PENSIONI. DAMIANO: “CONSIDERARE DENUNCIA DEL PATRONATO SU APE SOCIALE”

(DIRE) Roma, 12 ott. – “Comincia a emergere un forte allarme a proposito delle domande sull’APE sociale. Secondo l’lNCA-CGIL, l’INPS darebbe una interpretazione ‘eccessivamente restrittiva delle norme, in contrasto con la volontà del legislatore’. È giusto prendere in seria considerazione questa denuncia del patronato per non avere sorprese il 15 ottobre, quando saranno compilate le liste definitive delle domande accolte”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “È necessario fare un monitoraggio preventivo anche da parte del Parlamento e del Governo – prosegue- al fine di decidere eventuali interventi correttivi che consentano di utilizzare tutti i 60.000 posti a disposizione per l’anticipo pensionistico e per i ‘precoci’. Sarebbe paradossale se accedessero alle nuove norme la metà di coloro che erano previsti. Sarebbe il ripetersi del solito ritornello: stime dei numeri alte da parte di Ragioneria e INPS, con relative alte dotazioni finanziarie, e risultati con numeri bassi”. “Citiamo il caso della ottava salvaguardia degli esodati – spiega Damiano – stima di 30.700 beneficiari e consuntivo con 15.000 aventi diritto. Naturalmente le risorse risparmiate tornano alla Tesoreria, mentre noi chiediamo di riutilizzarle per altri interventi previdenziali. Una prima correzione normativa per l’APE la suggeriamo subito, visto che il buon senso non basta o non esiste: riportiamo il caso di un lavoratore al quale l’INPS di Livorno ha respinto la domanda perché ‘ha svolto attività lavorativa successivamente alla fine della percezione della disoccupazione’. Di quale attività di tratta? Di un giorno di lavoro svolto nel 2009 con una retribuzione di 65 euro. Questo lavoratore è disoccupato dal 2007. Se la legge, interpretata alla lettera, consente di commettere queste ingiustizie, il Governo la cambi: gli strumenti ci sono”. “Sarebbe disastroso voltare le spalle alle persone più deboli e indifese in un tempo nel quale la politica è vissuta come sempre più lontana dai problemi reali dei cittadini”, conclude. (Vid/ Dire)





PENSIONI: DAMIANO, “TEMA PREVIDENZA ENTRI NELLA MANOVRA”

(ANSA) – ROMA, 10 OTT – “Da ambienti di Palazzo Chigi è giunta notizia della fissazione dell’incontro conclusivo con i sindacati sul tema del lavoro e delle pensioni, che dovrebbe avvenire la prossima settimana. Si tratta di una scelta importante e tempestiva in vista dell’apertura della discussione sulla legge di Bilancio”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Il tema della previdenza deve far parte della manovra e andranno affrontati alcuni argomenti: va corretta l’APE sociale equiparando i contratti a termine a quelli a tempo indeterminato; va individuata una misura che riconosca i lavori di cura ai fini pensionistici; va spostata a giugno del 2018 la decisione circa l’innalzamento dell’età previdenziale che dovrà comunque scattare dal 2019”, conclude.(ANSA).



INCIDENTI SUL LAVORO: DAMIANO, “NON C’È CULTURA DELLA SICUREZZA” 

(ANSA) – SIENA, 9 OTT – “Alla ripresa della produzione che come ci dice l’Istat è stata dell’1,5%, corrisponde un aumento delle morti e degli infortuni su lavoro. Questo vuol dire che la cultura della sicurezza intesa come investimento e prevenzione non è passata”. A dirlo il presidente della commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano a margine del convegno ‘Qualità in medicina del lavoro’ in corso a Siena. “C’è un problema di cambio di mentalità – ha aggiunto – ci vuole una battaglia politico culturale contro l’attuale forma di capitalismo aggressivo e degenerato che si basa su una concorrenza al massimo ribasso e su una concorrenza malata”. “L’ultimo esempio in ordine di tempo – ha spiegato – è quello degli appalti per il piano urbanistico nel Comune di Catanzaro in cui il compenso per architetti e ingegneri è classificato a un euro. Se arriviamo alla logica del lavoro gratuito cosa possiamo pensare della sicurezza sul lavoro”. (ANSA)