Ripristinare la convenzione con “Radio Radicale”

Da tempo “Radio Radicale” si è affermata come un presidio della nostra democrazia. Ciò, innanzitutto, perché, attraverso la trasmissione costante delle sedute del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, questa radio consente, a ogni privato cittadino che intenda farlo, di seguire in diretta i dibattiti che si svolgono non solo nelle aule del Parlamento, ma anche quelli delle Commissioni parlamentari.
A ciò vanno aggiunti i preziosi servizi che consentono a chiunque, ovunque si trovi, di seguire in diretta altri eventi di rilevante interesse pubblico, dai Congressi di partito alle più varie manifestazioni politiche e culturali: eventi istituzionali, convegni, conferenze, presentazioni di libri.
Per non parlare della trasmissione delle registrazioni di significativi eventi giudiziari, quali i più importanti processi contro la criminalità organizzata.
Attività, queste, cui si aggiungono i servizi più propriamente giornalistici che, in base ai princìpi di un rigoroso pluralismo, offrono canali di comunicazione alle più diverse forze politiche e sociali, consentendo a tutti gli attori della scena pubblica di essere ascoltati e a tutti i cittadini di essere informati.
Da tempo tutto questo è possibile grazie alla convenzione con il Ministero dello Sviluppo Economico che, rinnovata di anno in anno, consente di vivere a una testata giornalistica strutturalmente priva di entrate pubblicitarie o di altro tipo.
Nei giorni scorsi, con un emendamento alla manovra di Bilancio approvato alla Camera, questa convenzione è stata sì rinnovata per il 2019, ma con un taglio del 50% del contributo fin qui annualmente erogato. Il che, come dichiarato dall’Editore con un comunicato emesso il 4 dicembre, avrebbe messo seriamente a rischio la possibilità stessa che la radio potesse continuare a fornire i suoi preziosi servizi anche per l’anno prossimo. Successivamente questo contributo dimezzato è stato assegnato per i primi sei mesi del prossimo anno. Non si sa, quindi, cosa potrà accadere nella seconda metà del 2019.
In nome della democrazia e del pluralismo, io mi schiero quindi al fianco di “Radio Radicale”, convinto come sono che la vita di questo mezzo di informazione offra di per sé un contributo di grande rilievo alla qualità della vita della democrazia nel nostro Paese. E chiedo quindi a tutte le forze presenti in Parlamento, siano della maggioranza o dell’opposizione, di ripristinare per l’intero 2019 la convenzione che ha consentito fin qui a “Radio Radicale” di aiutarci a essere tutti più direttamente e meglio informati.