Legge di stabilità: servono correzioni

 La legge di Stabilità ha bisogno di alcune correzioni: va garantito dal Governo il fatto che la risorsa di 1,6 miliardi per gli ammortizzatori sociali prevista nel 2015 sia realmente aggiuntiva rispetto a quanto verrà investito quest’anno per la cassa integrazione in deroga. Lo sconto fiscale sulle nuove assunzioni non deve essere previsto solo per un triennio: c’è il rischio che alcune imprese, come è accaduto nel passato, lo utilizzino solo per quel periodo e poi chiudano l’attività mettendo in mezzo alla strada i lavoratori. Per quanto riguarda il TFR che verrà messo in busta paga si deve prevedere l’attuale tassazione separata per renderlo appetibile. Infine, i Fondi pensione contrattuali non possono essere soggetti ad un aumento di tassazione così rilevante come quello previsto nella legge di Stabilità: c’è  rischio di chiudere la previdenza integrativa che era stata pensata soprattutto per il futuro pensionistico delle giovani generazioni. Anche noi vogliamo, come Renzi, che questa manovra abbia carattere espansivo e di equità sociale e le nostre richieste di correzione vanno in questa direzione.



L.stabilità:Damiano,aumentare anni di sgravio per assunzioni

 Il presidente della commissione Lavoro alla Camera e relatore del Jobs act, Cesare Damiano (Pd), parlando della legge di stabilita’, definisce ”positivo l’incentivo per le nuove assunzioni”, ma avverte: ”Pensiamo debba essere corretta la sua durata triennale”. Ecco che, aggiunge, ”chiediamo al governo di spalmare l’incentivo su un numero superiore di anni e di vincolarlo al proseguimento dell’attivita’ e al mantenimento dell’occupazione”.

 Infatti secondo Damiano, ”sulla base dell’esperienza passata, c’e’ il rischio che alcune aziende possano utilizzare l’incentivo per fare concorrenza sleale e dopo il triennio di agevolazioni chiudere l’attivita’ con conseguente perdita di occupazione”. Sempre in tema di lavoro, Damiano considera ”positiva la scelta del governo di abbattere l’Irap sulla platea degli attuali occupati a tempo indeterminato”. Comunque, evidenzia, ”con il passare delle ore si precisano meglio i contenuti della legge di stabilita’ ed e’ apprezzabile lo sforzo del governo in direzione della crescita dell’economia”. Anche se, sottolinea, ”appaiono contraddittorie alcune misure di taglio lineare, come per le regioni, imponendo ulteriori restringimenti ai servizi e allo stato sociale”. Sul fronte pensioni, capitolo non presente nella manovra, per Damiano ”e’ negativo il fatto che, nonostante le promesse del governo, nella legge di stabilita’ non ci sia alcun cenno al tema. Vogliamo ricordare al governo che rimane insoluto il problema dell’uscita flessibile dal lavoro e quello di molti lavoratori cosiddetti esodati”


Lavoro: dati testimoniano dramma occupazione giovani

- ”I dati Istat testimoniano la drammaticita’ dello stato occupazionale dei giovani”. Cosi’ il presidente della commissione Lavoro alla Camera, Cesare Damiano (Pd), commenta il crollo degli under35 a lavoro. ”Due milioni di posti in meno in sei anni rappresentano il grado di gravita’ della situazione”, spiega. E aggiunge: ”Questo ci fa dire che non saranno sufficienti misure di incentivo alle assunzioni se non ci sara’ una ripresa dell’economia attraverso gli investimenti e una ripresa dei consumi attraverso l’accrescimento del potere d’acquisto delle famiglie”



L. stabilità: bene deducibilità costo lavoro da Irap

 

Dalle informazioni fin qui circolate, nella legge di Stabilità la deducibilità del costo del lavoro dall’imponibile IRAP riguarderà esclusivamente il lavoro dipendente a tempo indeterminato. Una scelta positiva che ricalca una misura analoga del Governo Prodi adottata nel 2007. Anche allora si agì sull’intera platea degli occupati con un lavoro stabile e, adesso, il Governo aggiunge a questa misura anche un intervento di incentivo fiscale sui nuovi assunti a tempo indeterminato. Noi sosteniamo da anni questo obiettivo, da sempre avversato dalla destra, che ha lo scopo di rendere meno convenienti le assunzioni che avvengono con il lavoro flessibile a vantaggio dell’impiego stabile. Un aiuto significativo al disboscamento delle forme di lavoro precarie. Quello che chiediamo al Premier Matteo Renzi, sulla base delle negative esperienze del passato, è di non limitare ad un triennio l’incentivo per le nuove assunzioni. Molte aziende, quelle che fanno concorrenza sleale agli imprenditori che si comportano correttamente, aprono attività e assumono ed allo scadere del terzo anno chiudono l’azienda. Si tratta di una pratica denunciata, ad esempio, dagli imprenditori del settore dei call center. Le risorse per facilitare le assunzioni possono essere spalmate su un numero di anni superiore e restituite nel caso di cessazione dell’attività o di mancata prosecuzione del rapporto di lavoro.