Pa: spetta a politica decidere priorità di spesa

La soluzione per “Quota 96 degli insegnanti e la cancellazione delle penalizzazioni per chi va in pensione di anzianità prima dei 62 anni, sono andate in porto alla Camera con il voto di fiducia sul Decreto sulla Pubblica Amministrazione. Se il Governo ha chiesto la fiducia al Parlamento su un testo i suoi ministri non possono farsi venire i dubbi successivamente cedendo, ancora una volta, alle pressione dei tecnici o dei commissari. Spetta alla politica decidere le priorità di spesa. Alla politica si chiede coerenza e questi problemi aspettano da tempo di essere risolti. Nel primo caso si tratta di porre rimedio ad un errore, nel secondo di cancellare una inutile vessazione a carico di chi ha dovuto, suo malgrado, andare al lavoro a partire dall’età di 15 anni, i cosiddetti “precoci”. Se il Senato cambia il testo, il Decreto torna alla Camera: avanti di questo passo e scade il tempo per la sua conversione. Sarebbe preferibile un miglior coordinamento nel Governo, altrimenti si creano nuove situazioni di conflitto nel Parlamento e con i cittadini. Di questi tempi non ce n’è certo bisogno.


Lavoro: si apra tavolo governo-imprese

L’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, ha dichiarato che l’azienda non ha delocalizzato, ma che per far lavorare gli stabilimenti italiani occorre assumere lavoratori stranieri. Quando tra 10 anni andranno in pensione i “maestri”, ha affermato, non sapremo come sostituirli perche’ abbiamo distrutto le scuole professionali ed i mestieri. Questa contraddizione e’ un vero problema per le imprese. Da una parte aumenta la disoccupazione giovanile dall’altra non si trovano operai italiani. I recenti decreti del Governo che rendono applicabile l’alternanza scuola-lavoro, con l’assunzione con contratti di apprendistato di giovani che frequentano l’ultimo biennio delle scuole superiori, puo’ essere la risposta concreta per favorire l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro. Si apra un tavolo di confronto tra Governo ed associazioni delle imprese per costruire una mappa ragionata di posti di lavoro disponibili e per avviare un’ampia rete di convenzioni territoriali tra scuole e fabbriche.

 


Unità: segreteria Pd intervenga immediatamente


La sospensione della pubblicazione dell’Unità dal prossimo primo agosto non solo è un fatto grave, ma anche un atto di irresponsabilità politica in un momento nel quale la pluralità dell’informazione è un bene prezioso ed irrinunciabile. La segreteria del PD deve intervenire immediatamente: sarebbe estremamente contraddittorio rilanciare, come ha fatto il Premier  Matteo Renzi le feste dell’Unita e non impedire la soppressione di fatto della testata. La nostra solidarietà è rivolta a tutti i lavoratori del quotidiano.

Eni: rischio desertificazione industriale

 

Lo sciopero unitario dei lavoratori dell’ENI a difesa dello stabilimento di Gela, proietta in una dimensione nazionale il problema della chimica. Ormai molti nodi vengono al pettine per quanto riguarda le ristrutturazioni di importanti settori industriali ed è prevedibile che questo significhi un impatto fortemente negativo sull’occupazione. Bisogna che il Governo riprenda un discorso sulla politica industriale e che si passi dai tavoli di crisi per gestire l’emergenza a vere iniziative di programmazione dei fattori produttivi. Se il nostro Paese non chiarisce qual è la sua vocazione industriale e le sue scelte nei settori fondamentali, si corre il rischio di una desertificazione industriale. Auto, chimica, siderurgia, telecomunicazioni, navalmeccanica e aerospazio, per citare alcuni importanti settori manifatturieri, fanno ancora parte dell’orizzonte produttivo del nostro Paese? Vertenze come quelle dell’Eni o delle acciaierie di Terni debbono diventare casi nazionali.