Riforme: introduzione preferenze per superare lo stallo

Bisogna sbloccare la situazione e procedere sulla strada del cambiamento richiesta dal Paese. Nessuno può pensare che le riforme costituzionali possano fermarsi di fronte all’ostruzionismo o a resistenze pregiudiziali. Portarle a compimento e’ la premessa per far imboccare all’Italia una strada di riforme che assuma finalmente come centralità la scelta dello sviluppo e della crescita dell’occupazione. La situazione di conflitto e di stallo che si è determinata al Senato può essere superata soltanto se il Premier, Matteo Renzi, avra’ la capacita’ di proporre un compromesso conclusivo che escluda la soluzione di un Parlamento di soli nominati. L’introduzione delle preferenze o dei collegi uninominali alla Camera puo’ rappresentare la soluzione del problema. Non si tratta di una questione tecnica, ma di una scelta politica in grado di mantenere identita’ democratica al futuro Parlamento. Non sarebbe ammissibile consegnare nelle mani delle segreterie di partito il diritto di nomina dei parlamentari.


Lavoro: governo corregga regole previdenziali

Il ministro Poletti ha dichiarato che il Consiglio dei Ministri di domani dovrebbe stanziare le risorse per la cassa integrazione in deroga. Anche se non sarà ancora la soluzione definitiva, perché manca una parte delle coperture finanziarie per il 2014, si tratta comunque di una buona notizia. L’attenzione del Governo a questo problema è anche il frutto della mobilitazione unitaria dei sindacati che hanno tenuto un presidio di fronte a Montecitorio. Dalla mobilitazione dei lavoratori è emersa anche con forza la necessità di introdurre nel sistema pensionistico un criterio di flessibilità: su questo tema esiste una proposta di legge del PD che consente, con 35 anni di contributi, di andare in pensione a partire dai 62 anni, oppure con 41 anni di contributi, per uomini e donne, indipendentemente dall’età anagrafica. Il Governo dovrà affrontare il tema di una correzione delle regole previdenziali, non più socialmente sostenibili.




Dl Pa: deputati Pd, su Authority promosso decentramento virtuoso

 Nel corso dei lavori della commissione Affari Costituzionali della Camera poco fa è stato approvato l’emendamento che modifica l’articolo del decreto Madia riguardante le Autorità di vigilanza. L’emendamento prevede che le singole Authority abbiano un anno di tempo per adeguarsi ad alcuni criteri di economicità e risparmio nei costi di gestione, riguardanti in particolare la sede e le spese del personale. L’Authority dei trasporti, con sede a Torino, nasce già all’insegna del rispetto di quei criteri di economicità e risparmio che oggi vengono formalmente ribaditi e richieste a tutte le Autorità di vigilanza. Si tratta di un cambio di prospettiva ragionevole, che promuove e garantisce un decentramento virtuoso, capace di assicurare indipendenza e contenimento dei costi. Lo affermano i deputati democratici del Piemonte Andrea Giorgis, Paola Bragantini, Francesca Bonomo, Antonio Boccuzzi, Umberto D’Ottavio, Enrico Borghi, Cristina Bargero, Cesare Damiano, Massimo Fiorio, Silvia Fregolent, Chiara Gribaudo, Davide Mattiello, Anna Rossomando, Mino Taricco.


Riforme: senatori nominati?Allora preferenze Camera

Le riforme costituzionali debbono andare in porto in tempi rapidi perché rappresentano la base di partenza per ridare fiducia al Paese e per poter dedicate l’autunno ai temi economici e sociali che sono sempre più drammatici. Renzi può cogliere questo risultato se si fa promotore di un accordo che comprenda anche l’Italicum. Se i rappresentanti del Senato vengono nominati, i parlamentari della Camera debbono essere eletti dai cittadini con le preferenze o con il metodo del collegio uninominale. Questa è una scelta di democrazia rappresentativa e non di pura tecnica elettorale ed è, a mio avviso, la chiave di volta per concludere un accordo generale che porti a compimento le riforme costituzionali. Quando si arriva al dunque, se non si vuole smarrire la strada ad un metro dal traguardo, occorre trovare la forza e la lucidità per individuare un compromesso risolutivo. Renzi questo lo può fare.


Riforme: Renzi proponga compromesso su nominati

Le riforme costituzionali non debbono fermarsi di fronte all’ostruzionismo o a resistenze pregiudiziali. Portarle a compimento e’ la premessa per far imboccare al Paese una strada di riforme che assuma come centrale la scelta dello sviluppo e della crescita dell’occupazione. Le difficolta’ che si stanno incontrando al Senato possono essere superate soltanto se il Premier, Matteo Renzi, avra’ la capacita’ di proporre un compromesso conclusivo che escluda la soluzione di un Parlamento di soli nominati. L’introduzione delle preferenze o dei collegi uninominali alla Camera puo’ rappresentare la soluzione del problema. Non si tratta di una questione tecnica, ma di una scelta politica in gradi di mantenere identita’ democratica al futuro Parlamento. Non sarebbe ammissibile consegnare nelle mani delle segreterie di partito il diritto di nomina dei parlamentari.