LAVORO: DAMIANO “FISSARE STANDARD PER SALARIO E TUTELE PER TUTTI”

ROMA (ITALPRESS) – “Le osservazioni di Roberto Pessi, prorettore della Luiss, a proposito della proposta di Renzi sul salario minimo a 9-10 euro all’ora, sono interessanti e pertinenti e possono contribuire a migliorarla e a completarla. Noi siamo favorevoli a un intervento organico che affronti il tema del lavoro dipendente di qualità, del lavoro occasionale e di quello libero professionale, e che consenta di fissare standard inderogabili di salario e di tutele per tutti”. Lo afferma Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “La strada è già stata ampiamente tracciata – spiega – con l’equo compenso, introdotto dal Governo nell’ultima legge di Bilancio, sarà possibile il ripristino delle tariffe per il lavoro autonomo, dopo le liberalizzazioni al massimo ribasso dell’ultimo decennio; con il salario minimo, che condividiamo ma che deve valere solamente per i lavoratori occasionali che non hanno un contratto di riferimento, si potrà combattere la piaga del lavoro nero e sottopagato. Infine, per il lavoro dipendente, che il Jobs Act vorrebbe prevalentemente a tempo indeterminato, va invece rilanciato il ruolo della contrattazione nazionale, che non può essere sostituita dal salario minimo se, come dice giustamente Renzi, occorre migliorare la qualità del lavoro”. “Ha ragione Pessi – continua Damiano – quando evidenzia il rischio che una retribuzione minima di legge generalizzata possa spingere le imprese a uscire dal sistema contrattuale e ad attestare le retribuzioni a quel livello: 10 euro all’ora è meglio del salario al nero, ma è pur sempre una bassa retribuzione che, se discontinua, porterebbe inevitabilmente a pensioni povere per i giovani (va ricordato che il recente Decreto del ministero del Lavoro sul costo medio orario degli addetti ai call center, fissa per un lavoratore di terzo livello una cifra di 21,58 euro all’ora). Se il salario minimo fosse per tutti, il sistema produttivo potrebbe avere la tentazione di assestarsi ancora una volta sulla logica perversa del ribasso dei costi e della precarietà del lavoro senza tutele, e non sulla ricerca della qualità della prestazione professionale e del prodotto”. “Nella prossima legislatura va invece rilanciata la proposta di una legge sulla rappresentatività delle organizzazioni sindacali che conferisca, a chi la conquista, il potere esclusivo di stipulare i contratti nazionali di lavoro. La conseguenza sarebbe la messa al bando dei contratti-pirata: un’altra conquista di civiltà e di dignità per i lavoratori”, conclude. (ITALPRESS)