GOVERNO, DAMIANO: “AVERNE NON UNO MA TRE FA MALE AL PAESE”

Roma, 20 lug. (LaPresse) – “Avere tre Governi (Conte, Salvini e Di Maio) al posto di uno, non fa bene al Paese”. Lo dichiara Cesare Damiano, dirigente del Partito Democratico. “L’andamento delle scelte – spiega – è a zig-zag e cresce la confusione. Con la flat tax, come ribadisce oggi Confindustria, c’è la seria possibilità che a rimetterci siano 15 milioni di italiani con i redditi più bassi ai quali, per far quadrare i conti, potrebbero essere tolti detrazioni e 80 euro. Con il salario minimo si vorrebbero tutelare i salari più bassi, svantaggiati dalla flat tax, ma si corre il rischio di far saltare il sistema contrattuale tutelando meno i lavoratori. Con il Decreto ‘Sblocca cantieri’ si aprono le porte agli appalti al massimo ribasso e al lavoro nero e si colpisce, dunque, il salario minimo che, a parole, si vorrebbe tutelare”. “Forse è giunto il momento di passare dai proclami e dalle bandierine a scelte coerenti che per noi sono: rafforzare il sistema contrattuale, mettere fuori legge il massimo ribasso e diminuire la tassazione su redditi e salario medio-bassi”, conclude. POL




MANOVRA, DAMIANO: “NO A USO MEDIATICO INCONTRI”

(9Colonne) Roma, 15 lug – “Andrebbe diagnostica la nuova malattia del Governo: la bulimia da incontro. Tutti vogliono vedere tutti e parlare di tutto, a prescindere dalle specifiche responsabilità di chi convoca. Qualcuno dirà: ‘Meglio vedersi che ignorarsi’. Siamo d’accordo. L’importante è che non prevalga solo l’uso mediatico dell’incontro utile solo a giustificare le scelte del Governo che è, su molti argomenti, in piena confusione”. Lo dichiara Cesare Damiano, dirigente del Partito Democratico. “Promesse – continua – ne sentiamo tante: l’Iva non aumenta, per flat tax e infrastrutture ci sono le coperture finanziarie. E via discorrendo. Conte e Di Maio, a loro volta, rilanceranno nei prossimi incontri. Intanto si procede su scelte che non piacciono alle stesse parti sociali convocate al tavolo di Salvini: con lo Sblocca cantieri si è di nuovo dato il disco verde al massimo ribasso, ai subappalti e quindi al lavoro nero; l’aumento dell’occupazione dei dati Istat, esaminato attentamente, è taroccato, perché diminuiscono le ore di lavoro e aumenta il part-time imposto dalle aziende, come dice l’Inps; i Navigator sono i nuovi precari dei Centri per l’impiego che dovrebbero trovare posti di lavoro stabili a chi si presenta agli sportelli; al salario minimo uguale per tutti del Movimento 5 Stelle Salvini oppone le gabbie salariali; a fine anno scade l’Ape sociale e non si sente parlare di prolungamento: non andrà più in pensione chi ha dai 30 ai 36 anni di contributi (lavori gravosi e discontinui, disoccupati e donne)?”. “Parlare fa bene, ma risolvere qualche contraddizione e dare qualche risposta farebbe meglio”, conclude. (red)



LAVORO: DAMIANO, “AUMENTA SOLO QUELLO PART TIME”

Roma, 14 lug. (AdnKronos) – “Il Rapporto annuale dell’Inps chiarisce, una volta per tutte, la contraddizione esistente tra aumento degli occupati e diminuzione delle ore lavorate, che dovrebbe indurre Di Maio a fare meno esaltanti proclami sull’efficacia del Decreto Dignità”. Lo dichiara Cesare Damiano, dirigente del Partito Democratico, a proposito della relazione che accompagna il Rapporto annuale dell’Inps. “Infatti – continua – quello che noi abbiamo da tempo denunciato viene confermato dall’Istituto: cresce in modo significativo l’utilizzo del part-time e diminuiscono le ore medie lavorate. Il fenomeno ha coinvolto anche i lavoratori precedentemente a tempo pieno. Se nel 2008 i lavoratori part-time erano il 15%, oggi sono saliti al 20% e, quello che più conta, è che non si tratta di una scelta di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, ma di un orario prevalentemente imposto a seguito dei processi di riorganizzazione o al fine di evitare i licenziamenti”. “Quando si parla del nuovo fenomeno dei lavoratori ‘poveri’, si deve comprendere che una parte dei bassi salari è da ricondurre agli orari di lavoro ridotti. Sarebbe ora di raccontare la verità ai cittadini e fare meno proclami”, conclude. (Pol/AdnKronos)