LEGGE DI BILANCIO: DAMIANO “DA COMMISSIONE LAVORO OK A 17 EMENDAMENTI”

ROMA (ITALPRESS) – “La Commissione Lavoro della Camera ha approvato 17 emendamenti relativi alla legge di Bilancio”. Né dà notizia Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera. “Rispetto ai 102 di partenza – continua – lo sfoltimento è stato notevole. I temi affrontati sono svariati. Citiamo solo alcuni titoli, tutti da approfondire: mobilità, Dis-coll, pesca, Ape sociale, casse dei professionisti, amianto, dottorandi, Anpal, contratti di collaborazione, prestazioni occasionali, vincitori e idonei di concorso, collaborazioni nella Pubblica amministrazione, tracciabilità delle buste paga, governance di Inps e Inail e indennità di licenziamento. Solo su questi ultimi 2 emendamenti, anch’essi approvati, il Governo ha dato un parere negativo. Sulla governance dei due Istituti, l’emendamento ha inteso dare una conclusione al lungo esame svolto dalla Commissione. Sui licenziamenti la richiesta di innalzare le indennità minime e massime vuole correggere una situazione che vede oggi i licenziamenti troppi facili e poco costosi, al punto da scoraggiare l’utilizzo da parte delle imprese degli stessi ammortizzatori sociali. Questa differenza di valutazioni fa parte della normale dialettica parlamentare. Ci auguriamo che tutte le proposte vengano recepite nella legge di Bilancio: come sempre siamo disponibili alle necessarie riformulazioni”, conclude. (ITALPRESS).



LEGGE DI BILANCIO. PD: PER LICENZIATI 8 MENSILITÀ PIÙ INDENNIZZO MILLE EURO

(DIRE) Roma, 6 dic. – I lavoratori licenziati hanno diritto a una indennità “non inferiore a 8 mensilità” e non superiore a 36 “nonché una indennità fissa a mille euro” rivalutabile annualmente con decreto del ministero del Lavoro. È quanto si legge nella bozza di un emendamento del Pd a prima firma Damiano che verrà presentato alla legge di Bilancio. (Lum/ Dire)


INCIDENTI LAVORO: DAMIANO, “CULTURA SICUREZZA SIA INVESTIMENTO E PREVENZIONE”

(ANSA) – ROMA, 6 DIC – “A 10 anni dal terribile incidente della Thyssen Krupp, tre operai sono rimasti ustionati in una fabbrica chimica alle porte di Torino. Ancora una volta siamo costretti a ribadire che per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro non bisogna mai abbassare la guardia”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Sappiamo da fonte Inail, e quanto accaduto in queste ore lo dimostra, che nell’ultimo anno – spiega – gli incidenti sul lavoro che hanno causato feriti sono cresciuti dell’1,3%, al quale si aggiungono i 591 incidenti mortali, con una crescita del 5,2%, in totale, 29 in più rispetto ai 562 degli stessi mesi del 2016”. “Tutto questo non è accettabile e sul tema della sicurezza sui luoghi di lavoro l’attenzione, anche da parte della politica, non può venire meno. Bisogna trovare il modo per far passare la cultura della sicurezza come investimento e prevenzione”, conclude. (ANSA).



Rassegna Stampa

Segnalo, dai giornali del 5 dicembre, gli articoli di: Carlo Lo Re su MF Sicilia, Mario Sensini su Il Corriere della Sera, Claudia Marin su Quotidiano Nazionale. Inoltre, pezzi da La Gazzetta del Mezzogiorno e da Avvenire.
 
“Il Labursti Dem pronti anche in Sicilia”
 
 
“Lavoro, 8 mesi di indennità in caso di licenziamento”
 
 
“Corsa al reddito d’inclusione. Certificato Isee, assalto ai Caf”
“Per chi è licenziato alziamo l’indennità da 4 a 8 mensilità”
 
 
 
“Manovra, alla Camera fronte lavoro e pensioni”
 
 
 
“Manovra, il nodo lavoro”
 
 
 
 


Thyssen Krupp: 10 anni dopo, il percorso incompiuto della sicurezza sul lavoro

Lo scorso anno, ricordando il nono anniversario della tragedia alla Thyssen Krupp di Torino, manifestai l’insoddisfazione che condividevo con tanti per l’insufficienza delle condanne comminate ai responsabili di quel disastro.
Non era l’ultima puntata di questa storia giudiziaria. In ottobre, la Terza Sezione Penale della Cassazione ha dovuto pronunciare una nuova sentenza su quella vicenda. I condannati avevano presentato ricorso. Ma la Suprema Corte ha bocciato, dichiarandoli inammissibili, quei ricorsi presentati dall’amministratore delegato della Thyssen Harald Espenhahn (condannato a 9 anni e 8 mesi), dai dirigenti Gerald Priegnitz, Marco Pucci (entrambi condannati a 6 anni e 10 mesi) e Daniele Moroni (condannato a 7 anni e 6 mesi). La Corte ha stabilito che “È del tutto assente l’errore di fatto attribuito al giudice di legittimità”.
Dunque, pur considerando insufficienti le pene, possiamo dire che la giustizia ha stabilito in modo irrevocabile la responsabilità di quei dirigenti.
Voglio ricordare, ancora, che il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, è dovuto intervenire sul suo omologo tedesco perché la Repubblica Federale applichi la sentenza italiana. Infatti, per due dirigenti tedeschi, Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz è stata chiesta l’estradizione in Italia, ma questa è stata dichiarata non ammissibile dal loro Paese.
Dunque, la via della giustizia, per le vittime della Thyssen Krupp, le loro famiglie, i loro compagni, l’Italia tutta è stata lunga – come spesso accade – e tortuosa.
Ma c’è un altro dato che è importante mettere in evidenza: quello degli incidenti sul lavoro che, nei primi sette mesi di quest’anno, è tristemente cresciuto rispetto al 2016. I dati Inail ci dicono che gli incidenti mortali sono stati 591, con una crescita del 5,2%, in totale, 29 in più rispetto ai 562 dello stesso periodo del 2016. E gli incidenti che hanno causato feriti sono cresciuti dell’1,3%.
Proprio dalla tragedia della Thyssen Krupp scaturirono l’allarme e l’indignazione che ci diedero la spinta per ottenere, nel 2008, l’approvazione del Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Oggi, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha dichiarato “Il lavoro costituisce il cardine del patto di cittadinanza su cui si fonda la nostra Repubblica ed è un diritto del lavoratore e un dovere della società che vengano rispettate ed applicate le norme sulla sicurezza”. È così: il lavoro non deve ferire, non deve uccidere. Il lavoro deve darci la nostra dignità di cittadini.
Per questo, rinnoviamo senza retorica il nostro concreto impegno in questo senso. E chiniamo il capo ricordando, per tutti i morti e i feriti sul lavoro, i nomi di coloro che abbiamo perso, dieci anni fa, alla Thyssen Krupp: Antonio Schiavone,  Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo e Bruno Santino.