Lavoro: no a cancellazione art. 18

Abbiamo ribadito in piu’ occasioni la nostra contrarieta’ ad avere nella Delega sul lavoro una riscrittura complessiva dello Statuto dei lavoratori e la cancellazione dell’articolo 18. Il riferimento di Renzi al modello tedesco non puo’ essere frainteso: bisogna conoscerne i meccanismi e applicarlo in modo integrale. In Germania le tutele si applicano nelle aziende con piu’ di 10 dipendenti, da noi sopra i 15. Per i licenziamenti e’ necessaria una consultazione con il Comitato d’impresa che, se lo ritiene illegittimo, ricorre al giudice. Quest’ultimo puo’ disporre il reintegro oppure l’indennizzo economico. E’ quello che abbiamo normato in Italia appena due anni fa con il Governo Monti, “copiando” il modello tedesco. L’argomento utilizzato dalla destra secondo il quale queste tutele costringono le imprese al nanismo sono palesemente contraddette dalle caratteristiche del sistema produttivo tedesco caratterizzato da imprese medio-grandi. Se si vuole ulteriormente migliorare la situazione e dare maggiori certezze a lavoratori ed imprese sui tempi dei processi, mentre si sta riformando la giustizia civile per renderla piu’ celere, lo si faccia anche con il processo del lavoro accelerandone ancora di piu’ i tempi per allinearci agli standard tedeschi.


Ddl lavoro: se no reintegro neoassunti rischio tutele serie B

In una lettera aperta a Renzi pubblicata da ‘il Garantista’ (Il Sole 24 Ore Radiocor) – Roma, 16 set – Con i contratti di inserimento che aboliscono la possibilita’ di reintegro per i nuovi assunti “creeremmo due mercati del lavoro paralleli, uno dei quali con protezioni di serie B, ritagliate su misura per i giovani”. Lo scrive il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano (Pd), in una ‘lettera’ al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, pubblicata oggi sul quotidiano ‘il Garantista’. Damiano ribadisce cosi’ la sua contrarieta’ alla modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori attraverso il Ddl lavoro. “Renderemmo in questo modo istituzionale – continua Damiano – una situazione che tu denunci come inaccettabile: ‘Un diritto del lavoro con un sistema profondamente iniquo’”.


Martedì 16 settembre, segnaliamo in edicola

LETTERA DI CESARE DAMIANO: Caro Matteo senza articolo 18 avrai lavoratori di serie A e serie B

 

 

 

 

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Lavoro: settimana chiave, serve confronto maggioranza (2)

Se si vuole mantenere l’obiettivo politico di Renzi, che condivido – sottolinea Damiano- vale a dire l’approvazione conclusiva entro inizio novembre” del ddl delega sul lavoro “bisogna fare al massimo tre passaggi Senato – Camera – Senato. Se invece diventa partita a ping pong in Parlamento, quei tempi non possono essere rispettati. “Renzi ha detto giustamente – aggiunge il presidente della Commissione Lavoro di Montecitorio – che noi le Riforme non ce le facciamo dettare da Eurolandia e per questo dobbiamo trovare un compromesso ragionevole che non ubbidisca, come e’ stato nel passato, al solito diktat a degli euroburocrati che quando parlano di riforme hanno sempre in mente due cose: la prima, il taglio delle pensioni e la seconda, la liberta’ di licenziamento. Sull’articolo 18 non siamo piu’ alla normativa del 1970 ma a quella del 2012 quando l’articolo fu riformato da un difficile compromesso fra Fi e Pd al tempo del governo Monti. Io avrei lasciato le cose come stanno – evidenzia – ma ho lavorato per una soluzione che a differenza del passato consente al giudice di scegliere fra reintegro e licenziamento. Non abbiamo ancora monitorato gli effetti della norma che gia’ vogliamo cambiarla. Ma allora diventa una bandierina elettorale, una pretesa ideologica della destra alla quale non si puo’ accedere. Noi siamo un partito della sinistra europea – sottolinea Damiano - e dichiarare nel momento piu’ acuto della disoccupazione che la soluzione del problema sarebbe quella di rendere liberi i licenziamenti significherebbe un clamoroso autogol”. 


Lavoro: settimana chiave,serve confronto maggioranza (1)

  ”E’ una settimana decisiva e per affrontarla ho chiesto che ci sia, prima che il Senato affronti il tema del’articolo 4 del ddl delega sul lavoro, un confronto di maggioranza stante il fatto che esistono diverse posizioni su un tema cruciale come quello dell’articolo 18. Non si puo’ andare al buio e bisogna trovare un compromesso sui contenuti, sul percorso e sui tempi di conclusione”. Cosi’ il presidente della commissione Lavoro di Montecitorio Cesare Damiano alla vigilia della ripresa dell’esame del provvedimento in Parlamento.


Lavoro: inaccettabile escludere possibile reintegro

 La possibilita’ di una modifica dell’art. 18 che preveda solo il risarcimento economico escludendo il reintegro “e’ un’ipotesi non accettabile, vorrebbe dire dare via libera ai licenziamenti”. Lo afferma Cesare Damiano, presidente della Commissione del Lavoro alla Camera, intervistato dalla Stampa. “Il Pd – continua l’ex ministro del Lavoro – e’ un partito del socialismo europeo, non puo’ annunciare la liberta’ di licenziamento”. Quanto alla posizione del premier Renzi sul superamento dell’ articolo 18 dice: “e’ un’opinione autorevole, ma non la condivido”. “Vorrei smontare l’idea – spiega Damiano – che l’ articolo 18 sia ancora quello del 1970: lo abbiamo cambiato nel 2012, attraverso un sudato e faticoso compromesso tra Pd e Forza Italia, ai tempi del governo Monti”. E al giornalista che gli chiede se pronuncera’ di nuovo il ‘no a prendere o lasciare’ che disse ai tempi del decreto Poletti nel caso in cui il Pd sposi l’ipotesi di cambiare l’art. 18 risponde: “non c’e’ dubbio”. Ed avverte: se nel Pd “qualcuno ritenesse di appoggiare la cancellazione dell’articolo 18, ci sarebbe un grande conflitto”. Sottolinea poi di essere contrario anche alla possibilita’ di riscrivere lo Statuto dei lavoratori: “non sono d’accordo su una riscrittura. Si puo’ intervenire individuando alcuni punti da modernizzare”. Infine Damiano si sofferma sulla sua proposta fiscale: “vorrei che il lavoro a tempo indeterminato fosse quello che costa meno di tutti”.