PENSIONI, DAMIANO: “RIFORMA FORNERO IN PARTE GIÀ CANCELLATA”

Roma, 14 gen. (askanews) – “Carlo Cottarelli, in un articolo su Repubblica di oggi, scrive sul tema delle pensioni. Come Salvini e Di Maio, Cottarelli affronta l’argomento assumendo un punto di vista assolutamente parziale che contiene due errori di fondo: il primo, caricare sulla sola legge Fornero il destino dell’equilibrio dei conti del sistema previdenziale; il secondo, considerarla come se, in questi 5 anni, non fosse accaduto nulla e fossimo ancora alla legge Fornero delle origini”. Lo dichiara in una nota Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Sul primo punto – prosegue – va ricordato che un insieme di riforme ha contribuito a mettere in equilibrio la spesa pensionistica. Infatti, la nota del Governo allegata alla legge di Bilancio del 2016, sostiene che le riforme del 2004 (Maroni), 2007 (Damiano) e, appunto, Fornero (2011), conseguiranno cumulativamente (2004-2050) risparmi pari a 60 punti di PIL, vale a dire circa 900 miliardi di euro. Quindi, se si tocca la ‘riforma’ del governo Monti non crolla il sistema perché essa non è l’unico architrave”.
“Questo – spiega Damiano – è tanto più vero se si affronta il secondo punto: Cottarelli dice che anche solo se si ‘annacqua’ la legge del 2011, avremo una nuova “gobba” nei conti pubblici. Salvini, al contrario, teorizza la cancellazione tout court della Fornero senza porsi problemi di copertura finanziaria. Tutti e due paiono non accorgersi del fatto che, dal 2012 a oggi, la legge Fornero è stata molto più che annacquata. Possiamo dire che il vino si è trasformato in acqua: 8 salvaguardie, APE sociale e precoci, blocco dell’innalzamento dell’età pensionabile per i lavori gravosi. Oltre a questo, e al di là della Fornero: cumulo gratuito dei contributi, Opzione Donna e quattordicesima per i pensionati più poveri. In totale, sottratti dalla feroce morsa della ‘riforma’ del Governo Monti circa 250.000 lavoratori con un recupero di 20 miliardi di euro”. “Se questo si è potuto fare nel corso dell’ultima legislatura, altro si potrà fare nella prossima. Da questi risultati dobbiamo ripartire per fare altri passi avanti, senza dover essere intrappolati nella paralizzante tenaglia degli opposti estremismi: tra chi semina l’anacronistico terrore dello squilibrio dei conti previdenziali e chi teorizza la cancellazione di una legge che in parte è già stata cancellata”, conclude l’esponente dem.