FLESSIBILITÀ: RAGGIUNTE 46MILA FIRME

In primo piano

Aggiornamento del 28 giugno: le firme online hanno raggiunto quota 30.000. Sommate alle 16.000 raccolte sui moduli cartacei, 46.000 persone hanno sottoscritto la petizione.

C’è ancora tempo. Continuate a firmare.

Firma la petizione qui
Aggiornamento del 23 maggio: superate le 26.000 firme. Continuate a firmare la petizione online. C’è ancora tempo.

Aggiornamento del 18 maggio: l’obiettivo delle 25mila firme è stato raggiunto oggi alle 11:15. Un successo maturato in sole due settimane dal lancio della petizione. Perciò, consapevoli dell’importanza che quest’iniziativa dimostra di avere per tanti cittadini, abbiamo deciso di alzare il goal a 30.000 firme e proseguire la raccolta per dare a quelli che ancora non hanno potuto farlo, l’opportunità di aggiungere la propria sottoscrizione.

 

Aggiornamento del 16 maggio: superate le 23.000 sottoscrizioni. Il nostro obiettivo è fissato a 25.000. Siamo vicini. Continuate a firmare.

L’11 Maggio avevamo scritto:
A meno di dieci giorni dal lancio, la raccolta di firme per la petizione per l’introduzione della flessibilità ha superato le 20mile firme. L’obiettivo è vicino!
La petizione è indirizzata al Presidente del Consiglio e ai Presidenti di Camera e Senato a sostegno della proposta di legge 857 Damiano, Gnecchi ed altri per l’introduzione di un criterio di flessibilità delle pensioni e per i lavoratori precoci.
È importante aderire alla Petizione per dare forza alla nostra iniziativa.




PENSIONI. DAMIANO: “ORA ENTRARE NEL MERITO E CHIUDERE ACCORDO”

(ANSA) – ROMA, 28 GIU – “Il confronto tra Governo e Cgil, Cisl e Uil è proseguito oggi sul tema delle pensioni e riprenderà il prossimo 30 giugno su quello del mercato del lavoro: si tratta sicuramente di un fatto positivo che valorizza il dialogo e il ruolo delle parti sociali”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Adesso – prosegue – si tratta di entrare ulteriormente nel merito e prevedere tempi di conclusione, possibilmente con un accordo, che non siano lunghi: in ogni caso prima che si tenga il Referendum sulla Costituzione”. “Uno dei temi centrali del confronto è stato, negli incontri scorsi, quello della flessibilità delle pensioni: noi pensiamo che si debba prevedere un’uscita anticipata fino a un massimo di 4 anni e che non si debbano applicare penalizzazioni a categorie particolarmente deboli: disoccupati, precoci, addetti a lavori usuranti e invalidi”, conclude. (ANSA).


UE. DAMIANO A RENZI: “BENVENUTO NEL CLUB DEI KEYNESIANI”

(DIRE) Roma, 27 giu. – “Ho apprezzato il discorso di Renzi alla Camera quando ha affermato di voler chiedere all’Europa ‘più crescita e meno austerita’. Gli do il mio benvenuto nel club dei keynesiani, in penuria di iscritti da parecchi decenni a questa parte”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “L’Italia – prosegue- può giocare un ruolo forte per far cambiare strada all’Europa e per abbandonare la scelta suicida del solo rigore di bilancio che ha alimentato populismo e demagogia. Lo dimostrano le recenti elezioni amministrative nel nostro Paese e la Brexit. Vorrei che il Premier si schierasse anche contro le politiche liberiste che hanno provocato la crisi e che pretendono di continuare a dettare legge sulle politiche dei singoli Stati. Predicare bene in Europa non vuol dire razzolare male in Italia: il Governo dimostri di voler ascoltare la voce dei più deboli risolvendo nell’immediato i problemi del lavoro, delle pensioni e della povertà e valorizzando il ruolo delle parti sociali per una loro soluzione”, conclude. (Com/Vid/ Dire)


GOVERNO: DAMIANO, “RENZI SVOLTI A SINISTRA”

(ANSA) – ROMA, 26 GIU – “L’unica cosa che non si dice, a proposito di crisi dell’Europa, è che essa è figlia del liberismo politico ed economico che ha distrutto, per dirla con il filosofo francese Michel Onfray, “tutte le conquiste ottenute da due secoli di lotte sindacali e di progresso sociale”. Non abbiamo il coraggio di dirlo perché, anche la sinistra, negli ultimi trent’anni è rimasta in molti caso ipnotizzata e resa impotente dal liberismo. Persino dichiararsi sostenitori del liberale Keynes era, fino a poco tempo fa, giudicato un’eresia anche nel Partito Democratico”. Lo afferma Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera. “Abbiamo pagato – prosegue – nelle ultime elezioni amministrative l’opacità delle politiche del Governo equamente divise tra scelte di destra e di sinistra (solo per fare alcuni esempi: IMU sulla prima casa e 80 euro per il lavoro dipendente, cancellazione del tetto per i voucher agricoli e lotta al caporalato, superamento dell’articolo 18 e messa al bando delle dimissioni in bianco, intangibilità del sistema pensionistico targato Monti e approvazione della settima salvaguardia degli esodati e dell’estensione di Opzione Donna). Abbiamo elencato – spiga Damiano – coppie di scelte politiche che si muovono in senso diametralmente opposto. Il risultato è che, anche a causa del prolungarsi della crisi economica, il tracollo del ceto medio, l’aumento dei poveri e la certezza di una diseguaglianza crescente, stanno provocando una rivolta, in Italia ed in Europa, che alimenta il populismo e mette a rischio la stessa democrazia. In mezzo al guado non si può stare: Renzi svolti a sinistra, ascolti la sofferenza dei più deboli che hanno pagato di più nella crisi e valorizzi il ruolo delle parti sociali per trovare i giusti compromessi sui temi fondamentali del lavoro, della previdenza e della povertà.


CAPORALATO: DAMIANO, “CONDIVIDIAMO RICHIESTE DEL SINDACATO”

(ANSA) – ROMA, 25 GIU – “Si è tenuta oggi a Bari una straordinaria manifestazione dei lavoratori dell’agricoltura di Cgil, Cisl e Uil contro il caporalato. Condividiamo le richieste del sindacato che hanno l’obiettivo di dare dignitaà al lavoro. Il Governo deve prendere decisioni coerenti: non si può da un lato, aver promosso già dal novembre scorso il disegno di legge 2217 contro il caporalato e, dall’altro, rimuovere il tetto dei 2.000 euro per l’utilizzo dei voucher in agricoltura. Sono queste incoerenze che poi si pagano con gli elettori al momento del voto”. Lo afferma Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Bisogna fare decise scelte di campo – prosegue – e non tentennare continuamente: infine, va già utilizzato l’articolo 14 del Decreto 81 del 2008 che consente di sospendere l’attività delle aziende che vengono scoperte con più del 20% di lavoratori al nero. La norma vale anche per l’agricoltura: perché non redigere mappe territoriali che consentano di individuare le situazioni più a rischio sulle quali intervenire con la sanzione esemplare della sospensione della attività fino al momento della regolarizzazione dei lavoratori? Noi intendiamo velocizzare l’iter del provvedimento contro il caporalato appena ci verrà consegnato dal Senato, anche perché è già passato troppo tempo e soprattutto perché la stagione della raccolta agricola è iniziata. Arrivare a “babbo morto” sarebbe inutile ed opportunistico. Per procedere velocemente bisogna che il Governo rinunci a peggiorare la normativa dei voucher agricoli”. IRA-COM



BREXIT: DAMIANO, “ULTIMO REGALO 30 ANNI DI LIBERISMO”

(ANSA) – ROMA, 24 GIU – “L’uscita della Gran Bretagna dall’Europa è l’ultimo regalo velenoso di oltre trent’anni di liberismo politico, economico e sociale. Lo stesso che, dopo averci trascinato nella più grave crisi economica mai vissuta in occidente, pretende ancora di dettare la regola del cieco rigore di bilancio ai Paesi europei. Libertà di licenziamento e abbattimento dello Stato sociale sono state le linee-guida delle politiche dell’Europa, anche imposte al nostro Paese”. Lo scrive sul suo profilo Facebook Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Scopriamo con ritardo – prosegue – la rivolta del ceto medio in via di estinzione e di conseguente proletarizzazione e delle periferie dei vecchi e nuovi poveri e assistiamo inermi al trionfo dei populismi. Se la politica non cambierà strada con proposte alternative di modello economico e sociale, mi rivolgo in primo luogo alla sinistra alla quale chiedo anche uno scatto di orgoglio, non solo decreteremo la fine dell’Europa, ma metteremo a rischio la stessa sopravvivenza della democrazia”.(ANSA).