GOVERNO: DAMIANO, “O VERA DISCONTINUITÀ O VOTO”

Roma, 24 ago – (Nova) – “Alla Direzione del Pd Zingaretti ha parlato di un ‘governo di svolta’ che sia in grado di elaborare un ‘programma’ per la legislatura. La parola-chiave per questo obiettivo è ‘discontinuità’, di persone e contenuti”. Lo dichiara Cesare Damiano, dirigente del Partito Democratico. “Non può che essere così – continua – perché i risultati che il governo gialloverde porta in dote sono disastrosi. Soprattutto per l’economia e l’occupazione. Basta mettere a sistema i dati. Crescita zero, calo della produzione industriale, due miliardi di ore lavorate in meno su base annua rispetto al 2008, aumento della Cassa integrazione. Se a questi dati corrisponde, come certifica l’Istat per maggio e giugno 2019, un aumento dell’occupazione, questo significa che sarebbe una falsità parlare di un grande successo, come ha fatto incautamente il governo. Nel senso che, quella che aumenta, è soltanto la precarietà e la bassa qualità dei posti di lavoro: crescono le teste, ma diminuisce la durata degli orari e, di conseguenza, le paghe: non lamentiamoci allora dei bassi salari”, sostiene Damiano.
Per l’ex ministro del Lavoro, “se vogliamo dare un’impronta di sinistra a un ipotetico nuovo governo, esplicitiamo bene i nostri contenuti che riguardano il lavoro e l’impresa affrontando alcuni temi essenziali: partecipazione dei lavoratori alle scelte strategiche delle grandi aziende; regole per la rappresentatività dei corpi sociali intermedi; lotta al massimo ribasso; superamento del Jobs Act, prevedendo la reintegra nel caso di licenziamenti illegittimi individuali e collettivi; applicazione dell’equo compenso per i liberi professionisti; riduzione del cuneo fiscale; formazione continua; salario minimo che recepisca le paghe tabellari dei contratti collettivi di lavoro. Zingaretti ha impostato bene il confronto con i 5 Stelle: le nostre posizioni sono chiare. Per tutti questi motivi il segretario ha ragione quando ritiene inaccettabile un governo Cote-bis. Tentiamo, con la trattativa in corso con i 5 stelle, la carta del governo di legislatura: se non ci sono le condizioni il Pd non ha certamente paura del voto”, conclude Damiano. (Com)