sensibilità sul problema dei giovani: allora accetti di affrontare questo argomento respingendo i ricatti degli emissari di Bruxelles che continuano a considerare la previdenza come un problema contabile e non come un tema sociale. La fase delle pensioni-bancomat per coprire il debito dovrebbe essere finita, dopo l’enorme salasso realizzato dal Governo Monti”, conclude. (Com/Vid/ Dire)




LAVORO: DAMIANO “DA PD PROPOSTA ALTERNATIVA IN COMMISSIONE SU ART.18”

ROMA (ITALPRESS) – “La Camera ha rimandato in Commissione Lavoro la proposta di legge sull’articolo 18. Il tema riveste una tale importanza da richiedere un approfondimento e non uno sbrigativo referendum tra chi è favorevole a un ritorno alla legge del 1970 e chi è contro. Ho difeso per 45 anni l’articolo 18, ma lo strumento aveva ormai subito il logoramento del lungo tempo trascorso ma, soprattutto, era diventato inefficace di fronte alle trasformazioni del mercato del lavoro. Infatti, prima del Jobs Act, le assunzioni a tempo indeterminato rappresentavano solamente il 15% del totale, sostituite da contratti a termine, lavoro a chiamata, voucher, lavoro a progetto, collaboratori, stage e tirocini: una vera giungla contro la quale ci siamo sempre battuti”. Lo afferma in una nota Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Il PD – prosegue – ha avanzato in Commissione la sua proposta alternativa: rivedere la normativa sui licenziamenti, non solo aumentando l’indennità a favore dei lavoratori (la mia proposta è di un minimo di 8 e di un massimo di 36 mensilità): si potrebbe anche anche intervenire sui licenziamenti collettivi e disciplinari. Il futuro del lavoro che cambia non consiste in un improbabile ritorno al passato, ma nella fissazione di standard retributivi e di tutela inderogabili, attraverso i contratti di lavoro per i dipendenti, l’equo compenso per i professionisti e il salario minimo per legge per chi svolge lavori occasionali”, conclude.