GOVERNO: DAMIANO”PD SIA ALTERNATIVA, NO ESECUTIVO DEL TIRARE A CAMPARE”

ROMA, 11 (ITALPRESS) – “Bene ha fatto Nicola Zingaretti, che del Pd è il segretario e ha, per questo, la titolarità a indicare quale sia la linea, a chiarire alcune cose: non esiste una prospettiva di governo Pd-M5S che abbia lo scopo di votare la riduzione del numero dei parlamentari e fare la legge di Bilancio”. Lo dichiara Cesare Damiano, dirigente del Partito Democratico. “Certo – continua – non c’è modo peggiore di confondere gli italiani e di dare a Salvini l’occasione di procurarsi secchi di popcorn e di voti. Secondo Grillo non siamo più il ‘partito di Bibiano’ ma dei partner per l’alternativa? Patetico. Ha ragione il segretario Pd a dire che si deve costruire un’idea di alternativa ben articolata. Ma dobbiamo far presto e bene, costruendo pochi punti chiari e comprensibili a tutti. Perché Salvini ha costruito il suo vantaggio dicendo poche cose chiare, seppur sbagliate. Salvini ha fretta di correre al voto per mettersi al sicuro. Ma c’è un luogo, il Parlamento, e dei tempi nei quali deve essere definito l’esito della crisi e a tirare le somme deve essere il Presidente della Repubblica. Noi dobbiamo essere una limpida alternativa all’ambiguità salviniana e al ‘tiriamo a campare’ dei 5 Stelle”. “Il segretario ha tutto il nostro appoggio nel fermare le sbandate di chi è pronto a sacrificare il bene del Paese e del Pd a favore del proprio interesse particolare”, conclude . (ITALPRESS).


GOVERNO: DAMIANO, “NESSUN INCIUCIO, SUBITO AL VOTO”

(ANSA) – ROMA, 10 AGO – “Le responsabilità del Governo del ‘cambiamento’, che si è trasformato in quello del litigio continuo, sono enormi”. Lo dichiara Cesare Damiano, dirigente del Pd, che chiede di “andare subito al voto. Nessun inciucio, nessun governicchio. Spetta al Pd presentare al Paese una alternativa a un Governo di destra a trazione Salvini”. “Salvini e Di Maio – spiega – stanno mettendo a rischio il Paese. Borsa in calo, spread in rialzo, rischio aumento Iva, stagnazione economica, calo produzione industriale, aumento della cassa integrazione, meno ore lavorate e finto aumento dell’occupazione fatta di precarietà e non di qualità. Il Governo scappa dalla manovra di Bilancio e lascia l’Italia in braghe di tela.” (ANSA)



RIFORME, DAMIANO: “COLLABORATORI INUTILI? DI MAIO CONTRO I LAVORATORI”

(9Colonne) Roma, 1 ago – “A proposito di collaboratori parlamentari. Un ministro del Lavoro contro i lavoratori non mi era ancora capitato.” Lo dichiara Cesare Damiano, dirigente del Partito Democratico, a proposito delle dichiarazioni del ministro del Lavoro Luigi Di Maio sui collaboratori parlamentari. “Mi fa rimpiangere – continua – quello che ritengo uno dei miei maestri, Carlo Donat Cattin, che si definiva ‘ministro dei lavoratori’. Di Maio dovrebbe avere l’umiltà di ascoltare e studiare un po’ di più e di rispettare i collaboratori parlamentari che lui chiama, in modo spregiativo, ‘portaborse’. E dire che, nella passata legislatura, ha anche fatto il vicepresidente della Camera e dovrebbe conoscere la materia. In quel ruolo e nell’attuale, avrà avuto modo di apprezzare il lavoro di chi si occupa ogni giorno di coordinare le attività dei parlamentari. Si tratta di donne e uomini, perlopiù giovani, che lottano per la loro dignità e ai quali vanno riconosciute tutele e diritti in termini innovativi ed europei. A questo punto ci aspettiamo, soprattutto dal presidente della Camera, Roberto Fico, una disponibilità a risolvere i problemi contrattuali dei collaboratori parlamentari, di sua pertinenza, vista l’ignorante, superficiale e incomprensibile ostilità del vice-premier Di Maio”. “Quando la propaganda sconfigge la ragione è un bel problema”, conclude. (red)


ISTAT: DAMIANO, “SENZA DATI MONTE ORE, STIME OCCUPAZIONE FASULLE”

(9Colonne) Roma, 31 lug – “Siamo alle solite: bastano un po’ di dati positivi dell’Istat per far cantare vittoria al Governo.” Lo dichiara Cesare Damiano, dirigente del Partito Democratico, a proposito dei dati sull’occupazione diffusi oggi dall’Istat. “Diminuisce – continua – la disoccupazione giovanile, quella fino a 24 anni, ma si omette di ricordare che nella fascia centrale, dai 25 ai 34 anni, la disoccupazione aumenta. L’Istat continua a non dirci qual è il monte ore degli italiani: se, come risulta dai dati forniti dai sindacati, siamo ben al di sotto delle ore lavorate nel fatidico 2008, l’aumento statistico degli occupati è fasullo. Al posto di un lavoratore che lavora 8 ore, averne due che ne lavorano 4, sarà pure un miglioramento statistico, ma non lo è sotto il profilo qualitativo. Non a caso esplode l’uso del part time imposto dalle aziende. E poi ci si lamenta dei bassi salari: se uno stipendio di divide tra due persone c’è poco da stare allegri. E questi sarebbero risultati”. “Infine, Di Maio ci dovrebbe spiegare come può aumentare l’occupazione stabile e a tempo pieno se siamo a crescita zero, anche questa certificata dall’Istat, con l’aumento della cassa integrazione e con il calo delle ore lavorate e della produzione industriale. Misteri del Governo del cambiamento”, conclude. (red)


INAIL: DAMIANO, “CONSIDERATO AUMENTO CIG, DATI MOLTO ALLARMANTI”

Roma, 30 lug. (AdnKronos) – ”È grave il fatto che aumentino le morti sul lavoro. Secondo i dati resi noti dall’Inail, nei primi sei mesi di quest’anno si registra un incremento del 2,8% degli incidenti mortali rispetto allo stesso periodo del 2018”. Lo dichiara Cesare Damiano, dirigente del Partito Democratico, a proposito dei dati diffusi oggi dall’Inail sugli infortuni sul lavoro registrati nei primi sei mesi dell’anno. ”È ancora più preoccupante – continua – il fatto che tutto questo avvenga a fronte di un incremento delle ore di cassa integrazione che, sommate, equivalgono nel semestre 2019, a circa 139.000 lavoratori totalmente assenti dalla produzione”. “Questo dato – proseue Damiano – si somma, poi, al calo di ore complessivamente lavorate rispetto al 2008, anno dell’inizio della crisi: secondo alcune fonti sindacali, ammonterebbe a circa un miliardo di ore su base annua che corrispondono a quasi 600mila lavoratori in meno. In sintesi: meno ore lavorate, più cassa integrazione crescita delle morti sul lavoro”. ”C’è di che allarmarsi seriamente, al di là della propaganda quotidiana che ci propina il governo”, conclude. (Sec/AdnKronos)