PENSIONI D’ORO: DAMIANO, “TAGLI SARANNO ANNULLATI DA FLAT TAX”

(ANSA) – ROMA, 14 GIU – “Siamo sempre stati d’accordo sul taglio alle pensioni d’oro e ai vitalizi e, nella scorsa legislatura, abbiamo formulato apposite proposte di legge di merito su questi argomenti, che sono agli Atti del Parlamento. Concordiamo con Di Maio sul fatto che la misura debba riguardare le pensioni al di sopra dei 5.000 euro netti mensili”. Lo  dichiara Cesare damiano, del Pd, a proposito delle parole di Luigi Di Maio sulle pensioni d’oro.
“Quello che vorremmo conoscere – continua – e che dalle dichiarazioni non si comprende, è il metodo di calcolo che si pensa di adottare per raggiungere l’obiettivo. Se si tratta del  ‘ricalcolo retroattivo’ lo riterremmo pericoloso per il sistema previdenziale. Si introdurrebbe un principio di riduzione dell’assegno pensionistico che verrebbe applicato alle pensioni in essere. Un principio che, una volta passato, potrebbe essere successivamente esteso alle pensioni più basse, quelle, per intenderci, degli operai. Non dobbiamo correre questo rischio, anche perché in questi anni ne abbiamo viste di tutti i colori sui tagli indiscriminati alle pensioni al fine di ridurre il debito pubblico. Togliamo di mezzo il ricalcolo e adottiamo un sistema alternativo già sperimentato con successo come il contributo di solidarietà. Sarebbe paradossale che un Governo che ha basato la sua campagna elettorale sul superamento della Fornero introducesse un principio di ricalcolo che potrebbe prima o poi danneggiare le pensioni medio-basse”. “Infine smettiamola con la propaganda: affermare di voler tagliare le pensioni d’oro e, contemporaneamente, introdurre la flat tax, significa che quello che si toglie dalla tasca destra lo si rimette nella sinistra moltiplicato per tre. A parole si vogliono colpire le pensioni più ricche, in pratica, con la tassa ‘piatta’, esse verranno premiate a scapito dei pensionati più poveri”, conclude. (ANSA).






GOVERNO: DAMIANO, “ZIG-ZAG CONTE CONTRO INTERESSE ITALIA”

(ANSA) – ROMA, 11 GIU – “Sulle questioni internazionali il Governo, nell’immediato, dovrà far misurare al Paese l’efficacia delle sue scelte”. Lo dichiara Cesare Damiano, del Partito Democratico. “Adesso – spiega – siamo alle prese con il caso Aquarius e con la disponibilità umanitaria della Spagna, a fronte del braccio di ferro ingaggiato tra Italia e Malta sulla pelle dei migranti. Qualche giorno fa il Premier Giuseppe Conte era invece alle prese con il suo debutto al G7 e, in questi casi, non si può pretendere la perfezione e bisogna essere clementi. Mi limiterò, quindi, a formulare un quesito politico, visto l’andamento del vertice. Qual è, ad avviso del Governo, la priorità per il nostro Paese? Togliere le sanzioni commerciali a Mosca oppure pretendere da Trump la rimozione dei dazi imposti all’Europa? Se si privilegia l’interesse nazionale non si può ignorare che il volume degli scambi commerciali tra Italia e Russia equivale a un quinto di quello con gli Stati Uniti e, quindi, la risposta dovrebbe essere ovvia. Il risultato del vertice non è stato precisamente in linea con le nostre aspettative, al di là dell’entusiasmo di rito manifestato dal Governo. Dopo lo sbandamento iniziale pro Trump e l’allineamento finale ai leader europei, il premier Conte adesso dovrà misurarsi con le dichiarazioni post vertice del presidente americano, che si concluso con un comunicato senza la firma di Trump: ‘Stiamo pensando a dazi sulle auto importate in Usa’”. “Forse questa, più che una priorità, senza nulla togliere ai rapporti con la Russia, sta diventando per noi una vera e propria emergenza. Un giusto posizionamento dell’Italia in campo internazionale, non a zig-zag, sarebbe sicuramente di grande aiuto. Al momento non sembra che si vada in questa direzione”, conclude.