CONTRIBUTO DI SOLIDARIETÀ SÌ, RICALCOLO NO

Sono passati pochi giorni dall’approvazione alla Camera della proposta di legge Richetti sui vitalizi che, puntuale come un orologio svizzero, comincia il dibattito sulla necessità di tagliare nuovamente le pensioni anche ai lavoratori attraverso un ricalcolo retroattivo delle pensioni retributive in essere. Lo avevamo previsto. Basta leggere l’articolo di Marco Ruffolo sulla Repubblica di oggi. Perché mi sono opposto alla legge Richetti e non l’ho votata? Perché non voglio tagliare i vitalizi? Al contrario, sono proprio d’accordo su una loro ulteriore riduzione. Sostengo semplicemente che si potevano adottare altre soluzioni meno pericolose. Ho approvato nel 2011 l’introduzione del contributivo pro rata per i parlamentari (che è stato successivamente esteso a tutti i lavoratori dalla legge Fornero), che di fatto i vitalizi li ha superati, e ho firmato la proposta di legge Giacobbe che metteva un tetto di 5.000 euro mensili al totale di pensioni e vitalizi (regionali, nazionali ed europei). La mia contrarietà sta nella scelta del metodo adottato, quello del ricalcolo pregresso dei contributi. A parte il rischio di incostituzionalità, il provvedimento apre il varco, come si è visto, alla possibilità di estenderlo anche ai lavoratori dipendenti e autonomi. Nell’articolo Marco Ruffolo dice: “…per intere generazioni di pensionati dai 60 anni, …a differenza di quanto potrà accadere tra poco agli ex parlamentari, le regole più rigide introdotte nel 1996 non vengono applicate retroattivamente. Almeno finora”. Le ultime due parole siano di monito a quanti hanno spergiurato che il problema non si sarebbe mai posto. L’articolo fa anche degli esempi e allega delle tabelle: per le pensioni fino a 1.500 euro lordi mensili, quelle che ci interessano di più perché includono gli operai e gli impiegati di qualifica medio-bassa, il ricalcolo contributivo comporrebbe un taglio di circa il 24%, poco più di 300 euro al mese. Sarebbe una bella botta per milioni di pensionati che arrivano ai 1.200 euro netti. Ruffolo ripropone il contributo di solidarietà sulle pensioni più alte affermando che, quando fu proposto, qualcuno gridò allo scandalo. Chi? Non certo noi, perché la misura è stata introdotta dal Governo Letta nella Finanziaria del 2014 per il triennio 2014-2016 (la Corte si è dichiarata contraria a un intervento strutturale). Noi siamo per riproporlo, ma con una nuova formula, al fine di aggirare le obiezioni costituzionali. Il prelievo di Letta era del 6%, del 12% e del 18%, applicato alla parte eccedente agli importi pensionistici superiori, rispettivamente, di 14, 20 e 30 volte il trattamento minimo INPS: stiamo parlando di importi annui dai 90.000 euro lordi in su. Contributo di solidarietà sì, ricalcolo no. Pensiamo di avere espresso chiaramente il nostro punto di vista.