PENSIONI: DAMIANO, “ACCOLTO SUGGERIMENTO DI BOERI, SI DOCUMENTI ANCHE LUI”

(ANSA) – ROMA, 18 OTT – ” Va raccolto il suggerimento di Boeri di oggi: ‘Inviterei quelli che parlano di cifre a documentarsi maggiormente’. Ottimo proposito, che deve valere però anche per l’INPS”. Lo afferma Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera. “Come al solito – spiega – vorrei fare degli esempi: Decreto ‘Salva Italia’ del 2011. Il Governo Monti presenta una relazione tecnica ‘bollinata’ dalla Ragioneria che indica in un massimo di 50.000 soggetti, i cosiddetti esodati. Con la precisazione che ‘tale contingente è stato verificato anche sulla base dei dati amministrativi degli Enti previdenziali interessati’. Il 29 giugno 2012 alla Camera, la Fornero fornisce una tabella che stima la platea degli esodati in 389.200. In realtà – prosegue – con le 8 salvaguardie, la cifra a consuntivo risulterà successivamente pari a circa 172.000 unità. Nell’ultima salvaguardia, l’ottava, la stima dell’Inps e della Ragioneria è di 30.700 esodati con relative coperture. A consuntivo si arriva appena alla metà, circa 15.000. Il Decreto legge del Governo del 16 ottobre 2017, all’articolo 8 (Monitoraggio delle misure di salvaguardia…), ridetermina il numero massimo degli esodati a 153.389 soggetti, numero sempre fornito dall’Inps”. “In questo caso suggeriremmo, a quelli che ‘fanno’ le cifre, di documentarsi meglio, anche perché altrimenti, come dimostrano i fatti, l’altalena dei numeri impedisce al Parlamento di svolgere correttamente il proprio lavoro”.


MANOVRA: DAMIANO, “GRAVE NON INSERIRE IL TEMA PENSIONI”

(ANSA) – ROMA, 17 OTT – “Le parole del Presidente Gentiloni, a proposito del tema previdenza nella legge di Bilancio, sembrano lasciare poco spazio per un intervento. Se così fosse sarebbe una scelta grave: ad esempio, confermare burocraticamente l’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni, cioè ben 5 mesi in più dell’attuale limite, con un Decreto direttoriale che non passerebbe dal Parlamento, sarebbe un cattivo segnale”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “La misura – prosegue – scatterebbe dal 2019: è vero che la legge Monti lo prevede, ma nel frattempo qualcosa è successo. Nel 2015 l’aspettativa di vita, per la prima volta, è diminuita e pare che anche quest’anno succederà la stessa cosa. È il riflesso di una condizione di crescente povertà: molti cittadini rinunciano a curarsi per mancanza di risorse”. “Di questo, almeno, – spiega Damiano – bisognerebbe tenere conto: la soluzione più semplice sarebbe quella di rimandare il Decreto a giugno 2018, come ha chiesto la Commissione Lavoro della Camera per avere il tempo di valutare meglio la situazione e come chiedono i sindacati”. “Il Governo deve, inoltre, rendere conto al Parlamento dei risparmi delle salvaguardie degli esodati e di quelle di Opzione Donna: tutte risorse che saranno devolute al Fondo per l’occupazione e potrebbero essere utilmente e giustamente impiegate per ulteriori interventi di miglioramento della previdenza, dall’APE sociale all’età pensionabile”, conclude. (ANSA).


LAVORO: DAMIANO, “LA NOSTRA PDL SULL’EQUO COMPENSO ALLA CAMERA”

(ANSA) – ROMA, 16 OTT – “La battaglia sull’equo compenso è la nostra battaglia. L’esperienza delle liberalizzazioni è stata un fallimento. Quando assistiamo ai bandi di gara di alcuni Comuni, restiamo senza parole. A Piana degli Albanesi pare che il lavoro degli Assistenti Sociali sia stato valutato 1 euro. Stessa cosa al Comune di Catanzaro per il piano urbanistico. Siamo arrivati al lavoro gratuito nella Pubblica Amministrazione”. Lo afferma Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Contro questa inaccettabile deriva – spiega Damiano – abbiamo depositato, venerdì scorso alla Camera, una proposta di legge sull’equo compenso che riguarda i professionisti ordinisti e quelli non organizzati in ordini, albi e collegi. Per questi ultimi, la proposta è quella di partire esclusivamente dalla Pubblica Amministrazione, affidando a un apposito tavolo di concertazione presso il ministero del Lavoro la definizione dei parametri dell’equo compenso”. “La discussione sull’equo compenso è in corso al Senato: la nostra proposta, non limitata ai soli Ordini, vuole anche impedire che si allarghi la distanza tra questi due mondi che il ‘Jobs Act del lavoro autonomo’ ha recentemente avvicinato”, conclude. (ANSA). FLB 16-OTT-17 18:25


PROFESSIONI: COLAP, “DA PROPOSTA DAMIANO SU EQUO COMPENSO DIGNITÀ A TUTTI”

Roma, 16 ott. (Adnkronos/Labitalia) – ”Questa proposta, oltre a contemplare l’intero settore professionale italiano (professionisti ordinisti e associativi), sana l’unico vero squilibrio contrattuale nel mondo delle professioni, ovvero il rapporto tra professionisti ai sensi della legge 4/2013 e la PA. Sarebbe stato ottimale limitarsi a questo modello anche per i professionisti ordinisti, ma siamo sicuri che l’esempio virtuoso del nostro mondo sarà in grado di contaminare anche il sistema delle professioni ordiniste”. Così Emiliana Alessandrucci, presidente del Colap, commenta la proposta di legge ‘Disposizioni in materia di equo compenso nell’esercizio delle professioni regolamentate e del lavoro autonomo’, depositata dal presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano. “Per i professionisti ai sensi della legge 4/2013, il tema dell’equo compenso – sottolinea – deve essere affrontato limitatamente ai rapporti con la PA, che è il nostro committente principale e la parte contrattuale più forte, lasciando al di fuori di questa ipotesi, al libero mercato la determinazione dei compensi per le prestazioni professionali. Continuiamo a pensare che l’equo compenso per gli ordinisti dovrebbe anch’esso limitarsi ai soli rapporti con la PA”. ”Il presidente Damiano, già relatore della legge 81/2017 (Jobs act del lavoro autonomo), depositando questa proposta, continua a dimostrare interesse per il nostro mondo – prosegue – con un approccio inclusivo e valorizzante”.
“Al contempo, in Senato – ricorda – si discute una proposta sull’equo compenso (ddl 2858) in cui il proponente prima esclude le professioni associative e poi tenta di inserirle con una proposta inaccettabile che andrebbe a svilire il nostro mondo (equo compenso su tutte le prestazioni e riferimento agli usi rilevati anche dalle Camere di commercio!) e su cui tutti i rappresentanti delle professioni associative hanno detto no. ”I tempi per un’approvazione – spiega Alessandrucci – potrebbero non esserci, ma è una proposta, quella Damiano, che può fare da faro per il tema equo compenso per eventuali interventi, anche governativi”. “Il 27 ottobre a Roma – conclude la presidente – discuteremo con i nostri presidenti anche di questo: sarà la proposta condivisa del Colap nell’evento #ccresce”. (Lab/Adnkronos)



PENSIONI. DAMIANO: “BENE POLETTI SULL’ESTENSIONE DELLA APPLICAZIONE DELL’APE”

(DIRE) Roma, 14 ott. – “Il ministro Poletti ha fatto bene a chiedere all’INPS una interpretazione più estensiva delle norme per l’applicazione dell’APE. Anche noi, insieme ai patronati, abbiamo denunciato una situazione inaccettabile che avrebbe portato alla bocciatura di oltre la metà delle domande e siamo contenti che ci sia stata una marcia indietro. Potranno essere recuperati i disoccupati che hanno svolto lavori temporanei, alcuni lavoratori impegnati in attività gravose in fase di accertamento INAIL, lavoratori che abbiamo fatto domanda per una salvaguardia-esodati e resi validi i versamenti contributivi effettuati in Paesi UE”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Un passo avanti di cui siamo soddisfatti – prosegue – che rompe alcune inverosimili resistenze burocratiche. Monitoreremo la situazione per verificare la concretezza di questa svolta. Ora si apre un secondo fronte: quello dei risparmi sulle salvaguardie. Le supervalutazione dei numeri e delle risorse fatte da INPS e Ragioneria hanno sbagliato l’obiettivo del 50% per quanto riguarda l’ottava salvaguardia. È inutile dire che la Commissione Lavoro della Camera si batte, inutilmente da anni, contro questa assurda deriva. I 30.700 salvaguardati dell’ottava si sono ridotti a 16.294, portando il complesso dei salvaguardati a 153.389”. “I soldi risparmiati – spiega Damiano – che vanno al Fondo occupazione, dovranno essere utilizzati, a nostro avviso, per nuovi interventi migliorativi sulla previdenza. L’incontro di lunedì con i sindacati sarà decisivo. Facciamo alcuni esempi: si potrebbe migliorare l’accesso all’APE sociale anche prevedendo l’inclusione delle lavoratrici disagiate con figli e ulteriori semplificazioni per usuranti e gravosi”. “Oltre a questo, noi chiediamo che venga rinviata a giugno del 2018 la decisione relativa all’aumento dell’età pensionabile che dovrebbe scattare dal 2019. Infine, un analogo monitoraggio andrebbe fatto sulle risorse stanziate, ma non spese, relative a Opzione Donna: anche in questo caso si tratta di previsioni ampiamente sbagliate per le quali andrebbe previsto un recupero delle somme non spese per consentire un prolungamento della normativa”, conclude Damiano.