COMMISSIONE LAVORO: PARERE SULLA NOTA DI AGGIORNAMENTO DEL DEF

In primo piano

Pubblichiamo il parere votato dalla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati in merito alla Nota di aggiornamento del Def 2017 (Documento di Economia e Finanza).
Il Def è lo strumento di programmazione economico-finanziaria del Governo e ha l’obiettivo di indicare la strategia economica e di finanza pubblica nel medio termine. A sei mesi dalla sua prima approvazione, è sottoposto ad aggiornamento. Proposto dal Governo, il Documento è sottoposto all’approvazione dal Parlamento e il suo esame spetta alla Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione, la quale raccoglie i pareri delle altre Commissioni per quanto di loro competenza.
La Commissione Lavoro ha dato parere favorevole presentando alcune osservazioni che riguardano: l’occupazione giovanile, indicando la necessità di interventi strutturali sulla riduzione del cuneo contributivo; le politiche attive del lavoro, indicando l’opportunità di iniziative per un incremento delle risorse per il Fondo loro dedicato; la partecipazione delle donne al mondo del lavoro e la condivisione del lavoro di cura e assistenza familiare con opportune azioni; gli ammortizzatori sociali e la loro disciplina, cui metter mano in considerazione delle numerose crisi aziendali in corso; la previdenza, in particolare per quanto riguarda l’automatismo dell’aumento dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita, le risorse per l’anticipo pensionistico, il completamento della Fase 2 dell’accordo Governo-sindacati del settembre 2016; il sostegno al reddito, con la valutazione dell’opportunità di un aumento delle risorse dedicate al reddito di inclusione; i contratti del pubblico impiego in riferimento a nuove assunzioni; la lotta al caporalato da contrastare con un incremento dell’organico degli ispettori.
 
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LAVORO: DAMIANO, “LA NOSTRA PDL SULL’EQUO COMPENSO ALLA CAMERA”

(ANSA) – ROMA, 16 OTT – “La battaglia sull’equo compenso è la nostra battaglia. L’esperienza delle liberalizzazioni è stata un fallimento. Quando assistiamo ai bandi di gara di alcuni Comuni, restiamo senza parole. A Piana degli Albanesi pare che il lavoro degli Assistenti Sociali sia stato valutato 1 euro. Stessa cosa al Comune di Catanzaro per il piano urbanistico. Siamo arrivati al lavoro gratuito nella Pubblica Amministrazione”. Lo afferma Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Contro questa inaccettabile deriva – spiega Damiano – abbiamo depositato, venerdì scorso alla Camera, una proposta di legge sull’equo compenso che riguarda i professionisti ordinisti e quelli non organizzati in ordini, albi e collegi. Per questi ultimi, la proposta è quella di partire esclusivamente dalla Pubblica Amministrazione, affidando a un apposito tavolo di concertazione presso il ministero del Lavoro la definizione dei parametri dell’equo compenso”. “La discussione sull’equo compenso è in corso al Senato: la nostra proposta, non limitata ai soli Ordini, vuole anche impedire che si allarghi la distanza tra questi due mondi che il ‘Jobs Act del lavoro autonomo’ ha recentemente avvicinato”, conclude. (ANSA). FLB 16-OTT-17 18:25


PROFESSIONI: COLAP, “DA PROPOSTA DAMIANO SU EQUO COMPENSO DIGNITÀ A TUTTI”

Roma, 16 ott. (Adnkronos/Labitalia) – ”Questa proposta, oltre a contemplare l’intero settore professionale italiano (professionisti ordinisti e associativi), sana l’unico vero squilibrio contrattuale nel mondo delle professioni, ovvero il rapporto tra professionisti ai sensi della legge 4/2013 e la PA. Sarebbe stato ottimale limitarsi a questo modello anche per i professionisti ordinisti, ma siamo sicuri che l’esempio virtuoso del nostro mondo sarà in grado di contaminare anche il sistema delle professioni ordiniste”. Così Emiliana Alessandrucci, presidente del Colap, commenta la proposta di legge ‘Disposizioni in materia di equo compenso nell’esercizio delle professioni regolamentate e del lavoro autonomo’, depositata dal presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano. “Per i professionisti ai sensi della legge 4/2013, il tema dell’equo compenso – sottolinea – deve essere affrontato limitatamente ai rapporti con la PA, che è il nostro committente principale e la parte contrattuale più forte, lasciando al di fuori di questa ipotesi, al libero mercato la determinazione dei compensi per le prestazioni professionali. Continuiamo a pensare che l’equo compenso per gli ordinisti dovrebbe anch’esso limitarsi ai soli rapporti con la PA”. ”Il presidente Damiano, già relatore della legge 81/2017 (Jobs act del lavoro autonomo), depositando questa proposta, continua a dimostrare interesse per il nostro mondo – prosegue – con un approccio inclusivo e valorizzante”.
“Al contempo, in Senato – ricorda – si discute una proposta sull’equo compenso (ddl 2858) in cui il proponente prima esclude le professioni associative e poi tenta di inserirle con una proposta inaccettabile che andrebbe a svilire il nostro mondo (equo compenso su tutte le prestazioni e riferimento agli usi rilevati anche dalle Camere di commercio!) e su cui tutti i rappresentanti delle professioni associative hanno detto no. ”I tempi per un’approvazione – spiega Alessandrucci – potrebbero non esserci, ma è una proposta, quella Damiano, che può fare da faro per il tema equo compenso per eventuali interventi, anche governativi”. “Il 27 ottobre a Roma – conclude la presidente – discuteremo con i nostri presidenti anche di questo: sarà la proposta condivisa del Colap nell’evento #ccresce”. (Lab/Adnkronos)



PENSIONI. DAMIANO: “BENE POLETTI SULL’ESTENSIONE DELLA APPLICAZIONE DELL’APE”

(DIRE) Roma, 14 ott. – “Il ministro Poletti ha fatto bene a chiedere all’INPS una interpretazione più estensiva delle norme per l’applicazione dell’APE. Anche noi, insieme ai patronati, abbiamo denunciato una situazione inaccettabile che avrebbe portato alla bocciatura di oltre la metà delle domande e siamo contenti che ci sia stata una marcia indietro. Potranno essere recuperati i disoccupati che hanno svolto lavori temporanei, alcuni lavoratori impegnati in attività gravose in fase di accertamento INAIL, lavoratori che abbiamo fatto domanda per una salvaguardia-esodati e resi validi i versamenti contributivi effettuati in Paesi UE”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Un passo avanti di cui siamo soddisfatti – prosegue – che rompe alcune inverosimili resistenze burocratiche. Monitoreremo la situazione per verificare la concretezza di questa svolta. Ora si apre un secondo fronte: quello dei risparmi sulle salvaguardie. Le supervalutazione dei numeri e delle risorse fatte da INPS e Ragioneria hanno sbagliato l’obiettivo del 50% per quanto riguarda l’ottava salvaguardia. È inutile dire che la Commissione Lavoro della Camera si batte, inutilmente da anni, contro questa assurda deriva. I 30.700 salvaguardati dell’ottava si sono ridotti a 16.294, portando il complesso dei salvaguardati a 153.389”. “I soldi risparmiati – spiega Damiano – che vanno al Fondo occupazione, dovranno essere utilizzati, a nostro avviso, per nuovi interventi migliorativi sulla previdenza. L’incontro di lunedì con i sindacati sarà decisivo. Facciamo alcuni esempi: si potrebbe migliorare l’accesso all’APE sociale anche prevedendo l’inclusione delle lavoratrici disagiate con figli e ulteriori semplificazioni per usuranti e gravosi”. “Oltre a questo, noi chiediamo che venga rinviata a giugno del 2018 la decisione relativa all’aumento dell’età pensionabile che dovrebbe scattare dal 2019. Infine, un analogo monitoraggio andrebbe fatto sulle risorse stanziate, ma non spese, relative a Opzione Donna: anche in questo caso si tratta di previsioni ampiamente sbagliate per le quali andrebbe previsto un recupero delle somme non spese per consentire un prolungamento della normativa”, conclude Damiano.



PENSIONI: DAMIANO, “CORREGGERE NORMA SU APE SOCIALE”

(ANSA) – ROMA, 13 OTT – “Esiste il rischio reale che, quando l’INPS renderà noto l’elenco delle domande dell’APE sociale che verranno accolte, ci sia un flop. Il provvedimento aveva suscitato, al suo apparire, ampie aspettative che ora andrebbero deluse. Si parla di oltre la metà di domande respinte, ad essere ottimisti: sarebbe un disastro. Non ci interessa stabilire se le interpretazioni che dà l’INPS siano burocratiche o restrittive, come denuncia il patronato della CGIL, oppure se la norma di legge, come replica l’Istituto di previdenza, sia poco chiara. I rimpalli di responsabilità lasciano il tempo che trovano. Quello che è sicuro è che un fallimento dell’APE sociale, a fronte di risorse stanziate per accogliere 60.000 anticipi pensionistici e le domande dei lavoratori ‘precoci’, sommato al ritardo dell’APE volontario e alla scelta di decidere entro l’anno l’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni, a partire dal 2019, provocherebbe gravi contraccolpi sociali”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Se le norme sono poco chiare – prosegue – e si prestano a interpretazioni restrittive e se l’INPS non è in grado di fornire interpretazioni più elastiche, il Governo corregga tempestivamente la norma. Come Commissione Lavoro della Camera abbiamo deciso di richiedere un’audizione all’INPS su questo problema. Il Governo si muova: evitiamo di piangere sul latte versato e di dare un contributo all’aumento del disagio sociale, giunto ormai a una soglia limite”. “Respingere la domanda a un lavoratore disoccupato da 10 anni perché, dopo l’esaurimento degli ammortizzatori sociali, ha lavorato un giorno percependo 64 euro di compenso, è una vera crudeltà mentale e sociale”, conclude. (ANSA).