PENSIONI: DAMIANO, “OK A PARTENZA QUOTA 100 DA 62 ANNI”

(ANSA) – ROMA, 12 SET – “Persino Salvini si è accorto che Quota 100, che parte dai 64 anni di età, non va bene e noi siamo d’accordo su una partenza da 62 anni”. Così il dirigente del Pd Cesare Damiano sulle pensioni. “Noi dobbiamo sfidare il Governo a continuare sulla strada che abbiamo gia’ intrapreso nella  scorsa legislatura con le 8 salvaguardie degli esodati, il prolungamento della sperimentazione di Opzione Donna, con l’Ape sociale e volontaria e con il rallentamento del meccanismo che aggancia l’età della pensione all’aspettativa di vita – prosegue -. Abbiamo impegnato, complessivamente, 20 miliardi di euro e mandato in pensione circa 200.000 lavoratori. Adesso ci aspettiamo che non si facciano passi indietro”. Secondo Damiano, ex ministro del Lavoro, “i dati sull’incidenza della spesa pensionistica sul Prodotto interno lordo, che collocano il nostro Paese tra i più dispendiosi, sono falsi. Su queste vere e proprie bugie e sul rigonfiamento dei conti si basano i continui attacchi al sistema previdenziale e i pregiudizi circa la sacrosanta idea del superamento della legge Fornero”.
“L’Italia è perfettamente allineata con il resto dell’Europa, basta fare bene i conti – sostiene Damiano -. Se si scorpora dal costo della previdenza quello dell’assistenza e le tasse sulle pensioni, che ammontano a più di 40 miliardi di euro all’anno, si passa dal 16% al 12% dell’incidenza delle pensioni sul Pil”. “La nostra richiesta è di prolungare l’Ape sociale, che scade alla fine di quest’anno, andare oltre nella sperimentazione di Opzione Donna, fare la nona e definitiva salvaguardia degli esodati e introdurre la ‘pensione contributiva di garanzia’ per i giovani – conclude l’esponente Pd -. Tutti problemi che non possono essere dimenticati. Su una materia così delicata va riaperto il tavolo di confronto con i sindacati”.