MANOVRA, DAMIANO: SU CENTRI IMPIEGO MAGGIORANZA DÀ I NUMERI “OGNI ADDETTO DOVREBBE GESTIRE ALMENO 400 RICHIESTE”

Roma, 5 dic. (askanews) – “La ratio della misura sui Centri per l’impiego è del tutto incomprensibile: si tratta di una scelta minimale che impedirà una gestione efficace e tempestiva delle nuove misure contro la povertà.” Lo afferma Cesare Damiano, candidato alla Segreteria del Partito Democratico, a proposito dell’emendamento dei relatori alla legge di Bilancio sulle assunzioni nei Centri per l’impiego.
“La stessa maggioranza – continua  – aveva previsto infatti, nei mesi scorsi, di raddoppiare il numero degli addetti dei Centri per l’Impiego: circa 8.000 sono gli attuali dipendenti, ai  quali si sarebbero dovuti aggiungere 8.000 nuovi assunti, allo scopo di gestire la mole di richieste di Reddito di cittadinanza previste, che si sommano alle altre funzioni di questi uffici. Ora, si decide di assumere  la metà di quanto preventivato.
Ricordiamo, peraltro, che in Germania gli addetti dei Centri per l’Impiego sono più di 130.000: 16 volte tanto i nostri attuali addetti. Perciò, dato che nelle previsioni dei promotori del Reddito di cittadinanza, la platea dei beneficiari di questa misura dovrebbe essere di un milione e 778mila famiglie (per un totale di oltre 5 milioni di cittadini), con il previsto organico di 16.000 addetti, ogni addetto avrebbe dovuto istruire oltre 310
pratiche”.
“Se si riduce della metà il numero dei nuovi assunti si passerà a 12mila addetti per gestire oltre 400 richieste a testa. Ammesso, e non concesso, che tutti quanti stiano agli sportelli. Quel che appare evidente è che il numero di nuovi assunti sarà, in qualsiasi caso, insufficiente a far fronte al volume delle domande potenziali. La maggioranza dovrebbe spiegare al Paese come intende far fronte a questo problema: il sospetto, matematicamente plausibile, è che intenda ridurre, se non falciare, la platea degli aventi diritto, visto che anche l’obiettivo di crescita su cui si basava la spesa prevista, il famoso 1,5%, appare  ormai irraggiungibile”.
“L’impressione è che il Governo non abbia proprio idea di quel che fa. Il trucco – o il segno delle difficoltà che regnano nell’esecutivo – sta nel fatto che il Governo ha stralciato le misure di ‘bandiera’ sulle quali fa perno la sua propaganda – Reddito di cittadinanza e Quota 100 – dal testo della manovra, per dirigerle in ancora indefiniti ‘provvedimenti collegati'”.
“Ci sarà, ce lo auguriamo, un emendamento al Senato. Insomma, il Governo dà i numeri invece di chiarire le cifre reali della sua azione. Questo, a una manciata di ore dall’approdo in aula della legge di Bilancio”, conclude Damiano. Pol/Vlm