LAVORO. DAMIANO: INCENTIVI STRUTTURALI O SI BUTTA VIA IL DENARO

(DIRE) Roma, 23 ago. – “Mentre si avvicina la legge di Bilancio, si precisano i contorni della manovra per incentivare il lavoro dei giovani. Le opzioni in campo sono ancora molte, ma l’importante è non ricadere negli errori commessi al tempo del Jobs Act. Il primo riguarda la modalità degli incentivi. Non si capisce ancora se siamo nuovamente di fronte a una misura a termine, di 2 o 3 anni (spacciata per permanente), oppure se si sceglierà la strada degli incentivi strutturali, come più volte ha detto Morando. Noi propendiamo per questa seconda ipotesi perché drogare di nuovo il mercato del lavoro per alcuni anni e, finiti gli incentivi, tornare alla prevalenza delle assunzioni a termine e precarie, non ha nessun senso ed equivale a buttare via il denaro”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Il secondo aspetto – prosegue – riguarda i vincoli posti alle imprese: parrebbe che il Governo opti per una regola che impedisca di erogare incentivi alle aziende che abbiano licenziato nei 6 mesi precedenti e alle quali verrebbe imposto di non poter licenziare nei 6 mesi successivi. Al tempo del Jobs Act, inascoltati, avevamo suggerito di invertire la logica: di erogare l’incentivo soltanto al termine dei 3 anni, considerati di prova, e a condizione che quei giovani venissero successivamente stabilizzati a tempo indeterminato e protetti dal licenziamento con le più deboli tutele (rispetto alla legge del 1970) dell’articolo 18 del modello Monti-Fornero”. “Adesso ci si rende conto che aver reso senza tutele e a buon mercato il licenziamento può aver indotto alcune imprese a beneficiare degli sgravi fiscali, sostituendo i lavoratori anziani con quelli giovani perché meno costosi e dei quali ci si può anche liberare con più facilità esaurito il periodo degli incentivi. Correggere la filosofia malata del Jobs Act dovrebbe essere uno dei punti fondamentali della prossima legge di Bilancio”, conclude. (Com/Lum/ Dire)