P.A: su contratti governo convochi i sindacati

 Per evitare che si crei allarme sociale il Governo dovrebbe convocare i sindacati e chiarire il tema del rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici e quello delle pensioni. Se si tratta soltanto di invenzioni di mezza estate ci vuole poco per chiarire la situazione. Altrimenti si dà l’impressione di voler colpire i soliti noti lasciando inalterate le situazione di privilegio. I dipendenti pubblici ed i pensionati hanno già pagato un prezzo salato per fronteggiare la crisi, lasciando per strada un pezzo significativo del loro potere d’acquisto. Adesso si tratta di volgere lo sguardo in altre direzioni, se si vogliono reperire risorse, lasciando finalmente in pace i ceti medio-bassi. 

 

 

 

 


Giovedì 21 agosto, segnaliamo in edicola

 

 

Risparmi mini da tagli alle pensioni medio-alte 

 

 

 

 

 

Sulle pensioni d’oro si riapre la partita 

 

 

 Statali già sul piede di guerra

 

 

 

 

 Pensioni: Renzi: “Solo speculazioni contro di me” 

 

 

 

 La pazienza è finita

 

 

Sindacati sulle barricate nessun taglio alle pensioni 

 

 

 

 Stipendi statali sindacati uniti contro il blocco

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Pensioni: toccare solo quelle oltre 5.000 euro mese

  A proposito di pensioni e delle troppe ipotesi di un contributo di solidarietà sostenute da vari esponenti del Governo, noi stiamo tranquilli solo se fino a 5.000 euro netti mensili, sommando pensioni e vitalizi percepiti, non si prevede alcun prelievo. Fermo restando che, al di sopra di quella soglia, un contributo di solidarietà già esiste. Mettere in allarme quindici milioni di pensionati che hanno soltanto la colpa di essere andati in pensione con il calcoli retributivo, è semplicemente una follia. Dalle pensioni d’oro siamo già passati a quelle d’argento e si sa che, per fare cassa, si potrebbe arrivare a quelle di bronzo. No grazie. Colpiamo i veri privilegi ed estendiamo a tutti i Fondi pensione il tetto massimo di 100.000 euro lordi annui previsto dall’INPS. Così verranno cancellate quelle pensioni da nababbi, anche di 20.000 euro al mese, che rappresentano uno schiaffo al buon senso comune.

 

 

 


Mercoledì 20 agosto, segnaliamo sul web e in edicola

 INTERVISTA A CESARE DAMIANO: Nessun prelievo sotto i 5mila euro netti al mese: http://www.affaritaliani.it/economia/pensioni-damiano-intervento2008.html

 

INTERVISTA A CESARE DAMIANO: http://www.repubblica.it/economia/2014/08/19/news/cesare_damiano_pd_no_a_trattenute_indiscriminate_colpirebbero_i_redditi_medi-94100088/?rss

 

 

 

 

Tagli alle pensioni medio alte coro di no da sindacati e partiti 

 

 

 

 

 

 

Pensioni: scontro nel governo sul contributo di solidarietà  

 

 

 

 Battaglia sulle pensioni

 

 

 Niente piani segreti via a cantieri e scuola

 

 

 

 

 Pensioni torna il sindacato dei no

 

 

 

Renzi rottama il bla bla sui tagli alle pensioni

 

 

 

 

Asse a sorpresa Sacconi e Poletti contro Fornero

 

 

 

Grande confusione sul fronte delle pensioni e Renzi arretra

 

 

 

 

Il Pd vuole tassare le pensioni ma Damiano rompe il fronte

 

 

 

 

Ma il prelievo alle pensioni andarà a colpire il ceto medio?

 

 

 

 

 

 

Ipotesi di tagli agli assegni unisce Pd, Fi e sindacati 

 

 

 

 

 

 

 


Pensioni: improponibile rimetterci mano

 Ha ragione Brunetta: la tassa sulle pensioni più alte, quelle da 5.000 euro netti mensili in su, già esiste ed è stata istituita dal Governo Letta. Si può sempre strutturate meglio, ma non è da quel cespite che si può immaginare di ricavare risorse significative. In ogni caso, sarebbe improponibile che per fare cassa si mettessero nuovamente le mani sulle pensioni del “ceto medio”. Il sistema previdenziale, con Monti, ha pagato un conto salatissimo e socialmente insostenibile, vedi la questione “esodati”: adesso è ora di finirla. Chiediamo piuttosto al Governo, che riunirà il Consiglio dei ministri il prossimo 29 agosto, quali saranno i contenuti della promessa riforma della scuola e che fine ha fatto “Quota 96″ degli insegnanti.

 

 

 

 


Battaglia NCD su articolo 18 risolta in un pugno di mosche

ROMA, 19 AGO - 

“Sono assolutamente contrario al prelievo indiscriminato sulle pensioni per cifre non meglio precisate, per il solo fatto che sono state definite con il sistema retributivo. C’e’ il rischio che cosi’ si vadano a colpire le pensioni medie”. Cesare Damiano (Pd), presidente della commissione Lavoro alla Camera, torna cosi’ sull’ipotesi di un intervento sulle pensioni in un’intervista a Repubblica. La soglia delle ‘pensioni d’oro’, afferma, “potrebbe essere quella individuata dal governo Letta: 90.000 euro lordi. Superata tale soglia si puo’ intervenire con un prelievo sulla parte eccedente, a condizione che le risorse risparmiate vadano o a migliorare le pensioni piu’ basse o a risolvere il problema dei cosiddetti esodati”. Damiano torna anche sull’abolizione dell’articolo 18: “Non verra’ toccato. La battaglia estiva del Ncd si e’ risolta in un pugno di mosche: sia Renzi che Poletti hanno detto che non e’ questo l’argomento fondamentale. Anche perche’ si tratta di un falso problema: le aziende non chiedono di ridurre le tutele dei lavoratori, ma di abbassare il costo del lavoro”. (ANSA).

 

 


Pensioni: attenzione a non colpire le medie oltre alle basse

Roma, 19 ago. – (Adnkronos)
- La soglia per interventi sulle pensioni “potrebbe essere quella individuata dal governo Letta: 90.000 euro lordi” anche come “somma di più pensioni percepite. Superata tale soglia si può intervenire con un prelievo sulla parte eccedente, a condizione che le risorse risparmiate vadano o a migliorare le pensioni più basse o a risolvere il problema dei cosiddetti esodati”. Lo afferma in un’itnervista a ‘Repubblica’ il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano che si dice “assolutamente contrario al prelievo indiscriminato sulle pensioni per cifre non meglio precisate, per il solo fatto che sono state definite con il sistema retributivo”.

“C’è il rischio – spiega – che così si vadano a colpire le pensioni medie, che fanno veramente gola, anche perché dalle pensioni d’ oro si ricaverà poco, il loro numero è esiguo”

Damiano osserva poi che “ci sono altre distorsioni: perché non s’ interviene sulla norma introdotta dalla legge Fornero che permette di calcolare contributi oltre le 52 settimane all’ anno per 40 anni per chi lavora anche dopo i 65 anni? Così si va oltre il 130% dell’ ultimo stipendio”.