LAVORO: DAMIANO, “INPS CERTIFICA CHE JOBS ACT VA RIFORMATO”

(ANSA) – ROMA, 18 MAG – “I dati dell’Inps relativi all’andamento dell’occupazione nei primi tre mesi dell’anno, sono molto significativi. È positivo il fatto che il saldo tra assunzioni e cessazioni sia pari a + 322.000 lavoratori, superiore a quello del 2016, che si attestava a +266.000: la crescita è pari al 21%. Mentre il dato quantitativo è confortante, quello qualitativo va nella direzione opposta”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Disaggregando i dati – spiega – si evidenzia che appena il 5,4% di questa crescita occupazionale è rappresentato dai contratti a tempo indeterminato. Si tratta di una situazione preoccupante che evidenzia un importante calo di qualità del mercato del lavoro. Se poi si esaminano i saldi occupazionali dei soli contratti a tempo indeterminato degli ultimi tre anni, dal Jobs Act in poi, l’andamento negativo è ancora più impressionante: nel 2015, con gli sgravi contributivi attestati al massimo livello, il saldo occupazionale positivo dei contratti a tempo indeterminato è stato di 214.765 posti di lavoro”. “Nel 2016 – continua Damiano – con gli incentivi tagliati del 60%, il saldo è sceso a 41.731, con un calo dell’80%. Nel primo trimestre del 2017 assistiamo a una ulteriore contrazione: il saldo è di 17.537 nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato che, rispetto al 2015, rappresenta un vero e proprio crollo, con una diminuzione di circa il 92%”. “È evidente – prosegue – che la struttura degli incentivi ‘a tempo’ del Jobs Act non ha funzionato. Ancora più preoccupante è l’andamento dei licenziamenti per giusta causa, quelli sui quali è intervenuto il Jobs Act che ha cancellato il reintegro in caso di allontanamento illegittimo nelle aziende oltre 15 dipendenti. L’aumento nel 2017 è stato del 14% rispetto al 2016 e addirittura del 44% rispetto al 2015”. “È chiaro che anche in questo caso il Jobs Act andrebbe riformato, prevedendo la possibilità di reintegrazione del lavoratore in caso di licenziamento illegittimo. Questi dati confermano l’esigenza di un tagliando qualitativo alle regole del mercato del lavoro”, conclude. (ANSA).