37 ANNI DI OSCURITÀ

La Procura di Bologna ha chiesto, nei mesi scorsi, l’archiviazione dell’indagine sui mandanti della strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna.
Ieri, intervistato in un tg, il procuratore Amato, ha ricordato che esiste una differenza tra la verità storica e quella giudiziaria. La storia non si ferma ma la giustizia, quando non è in grado di raccogliere elementi di indagine sostanziali, non può proseguire il suo compito.
Ecco: è la nostra storia. La storia di numerosi eventi avvenuti nel nostro Paese nei decenni passati e rimasti avvolti, nelle loro ragioni scatenanti, nell’oscurità. La rabbia e il dolore dei congiunti di tante vittime – di Bologna e di tante altre stragi – è la nostra. Quella di un Paese incapace di andare a fondo e decifrare, nelle aule di giustizia e nell’indagine storica, la realtà dei fatti. Il senso di spaesamento per tutto questo è comune e diffuso. Tutti i Paesi hanno i propri segreti indecifrabili. Ma certo, il nostro ne ha molti. Questa è una ferita per il nostro senso della vita civile che continuerà a sanguinare.