PENSIONI. DAMIANO: “PADOAN RESPINGA RICATTI DI BRUXELLES”

(DIRE) Roma, 23 nov. – “Per l’assunzione dei giovani la legge di Bilancio prevede uno sconto strutturale del costo del lavoro, a partire dal 2018. Un fatto positivo. Una vera discontinuità con gli incentivi-spot del Jobs Act che andrebbe apprezzata. Un analogo intervento di vantaggio andrebbe previsto per la previdenza. Ad esempio, andrebbe abbassata o eliminata la soglia (2,8 volte la pensione minima, che corrisponde a una pensione di circa 1.300 euro mensili) che consente di accedere alla pensione anticipata a 63 anni a chi ha un calcolo interamente contributivo. Una misura stupida, vessatoria e iniqua contro i giovani, la maggioranza dei quali, svolgendo un lavoro discontinuo, non potrà mai arrivare a quel traguardo e quindi dovrà rimandare il momento della pensione”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Se – prosegue – come viene sempre spiegato, chi ha cominciato a lavorare dal 1996 avrà un calcolo dell’assegno pensionistico basato sulla restituzione dei contributi versati, ridimensionare o togliere questa ‘ghigliottina’ sarebbe a costo zero. Infatti, se in pensione si va prima, la pensione sarà più bassa”. “Sappiamo che il ministro Padoan ha dimostrato una certa sensibilità sul problema dei giovani: allora accetti di affrontare questo argomento respingendo i ricatti degli emissari di Bruxelles che continuano a considerare la previdenza come un problema contabile e non come un tema sociale. La fase delle pensioni-bancomat per coprire il debito dovrebbe essere finita, dopo l’enorme salasso realizzato dal Governo Monti”, conclude. (Com/Vid/ Dire)