MANOVRA: DAMIANO-MICCOLI-ALBANELLA, ACCOGLIERE EMENDAMENTO CONTRO DELOCALIZZAZIONE CALL CENTER

(ANSA) – ROMA, 12 DIC – “L’emendamento che presentiamo intende cancellare una norma introdotta al Senato su proposta del Governo, ed ora inserita al comma 618 che dispone l’esclusione dei call center interni alle imprese dagli obblighi di iscriversi al Registro degli operatori di comunicazione, e di dichiarare a inizio telefonata l’ubicazione geografica dell’operatore. Si sottrae altresì all’utente la possibilità di parlare con un operatore collocato in Italia o in un altro Paese UE”. Lo dichiarano in una nota i deputati della Commissione Lavoro della Camera Marco Miccoli e Luisella Albanella e Cesare Damiano, Presidente della medesima Commissione. “La norma proposta dal Governo – prosegue – non è stata concordata con le parti sociali ed entra in contraddizione con la volontà di limitare le delocalizzazioni, che ha ispirato un emendamento presentato dallo stesso Governo con la legge di Bilancio di un anno fa”. “Invitiamo pertanto il Governo ad accogliere il nostro emendamento e a convocare le parti sociali per un approfondimento della problematica in esame”, conclude. (ANSA).


Quarantotto anni dopo piazza Fontana

Quarantotto anni fa, il 12 dicembre del 1969, esplosero in Italia, tra Milano e Roma, cinque ordigni. La più grave delle detonazioni avvenne nella sede della Banca dell’Agricoltura, in piazza Fontana a Milano. La bomba uccise 17 persone e ne ferì 48. Le altre esplosioni provocarono 16 feriti. La strage di piazza Fontana è uno degli episodi più cupi della storia repubblicana.
Se nessuno è stato mai condannato in via definitiva per quel tremendo crimine, nell’ultimo verdetto – che mandò assolti tre imputati – la Corte di Cassazione sancì che la strage fu compiuta da una cellula veneta dell’organizzazione fascista Ordine Nuovo, guidata dai non più processabili, perché precedentemente assolti in via definitiva, Franco Freda e Giovanni Ventura.
Oggi, ripensare a quella strage e alla risoluta reazione civile del popolo italiano che fece argine – allora come in tutta la stagione degli anni di piombo – a difesa della democrazia, sia contro il terrorismo, sia contro le “reazioni d’ordine” deve far riflettere. In questa stagione di risentimento e rancore diffusi, la nostra democrazia appare, forse, più fragile di quanto lo sia mai stata. Come allora qualcuno tentò di cavalcare una reazione di paura degli italiani che, invece, ressero, oggi c’è chi fa politica speculando su quei sentimenti. La violenza che si respira in questo Paese deve dirci che mai si deve dare la democrazia per scontata. Che è nostro compito – prima di tutto di chi fa politica – nutrirla e difenderla.



LEGGE BILANCIO, DAMIANO: “GOVERNO NON SCEGLIE SU RIFORMA GOVERNANCE INPS”

(9Colonne) Roma, 11 dic – “Gli identici emendamenti sulla Governance di Inps e Inail, presentati da PD, FI, Lega, Fratelli d’Italia, MDP e Sinistra Italiana sono stati giudicati inammissibili dalla Commissione Bilancio. Dopo le ammissibilità del Senato, di manica piuttosto larga, questa scelta nasconde in realtà l’incertezza del Governo circa la necessità di superare la logica ‘dell’uomo solo al comando’ richiesta a gran voce da un ampio arco di forze parlamentari e dalla crescente insoddisfazione popolare per il funzionamento dell’INPS”. Lo scrive sul suo profilo Facebook Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “La Commissione lavoro della Camera – prosegue – ha dibattuto per mesi e trovato una soluzione condivisa che ha trasformato in un emendamento perché i tempi di fine legislatura che sono a disposizione non consentono un normale iter parlamentare: per questo si è scelto di ricorrere alla legge di Bilancio”. “Abbiamo anche dichiarato la nostra disponibilità a un mini-emendamento che riguardasse esclusivamente il Consiglio di Amministrazione. Il Governo ha deciso di non scegliere: un’altra occasione mancata”, conclude.



PD: DAMIANO A RENZI, “OLTRE RISULTATI RIMEDIARE A ERRORI”

Banco di prova è la legge di Bilancio
 
(ANSA) – ROMA, 10 DIC – “Matteo Renzi ci spiega che per la battaglia elettorale bisognerà combattere ‘casa per casa’. Rosato, dal canto suo, afferma che ‘le nostre ossessioni continueranno a essere il lavoro e la protezione dei più deboli’. Condivido tutto: bisogna allora passare dalle parole ai fatti. Oltre a elencare i risultati dei nostri Governi, bisognerebbe anche rimediare agli errori e alle insufficienze”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Il banco di prova – prosegue – sarà la legge di Bilancio. Per noi ci sono alcune priorità, votate dalla Commissione Lavoro della Camera: tra queste, l’APE sociale. Quest’anno, grazie ai ritardi, alle interpretazioni restrittive date dall’INPS e alle regole troppo stringenti volute, come al solito, dalla Ragioneria, forse non verrà pagato un solo assegno. C’è il rischio che una misura positiva venga vissuta come un un flop, anche se Boeri ci ha promesso un primo lotto di pensioni come regalo di Natale”. “Il nostro emendamento – spiega Damiano – si propone di allargare l’accesso a questa misura, attesa da molti italiani a rischio povertà, e di mandare in pensione anticipata i 60.000 lavoratori previsti, non la metà, a essere generosi. Il secondo argomento è l’aumento delle indennità di licenziamento da 4 a 8 mensilità. Il Governo si è detto contrario in Commissione Lavoro anche se, in Aula alla Camera, il suo rappresentante, quando si discusse dell’articolo 18, si dichiarò d’accordo circa l’incremento degli indennizzi per i lavoratori. Dov’è la coerenza? L’emendamento è stato approvato in Commissione Lavoro e segnalato per la discussione nella legge di Bilancio”. “Se le nostre ‘ossessioni’ sono il lavoro e i più deboli, per coerenza questi due temi dovranno trovare risposta nella legge di Bilancio. Non si tratta di risolverli per compiacere i nostri ipotetici alleati della ‘rive gauche’, ma perché il PD è e deve restare un partito di sinistra per ritornare a essere un punto di riferimento per le centinaia di migliaia di elettori che ci hanno abbandonato. In caso contrario, saremo sconfitti ‘casa per casa’”, conclude. (ANSA).