MANOVRA. DAMIANO: “SU TEMI SOCIALI SPARTIZIONE CIFRE TRA LEGA-M5S”

(DIRE) Roma, 20 ott. – “È difficile comprendere appieno natura e confini della manovra di Bilancio, basandosi esclusivamente sul documento programmatico inviato a Bruxelles dal Governo Lega-5 Stelle”. Lo dichiara Cesare Damiano, dirigente del Partito democratico, nel corso del convengo sulle pensioni organizzato a Roma dall’associazione Lavoro&Welfare. “Per poterne capire qualcosa di più – continua – sarà necessario attendere i dettagli della legge di Bilancio. Per adesso, quello che si può osservare è che, rispetto ai temi sociali, ci troviamo di fronte a due cifre identiche divise salomonicamente fra Lega e MoVimento 5 Stelle: si tratta, da un lato, dei 6,7 miliardi di euro destinati a redditi e pensioni di cittadinanza e, dall’altro, dei 6,7 miliardi destinati agli interventi relativi ai temi pensionistici. è però anche evidente che questo esercizio di equilibrismo va a cozzare contro la realtà delle cose. Secondo i dati forniti dall’Inps, nella scorsa legislatura, alla Commissione Lavoro della Camera, in relazione a una proposta di legge equivalente a quella che attualmente riguarda la cosiddetta Quota 100, il costo medio annuo di tale proposta sarebbe pari a 6 miliardi di euro. Una cifra, questa, cui occorre aggiungere altri 6 miliardi per le norme relative al pensionamento dei lavoratori con 41 anni di contributi versati. Per quanto riguarda poi Opzione Donna, la quantificazione dell’Inps relativa a un prolungamento della sperimentazione di tale misura per tre mesi, con il coinvolgimento di 36.000 donne, è stata pari a 2,5 miliardi di euro, inseriti nella legge di Bilancio per il 2018. Ora se, come promette l’attuale Governo, tale sperimentazione verrà prolungata per altri tre anni, bisognerà moltiplicare quella cifra per 12. Totale, 30 miliardi, spalmati nell’arco di tre anni. A questo punto del ragionamento, non resta che chiedersi: dove sono queste risorse? Quale pezzo di questo schema verrà buttato prima giù dalla torre? Il fatto è che, per ciò che riguarda il sistema previdenziale, non si può continuare a fare interventi a pezzi finalizzati, una volta, a fare soldi o, la volta successiva, a prendere voti. Occorrerebbe impostare una riforma complessiva a partire da una visione veramente prospettica”. (Mar/ Dire)