REDDITO: DAMIANO, “IN DECRETO CI SIA SALVAGUARDIA PER ESODATI”

(ANSA) – ROMA, 10 GEN – “Il Governo, nel decreto che sta definendo, deve inserire la nona e ultima salvaguardia degli esodati, che riguarda al massimo 6.000 lavoratori da anni disoccupati e senza pensione”. Lo dichiara Cesare Damiano, dirigente del Pd, che questa mattina ha partecipato, insieme ai comitati degli esodati, al presidio di fronte al Mise. “Se non si risolve questo problema – continua – mentre si propaganda il Reddito di cittadinanza, si creano nuovi poveri. Sarebbe contraddittorio. Anche per quanto riguarda l’Ape sociale, non è sufficiente il suo prolungamento: bisogna anche migliorare la normativa rimuovendo l’ostacolo che impedisce la sua fruizione ai disoccupati che, avendo i requisiti di 63 anni e 30 di contributi, non hanno utilizzato gli ammortizzatori sociali”. “Questa modifica, in parte, aiuterebbe a risolvere il problema della nona salvaguardia”, conclude.(ANSA).



MANOVRA, DAMIANO: “BENE LA MOBILITAZIONE UNITARIA DEL 9/2”

Foto: Maurizio Riccardi

(9Colonne) Roma, 9 gen – “I sindacati confederali hanno deciso di chiamare i lavoratori in piazza, il 9 febbraio a Roma, per una manifestazione nazionale a sostegno delle proposte contenute nella piattaforma unitaria che chiede modifiche alle decisioni prese dal Governo gialloverde su una varietà di questioni urgenti e rilevanti. La mobilitazione arriva al termine di un percorso di assemblee in tutto il Paese”. Lo dichiara Cesare Damiano, dirigente del Partito democratico. “È una decisione giusta – continua – che segue il mancato rispetto dell’impegno preso dal presidente del Consiglio. Il Governo gialloverde ha mostrato di ignorare il ruolo dei corpi intermedi e, nella realtà, ha rifiutato di condurre un confronto con i sindacati sui temi critici per lo sviluppo del Paese come quelli del lavoro, delle pensioni, del fisco, degli investimenti per le infrastrutture e delle politiche per i giovani, per le donne e per il Mezzogiorno. Rifiutare il confronto con le parti sociali è un malcostume politico che ha già creato in passato danni e ritardi nell’elaborazione di soluzioni razionali utili al Paese”. “La confusione con la quale si è svolto l’iter della legge di Bilancio, l’incertezza sui provvedimenti chiave per il Governo, come ‘Quota 100’ e ‘Reddito di cittadinanza’, dovrebbero suggerire alla maggioranza un radicale cambio di atteggiamento. Varare un Decreto che riguarda temi sociali come le pensioni e la povertà, senza ascoltare le parti sociali, è un errore madornale”, conclude. (red)




REDDITO CITTADINANZA, “DAMIANO (PD): DI MAIO DELOCALIZZA FAMIGLIE”

Roma, 7 gen. (askanews) – “Suggerisco a Di Maio, a proposito delle offerte di lavoro collegate al mantenimento del diritto al Reddito di cittadinanza, di prendere in considerazione quello che viene previsto dai contratti di lavoro e dalla Naspi”. Lo dichiara Cesare Damiano, dirigente del Partito Democratico, a proposito del decreto sul reddito di cittadinanza. “Di solito – continua – quando si parla di mobilità o di accettazione di offerte lavoro, si considera una distanza di 50 chilometri dalla propria residenza. Nel Decreto si parla di 250 km dopo il sesto mese di percepimento del Reddito. Si tratta di 500 km di trasporto al giorno, andata e ritorno da casa. Chi non accetta perde il sostegno: assurdo. Chi pensa a misure del genere non conosce la realtà e le sofferenze della vita quotidiana. Dopo il diciottesimo mese, addirittura, la mobilità sarebbe su tutto il territorio nazionale. Di Maio, che si batte giustamente contro la delocalizzazione delle aziende, si fa promotore della delocalizzazione delle famiglie più povere”. “Con un solo stipendio, costretti a lavorare fuori casa, non si risparmia nulla. Oppure, si è costretti a sradicare/deportare la famiglia dal luogo di origine. Sembra di tornare agli algoritmi della Buona Scuola ferocemente criticati dai 5 Stelle. Di Maio riscriva la norma e la smetta di fare campagna elettorale”, conclude. Pol/Tor


DL SICUREZZA, DAMIANO: “BENE E. ROSSI, GIUSTO RICORRERE A CONSULTA”

(9Colonne) Roma, 7 gen – “Desidero esprimere il mio pieno appoggio all’iniziativa annunciata dal Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, in merito al cosiddetto Decreto Sicurezza in materia di gestione degli immigrati”. Lo dichiara Cesare Damiano leader dei Laburisti del Partito Democratico.
“Rossi ha dichiarato, infatti – spiega – che la Regione Toscana farà ricorso alla Corte Costituzionale a partire da un fatto specifico di evidente valore giuridico. In poche parole, nel dicembre scorso la Toscana ha presentato una proposta di legge regionale volta a ‘tutelare i diritti essenziali di tutti’. Ora il punto è che i temi affrontati in questa proposta, quali sanità, assistenza e istruzione, costituiscono, come ricorda Rossi, ‘materie concorrenti’. Di qui si apre la concreta possibilità per una Istituzione come la Regione Toscana di avanzare un ricorso diretto alla Consulta. Il Decreto, infatti, crea un evidente conflitto di attribuzione di competenze amministrative tra il Governo e le Regioni che può essere sciolto solo con un ricorso alla Corte Costituzionale. Ma, al di là del fatto che Rossi abbia individuato, a me pare, la via più corretta per opporsi al Decreto voluto da Salvini, desidero sottolineare che la misura di iniziativa governativa, che si fregia del titolo improprio di Decreto Sicurezza, è destinata, in realtà, come affermato da centri di ricerca ed esperti indipendenti, a far crescere a dismisura il numero di stranieri che verranno a trovarsi in posizione irregolare all’interno dei nostri confini”.
“Oltre a essere un provvedimento iniquo, è anche destinato a creare disordine e a scaricare su sindaci e amministrazioni locali i problemi che il Governo gialloverde dimostra di essere incapace di affrontare”, conclude. (red)