CENTROSINISTRA: DAMIANO, “SABATO ANDRÒ DA PISAPIA, SCELTA RAGIONATA”

(ANSA) – ROMA, 24 GIU – “Sabato prossimo andrò alla iniziativa promossa da Giuliano Pisapia. La mia è una scelta ragionata e consapevole. Andrò per ascoltare e mi auguro che si creino rapidamente le condizioni per costruire un cantiere di centrosinistra che alle prossime elezioni sia alternativo alla destra e al Movimento 5 Stelle”. Lo dichiara Cesare Damiano, alla guida di Sinistra PD, l’area all’interno del Partito Democratico che sostiene Andrea Orlando. “Pisapia – prosegue – è l’uomo indicato per questa impresa, sicuramente difficile, che ha bisogno di ricostruire dialogo e ponti di comunicazione tra il PD e le forze schierate alla sua sinistra. Per avere successo è necessario battere gli opposti estremismi che, a sinistra, purtroppo non mancano”. “Non è infatti accettabile – spiega Damiano – la posizione di chi pretende una alleanza con il PD a condizione che non ci sia più Renzi, o di chi esclude che il Partito Democratico possa avere qualsiasi convergenza con gli “scissionisti”. “Queste posizioni, se dovessero prevalere, ci porterebbero verso una sicura sconfitta. Un’alleanza si basa soprattutto su un programma politico condiviso: siamo pronti a dare il nostro contributo di sinistra sui temi dello sviluppo, del lavoro e dello Stato sociale” conclude.(ANSA).



PENSIONI. DAMIANO: “GIUSTO CHE SINDACATI CHIEDANO RIPRESA DEL CONFRONTO”

(DIRE) Roma, 23 giu. – “È giusta la richiesta fatta da Cgil, Cisl e Uil a Gentiloni e Poletti di avviare il confronto sulla Fase 2 del verbale di accordo sulla previdenza sottoscritto lo scorso settembre. L’APE sociale sta decollando positivamente insieme alla normativa sui lavoratori precoci: se, come ci auguriamo, le richieste saranno superiori alle previsioni, occorrerà stanziare nuove risorse al fine di evitare che qualche lavoratore venga escluso dal beneficio dell’anticipo pensionistico”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Resta ancora al palo – prosegue – il decollo dell’APE volontario e la normativa sui lavori usuranti, mentre si affaccia l’ipotesi di un nuovo innalzamento dell’età pensionabile, che passerebbe nel 2019 a 67 anni. Questa possibilità va scongiurata”. “Infine, nella Fase 2 del verbale è prevista l’istituzione della ‘pensione contributiva di garanzia’. Si tratta di una proposta che punta ad assicurare alle giovani generazioni, che avranno il calcolo previdenziale tutto contributivo, una pensione dignitosa attraverso una eventuale integrazione corrispondente all’attuale assegno sociale. Il ‘cantiere previdenza’ va tenuto aperto e deve alimentarsi attraverso il confronto con il sindacato che, come si è visto, ha dato finora frutti positivi”, conclude. (Com/Rai/ Dire)


PD: DAMIANO, “PER ALLEANZE GUARDIAMO A PISAPIA NON A BERLUSCONI”

Cesare Damiano(ANSA) – CATANZARO, 23 GIU – “Noi crediamo che il Pd debba mantenere la sua identità di sinistra. Nelle alleanze guardiamo a Giuliano Pisapia non a Berlusconi, semmai ci fosse un’ipotesi di alleanza con il centrodestra chiederemo un referendum agli iscritti per scegliere la strada”. Lo ha detto il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, intervenendo a Catanzaro ad un’iniziativa sui temi del lavoro organizzata dall’associazione “Il Campo” presieduta da Giuseppe Soriero. “Il futuro del Pd – ha aggiunto Damiano annunciando la sua presenza a Roma per l’iniziativa promossa da Pisapia il primo luglio – passa dalla ricostruzione di un campo del centrosinistra, da un’alleanza tra forze di centrosinistra per un Pd che guardi a sinistra. Bisogna riportare la discussione sui temi sociali, del lavoro, dei giovani, del Mezzogiorno”. (ANSA).


LAVORO: DAMIANO, “FINALMENTE TORNA AD ESSERE PROTAGONISTA”

(ANSA) – ROMA, 22 GIU – “Finalmente il lavoro torna ad essere protagonista. Oggi registriamo la concomitanza di tre notizie che riguardano positivamente questo tema: l’Istat ci dice che l’occupazione cresce nel 2016 dell’1,3%. Il dato meno scontato è che il Mezzogiorno si colloca al di sopra della media nazionale con l’1,6%. Si tratta di primi segnali che non vanno enfatizzati, ma che ci consentono di vedere un po’ di luce nel tunnel della lunga crisi”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “La seconda notizia – prosegue – è la presentazione, avvenuta oggi, del documento del Ministero del Lavoro intitolato ‘Il lavoro che cambia’, che costituisce la prima tappa del G7 del Lavoro che si terrà a fine settembre a Torino. Il fulcro della proposta è la lotta alle diseguaglianze a fronte di una ‘rivoluzione digitale’ che ci constringerà a rivedere la stessa nozione di lavoro fin qui conosciuta. Questo documento è anche il contributo dell’Italia al centenario dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro”. “La terza notizia – spiega Damiano – forse quella più importante, è relativa al fatto che 2 maturandi su 5 hanno svolto ieri il tema dal titolo “Nuove tecnologie e lavoro”, che sottolinea l’importanza di affrontare la rivoluzione digitale a partire dai banchi di scuola. Quest’ultimo dato ci fa ben sperare: i giovani stanno passando da un atteggiamento di ‘passività’ di fronte all’imperversare del lavoro precario, figlio di un capitalismo finanziario malato e aggressivo, ad una nuova consapevolezza di voler essere protagonisti ‘attivi’ della rivoluzione digitale”. “Politica e parti sociali, con le leggi e la contrattazione, debbono assumere il compito fondamentale di indirizzare e sostenere questi processi di cambiamento rendendo protagoniste le nuove generazioni”, conclude. (ANSA).


INTERROGAZIONE PARLAMENTARE A SOSTEGNO DEI LAVORATORI VODAFONE

Atto Camera


Interrogazione a risposta
in commissione 5-11611

presentato da
DAMIANO Cesare
testo di
Mercoledì 21 giugno 2017, seduta n. 818
DAMIANO, MICCOLI, GNECCHI, ALBANELLA e BOCCUZZI. — Al  Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. — Per sapere – premesso che:
dopo un lungo procedimento giudiziale, nel 2016, con sentenza della Corte di cassazione è stata definitivamente dichiarata la nullità dei licenziamenti intimati dalla società Vodafone, confermando altresì la nullità della cessione del ramo di azienda operata nel 2007 con la qual e si volevano esternalizzare 914 lavoratori operanti in varie sedi italiane;
già nel 2012, in primo grado, il tribunale di Roma aveva dichiarato l’illegittimità della suddetta cessione di ramo d’azienda e intimato il reintegro di più di 100 lavoratori. Tuttavia, la società telefonica ha tentato di aggirare detto pronunciamento, dapprima riammettendo i lavoratori e, successivamente, avviando una procedura di messa in mobilità mirata nei confronti dei medesimi lavoratori ricorrenti;
la corte d’appello di Roma, nel 2015, ha confermato la nullità dei licenziamenti, rilevando una condotta discriminatoria e ritorsiva;
analoga sorte è capitata a diversi lavoratori operanti nella sede di Ivrea;
in data 29 maggio, Vodafone ha aperto la procedura di trasferimento collettivo per 19 dipendenti dalla sede di Ivrea a quella di Milano. Di questi lavoratori, 4 sono lavoratrici con problemi di salute, mentre i rimanenti 15 avevano visto riconosciuto il diritto al reintegro a seguito dei pronunciamenti giudiziali;
secondo quanto segnalato dalle organizzazioni sindacali, un analogo processo di trasferimenti, con i medesimi criteri, dovrebbe riguardare le sedi del Centro-sud, facendo ipotizzare che, nelle strategie aziendali del gruppo Vodafone in Italia, vi sia la creazione di sedi dove concentrare personale con problemi di salute e lavoratori reintegrati a seguito di sentenza giudiziaria –:
quali iniziative intenda assumere, per quanto di competenza, affinché le suddette scelte organizzative non determinino, anche indirettamente, forme ritorsive nei confronti dei lavoratori che hanno visto riconosciuti, in via definitiva, i propri diritti dai tribunali italiani e, non sia in qualche modo compromesso il loro diritto alla salute sul luogo di lavoro. (5-11611)


PENSIONI: DAMIANO, “SBAGLIATO ALZARE ETÀ MENTRE DECOLLA APE”

(ANSA) – ROMA, 21 GIU – “Il ministro Poletti, saggiamente, ha rimandato al prossimo autunno la discussione relativa all’innalzamento dell’età pensionabile collegato all’incremento della aspettativa di vita. Si parla di portare l’età, a partire dal 2019, dagli attuali 66 anni e 7 mesi ai 67 anni, con un incremento di ben 5 mesi. Si tratta di supposizioni perché il calcolo andrà fatto avendo a disposizione i dati dell’ISTAT che verranno resi noti dopo l’estate”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Questa norma – prosegue – è stata introdotta al tempo del Governo Berlusconi e andrebbe cancellata. Un primo passo è stato compiuto con il verbale di accordo tra Cgil, Cisl e Uil e Governo del settembre scorso, che ha bloccato questo meccanismo per i lavori usuranti. Suggeriamo al Governo di convocare le parti sociali per affrontare questo problema e di non procedere in modo unilaterale”. “Sarebbe sbagliato e contraddittorio alzare l’età della pensione nel momento in cui decolla con successo l’APE Sociale, che anticipa la stessa età a 63 anni. Sarebbe uno ‘stop and go’ incomprensibile che ricadrebbe su un tema delicato come quello previdenziale. Se il successo dell’APE dovesse andare oltre i numeri previsti, chiederemo al Governo di stanziare nuove risorse nella prossima legge di Bilancio per non lasciare nessuno escluso”, conclude. (ANSA).