Jobs Act: ok più tutele ma i fondi? Insufficienti

Siamo favorevoli a rendere universali i diritti e le tutele, a partire dagli ammortizzatori sociali. La prima domanda che ci poniamo è se le risorse che il Governo intende stanziare sono aggiuntive oppure se si tratta di quelle attualmente destinate alla cassa integrazione in deroga. Togliere i soldi da un cassetto per metterli in un altro servirebbe a poco e soprattutto non consentirebbe di allargare le tutele ai precari. La seconda domanda riguarda la quantità delle risorse: anche se venisse stanziata una cifra aggiuntiva di un miliardo e mezzo di euro, con questa risorsa si potrebbe assicurare una tutela di 700 euro al mese per la durata di un anno a 178.571 persone. Una risposta sicuramente insufficiente rispetto alle attuali esigenze ed all’obiettivo della universalizzazione delle tutele. Saranno decisive le risorse che verranno stanziate nella legge di Stabilità.


Jobs act: sciocchezze su art.18, ieri passi avanti

Si parte da presupposti sbagliati quando si parla di art.18. Non e’ vero che l’art.18 impedisce le assunzioni, questa e’ una sciocchezza”. Lo dice Cesare Damiano (Pd), presidente della commissione Lavoro della Camera, che, intervenendo a Radio Anch’io, ribatte a una delle affermazioni di Renzi: “Non e’ vero che e’ di 44 anni fa, l’art. 18 lo abbiamo modificato alla radice nel 2012, prima c’era il reintegro in tutti i casi”. Commentando la riunione del Pd, Damiano aggiunge: “Quello che si e’ fatto in direzione ieri lo considero un passo avanti. Renzi ha aperto alla minoranza e penso che il testo vada ancora migliorato con gli emendamenti. Per esempio per quanto riguarda il reintegro abbiamo pensato ai licenziamenti per motivi disciplinari, mentre quelli per motivi economici sono rimasti fuori”.

 

Martedì 30 settembre, segnaliamo in edicola

INTERVISTA A CESARE DAMIANO: “Passo avanti, però non ci basta”

 

 

 

 

Scintille nel Pd: ma Renzi ha l’80%

 

 

 

 

Articolo 18, dal Pd sì a Renzi. “E adesso sfido i sindacati”

 

 

 

Ma in Senato la riforma rischia così è saltata l’ultima mediazione

 

 

 

 

 

Il Jobs Act passa nel Ppd ma lo scotnro è aperto

 

 

 

 

Il Pd abbaia ma non morde

 

 

 

 

 

Il nodo-risorse e lo spettro del voto a marzo

 

 

 

 

 

Fallita la mediazione di Guerini. Il Senato come le Forche Caudine

 

 

 

 

 

 Lavoro, Renzi apre e incassa l’ok del Pd

 

 

 

 

 Ai “duri” non basta, resa dei conti in Senato


Direzione Pd su Jobs Act: la votazione

Massimo D’Alema e Pierluigi Bersani sono tra i venti esponenti della Direzione del Pd ad aver votato contro la relazione di Matteo Renzi. Tra i contrari Pippo Civati e gli esponenti della sua componente (Felice Casson, Cosseddu, Sarracino, Brignone, Terragni e Cova). Dei bersaniani hanno votato “no” Stefano Fassina, Alfredo D’Attorre, Gianni Cuperlo, Barbara Pollastrini, Roberta D’Agostini, Davide Zoggia, cosi’ come il presidente della commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano. Contro la relazione di Renzi anche il “lettiano” Francesco Boccia e la “bindiana” Margherita Miotto.


Pd: Damiano, aperture Renzi non ancora sufficienti

Renzi nella relazione ha fatto un passo avanti sul tema dei licenziamenti, includendo nella reintegra anche quelli per motivi disciplinari, pero’ questo non e’ sufficiente perche’ rimane ancora escluso il licenziamento di carattere economico. Inoltre nella delega esistono problemi rilevanti che riguardano il demansionamento dei lavoratori per il quale noi chiediamo che venga mantenuto il livello retributivo”. Il confronto continuera’ nelle aule parlamentari. Per questo e’ stata giusta la scelta di chi ha votato contro”. Lo ha detto Cesare Damiano al termine della Direzione del Pd.


Jobs act:Damiano,passi avanti non sufficienti

Per quel che mi riguarda sul tema dei licenziamenti c’era un passo avanti, perche’ nella reintegra si includono anche i licenziamenti per motivi disciplinari ma e’ un passo non sufficiente”. Lo afferma il presidente della Commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano al termine della Direzione del Pd. “Il testo uscito non e’ sufficiente”, aggiunge e a chi gli chiede se si potra’ correggere al Senato Damiano risponde: “al Senato ci sono gli emendamenti”.


Pd: Damiano,no tutele licenziamento? Lavoratori serie A e B

Noi vogliamo diritti universali per tutti e allora perche’ non ci deve essere una tutela per il licenziamento? Cosi’ saremmo noi che costruiamo lavoratori di serie A e di serie B”. Lo ha detto Cesare Damiano presidente della commissione Lavoro della Camera, che intervenendo alla direzione Pd ha rimarcato come “la rigidita’ e del lavoro italiano non esiste: il nostro – ha detto – e’ tra i mercati piu’ flessibili del lavoro”. “Oggi gli imprenditori – ha detto ancora Damiano – non chiedono di diminuire le tutele del lavoro ma il costo del lavoro, e questa, guardate, e’ una battaglia che dobbiamo assolutamente proseguire