LAVORO: DAMIANO, “FINALMENTE TORNA AD ESSERE PROTAGONISTA”

(ANSA) – ROMA, 22 GIU – “Finalmente il lavoro torna ad essere protagonista. Oggi registriamo la concomitanza di tre notizie che riguardano positivamente questo tema: l’Istat ci dice che l’occupazione cresce nel 2016 dell’1,3%. Il dato meno scontato è che il Mezzogiorno si colloca al di sopra della media nazionale con l’1,6%. Si tratta di primi segnali che non vanno enfatizzati, ma che ci consentono di vedere un po’ di luce nel tunnel della lunga crisi”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “La seconda notizia – prosegue – è la presentazione, avvenuta oggi, del documento del Ministero del Lavoro intitolato ‘Il lavoro che cambia’, che costituisce la prima tappa del G7 del Lavoro che si terrà a fine settembre a Torino. Il fulcro della proposta è la lotta alle diseguaglianze a fronte di una ‘rivoluzione digitale’ che ci constringerà a rivedere la stessa nozione di lavoro fin qui conosciuta. Questo documento è anche il contributo dell’Italia al centenario dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro”. “La terza notizia – spiega Damiano – forse quella più importante, è relativa al fatto che 2 maturandi su 5 hanno svolto ieri il tema dal titolo “Nuove tecnologie e lavoro”, che sottolinea l’importanza di affrontare la rivoluzione digitale a partire dai banchi di scuola. Quest’ultimo dato ci fa ben sperare: i giovani stanno passando da un atteggiamento di ‘passività’ di fronte all’imperversare del lavoro precario, figlio di un capitalismo finanziario malato e aggressivo, ad una nuova consapevolezza di voler essere protagonisti ‘attivi’ della rivoluzione digitale”. “Politica e parti sociali, con le leggi e la contrattazione, debbono assumere il compito fondamentale di indirizzare e sostenere questi processi di cambiamento rendendo protagoniste le nuove generazioni”, conclude. (ANSA).


INTERROGAZIONE PARLAMENTARE A SOSTEGNO DEI LAVORATORI VODAFONE

Atto Camera


Interrogazione a risposta
in commissione 5-11611

presentato da
DAMIANO Cesare
testo di
Mercoledì 21 giugno 2017, seduta n. 818
DAMIANO, MICCOLI, GNECCHI, ALBANELLA e BOCCUZZI. — Al  Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. — Per sapere – premesso che:
dopo un lungo procedimento giudiziale, nel 2016, con sentenza della Corte di cassazione è stata definitivamente dichiarata la nullità dei licenziamenti intimati dalla società Vodafone, confermando altresì la nullità della cessione del ramo di azienda operata nel 2007 con la qual e si volevano esternalizzare 914 lavoratori operanti in varie sedi italiane;
già nel 2012, in primo grado, il tribunale di Roma aveva dichiarato l’illegittimità della suddetta cessione di ramo d’azienda e intimato il reintegro di più di 100 lavoratori. Tuttavia, la società telefonica ha tentato di aggirare detto pronunciamento, dapprima riammettendo i lavoratori e, successivamente, avviando una procedura di messa in mobilità mirata nei confronti dei medesimi lavoratori ricorrenti;
la corte d’appello di Roma, nel 2015, ha confermato la nullità dei licenziamenti, rilevando una condotta discriminatoria e ritorsiva;
analoga sorte è capitata a diversi lavoratori operanti nella sede di Ivrea;
in data 29 maggio, Vodafone ha aperto la procedura di trasferimento collettivo per 19 dipendenti dalla sede di Ivrea a quella di Milano. Di questi lavoratori, 4 sono lavoratrici con problemi di salute, mentre i rimanenti 15 avevano visto riconosciuto il diritto al reintegro a seguito dei pronunciamenti giudiziali;
secondo quanto segnalato dalle organizzazioni sindacali, un analogo processo di trasferimenti, con i medesimi criteri, dovrebbe riguardare le sedi del Centro-sud, facendo ipotizzare che, nelle strategie aziendali del gruppo Vodafone in Italia, vi sia la creazione di sedi dove concentrare personale con problemi di salute e lavoratori reintegrati a seguito di sentenza giudiziaria –:
quali iniziative intenda assumere, per quanto di competenza, affinché le suddette scelte organizzative non determinino, anche indirettamente, forme ritorsive nei confronti dei lavoratori che hanno visto riconosciuti, in via definitiva, i propri diritti dai tribunali italiani e, non sia in qualche modo compromesso il loro diritto alla salute sul luogo di lavoro. (5-11611)


PENSIONI: DAMIANO, “SBAGLIATO ALZARE ETÀ MENTRE DECOLLA APE”

(ANSA) – ROMA, 21 GIU – “Il ministro Poletti, saggiamente, ha rimandato al prossimo autunno la discussione relativa all’innalzamento dell’età pensionabile collegato all’incremento della aspettativa di vita. Si parla di portare l’età, a partire dal 2019, dagli attuali 66 anni e 7 mesi ai 67 anni, con un incremento di ben 5 mesi. Si tratta di supposizioni perché il calcolo andrà fatto avendo a disposizione i dati dell’ISTAT che verranno resi noti dopo l’estate”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Questa norma – prosegue – è stata introdotta al tempo del Governo Berlusconi e andrebbe cancellata. Un primo passo è stato compiuto con il verbale di accordo tra Cgil, Cisl e Uil e Governo del settembre scorso, che ha bloccato questo meccanismo per i lavori usuranti. Suggeriamo al Governo di convocare le parti sociali per affrontare questo problema e di non procedere in modo unilaterale”. “Sarebbe sbagliato e contraddittorio alzare l’età della pensione nel momento in cui decolla con successo l’APE Sociale, che anticipa la stessa età a 63 anni. Sarebbe uno ‘stop and go’ incomprensibile che ricadrebbe su un tema delicato come quello previdenziale. Se il successo dell’APE dovesse andare oltre i numeri previsti, chiederemo al Governo di stanziare nuove risorse nella prossima legge di Bilancio per non lasciare nessuno escluso”, conclude. (ANSA).


IL TEMPO È GALANTUOMO PERCHÉ RISTABILISCE LA VERITÀ

Ha ragione Renzi quando dice nella sua E-News che occorre “dare tempo al tempo e scoprire che oltre 10.000 persone aderiscono all’APE sociale voluta con forza nei Millegiorni…”. E fa bene a diventare più riflessivo e a rivendicare il risultato del suo Governo. Non dovrebbe, però, avere la memoria corta: varrebbe la pena ricordargli che il tempo è stato galantuomo anche con la Commissione Lavoro della Camera che si è battuta unitariamente dal 2011 conquistando otto salvaguardie che hanno coinvolto quasi 170.000 lavoratori ai quali è stato restituito il diritto di andare in pensione; che ha ispirato l’APE con le proposte di legge sulla flessibilità presentate nell’aprile del 2013, alle quali Renzi non ha inizialmente prestato orecchio. Siamo contenti di aver “forzato la mano” per convincere un Governo inizialmente restio a intervenire sulla legge Fornero e a vincere le sue paure circa le reazioni dell’Europa. Anche noi siamo contenti del successo dell’APE e del lavoro precoce e aggiungiamo che, se dovessimo superare l’obiettivo previsto, chiederemmo risorse aggiuntive nella legge di Bilancio perché nessuno può essere lasciato indietro.


LAVORO: DAMIANO, “SU GOVERNANCE INPS-INAIL OK ENTRO LEGISLATURA”

(ANSA) – ROMA, 20 GIU – “La Commissione Lavoro della Camera ha iniziato oggi le audizioni sul tema della ‘governance’ dell’Inps e dell’Iinail. Si è iniziato con i sindacati dei lavoratori (Cgil, Cisl, Uil, Cisal, Confsal e Ugl) e si proseguirà la prossima settimana con le altre parti sociali. Le proposte di legge all’esame hanno come primi firmatari gli onorevoli Damiano, Baldassarre e Placido”. Lo scrive sul suo profilo Facebook Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Da questo primo confronto è unanimemente emersa la volontà di superare la situazione ‘dell’uomo solo al comando’ che, ormai, dura dal lontano 2010. L’obiettivo della Commissione è quello di concludere l’iter parlamentare prima della fine della legislatura”, conclude. (ANSA).


INPS-INAIL, CISL: PROPOSTA DI RIFORMA DAMIANO È LA PIÙ EQUILIBRATA

(Public Policy) – Roma, 20 giu – Per quanto riguarda la riforma della governance di Inps e Inail, “notiamo che per tutte e tre le proposte” di riforma “il presidente viene eletto all’interno del cda. In una sola il direttore viene eletto dal cda. A noi pare che in questo senso la previsione contenuta nella proposta Damiano, presidente della Commissione Lavoro, ci sembra maggiormente equilibrata rispetto alle altre due. Nel senso che questa proposta prevede l’attribuzione al consiglio di strategie di vigilanza della nomina del direttore generale, quindi assegnerebbe a questo organo un ruolo forte, però questo consentirebbe di bilanciare e rendere esigibile alcuni indirizzi di strategia che stanno in capo al consiglio strategico”. Lo ha detto il rappresentante della Cisl, Valeria Picchio, nel corso di un’audizione in commissione Lavoro alla Camera nell’ambito dell’esame delle proposte di legge recanti modifiche all’ordinamento e alla struttura organizzativa dell’Inps e dell’Inail. (Public Policy)