Lavoro: riforme Fornero vanno profondamente corrette

lavoroLe riforme del ministro Fornero sulle pensioni e sul mercato del lavoro vanno profondamente corrette. Per quanto riguarda quest’ultima, non concordo assolutamente con Renato Brunetta quando dice di volerla cancellare per tornare alla legge Biagi: come dire dalla padella nella brace. Le proposte di Biagi, che avevano l’obiettivo di aumentare l’occupazione giovanile, si sono trasformate, per colpa della distorta traduzione legislativa fatta dal centro destra, in un aumento esagerato della precarietà e in un abbassamento della qualità del lavoro. Ormai anche l’Europa critica l’Italia per questo eccesso e non è spiegabile come nella nostra legislazione si sia arrivati ad una sorta di supermercato del lavoro, con una quantità indescrivibile di forme d’occupazione a termine che non servono alle imprese e penalizzano i lavoratori. Se vogliamo la buona flessibilità occorre selezionare le forme d’ingresso nel mercato del lavoro e soprattutto fare in modo che l’apprendistato diventi la modalità prevalente. Da questa buona flessibilità si deve passare alla stabilizzazione dopo un congruo periodo di prova attraverso incentivi mirati all’impresa come il credito d’imposta o la diminuzione strutturale del costo del lavoro. L’idea, già praticata al tempo del governo Prodi, del lavoro a tempo indeterminato che deve costare meno del lavoro flessibile, è più che mai attuale.


Crisi: il Governo tace sulla 14esima introdotta da Prodi

Nonostante la caparbieta’ con la quale il governo si ostina a non investire risorse per sostenere sviluppo e stato sociale in un momento di crisi cosi’ grave, come Pd siamo riusciti ad allentare i cordoni della borsa di Tremonti e a portare un importante risultato ai cittadini socialmente ed economicamente piu’ deboli. E’ in questi giorni in pagamento la quattordicesima mensilita’ erogata annualmente ai pensionati che percepiscono un assegno mensile fino a circa 700 euro. Si tratta di 3 milioni 426mila persone che percepiranno un importo medio di 380 euro una tantum per un onere complessivo di 1 miliardo 305 milioni di euro. Questo risultato e’ il frutto del protocollo del 2007, voluto dal governo Prodi. L’esecutivo di Berlusconi, abituato ad annunci roboanti quanto inconsistenti di risorse promesse e mai pagate, ha passato sotto silenzio questo importante intervento sociale, semplicemente perche’ frutto dell’azione del governo precedente. Il numero di persone coinvolte, oltre 3 milioni, e la cifra che viene spesa e che sara’ erogata anche negli anni a venire nel mese di luglio, corrisponde esattamente a quanto stabilito dall’accordo del 2007 con le parti sociali. Ben diverso e’ il rapporto promessa-risultato di questo governo: una social card prevista per oltre 1milione e mezzo di pensionati, devoluta ad appena un terzo; un assegno di disoccupazione per i lavoratori a progetto, cioe’ precari, che non solo corrisponde ad appena il 20% dell’ultima retribuzione, ma che ha interessato fin qui 1800 persone, rispetto ai circa 400mila precari che hanno perso il lavoro nel corso del 2008.Qualsiasi ulteriore commento appare superfluo.

Pubblichiamo, in forma anonima, una lettera inviata dall’INPS e ricevuta da una pensionata. scarica qui la lettera 


INPS: Buona l’eredità del governo Prodi

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C’è una buona notizia che non mi sorprende e che mette a tacere voci infondate: i conti dell’Inps sono a posto. Con un saldo attivo di 11 miliardi di euro nel bilancio 2008 e un recupero crediti che ha registrato un boom: 5 miliardi di euro .Possiamo dire che il governo Prodi ha lasciato una buona eredità. Quello illustrato oggi  è infatti il bilancio 2008.Questo governo  farebbe bene, come facevamo noi, a ricordare le buone azioni del governo precedente e le buone eredità.Finalmente si sgombra il campo dall’idea assolutamente sbagliata che ci voglia una nuova riforma del sistema pensioni. Non ce n’è bisogno e non tanto perché, come dice il ministro Sacconi, siamo in un momento di crisi dell’economia ma soprattutto perché i conti sono a posto. L’equilibrio è assicurato perché le riforme che abbiamo prodotto hanno consentito di realizzare questi risultati assolutamente brillanti.  

E’ sbagliato  minimizzare la questione della disoccupazione confrontandola a quella dell’84 perché 25 anni fa si viveva una situazione diversa in cui imperava il cosiddetto modello fordista e taylorista. In quegli anni, la Fiat Auto perse 50mila posti di lavoro, tutte persone che andavano in pensione o in cassa integrazione; oggi, a differenza di quegli anni, sono 3 i milioni i lavoratori precari che non dispongono della Cassa integrazione. I paragoni quindi non si possono fare, la situazione è pesante e noi, come Partito Democratico, proponiamo di dare ai lavoratori a progetto o collaboratori a termine che non dispongono di protezione, non l’indennità proposta dal governo del 20 percento dell’ ultima retribuzione ma il 60 percento, perché il 20 percento di una retribuzione media di 9mila euro anno equivale a 150 euro al mese, cifra che, ovviamente, non consente di vivere. “E’ molto importante ciò che è emerso dalla Relazione sui Buoni per l’agricoltura che proprio il governo Prodi ha istituito e che hanno consentito l’emersione di circa 36mila lavoratori tra studenti, pensionati e stagionali, e che quella sia una strada assolutamente da perseguire così come mi auguro  che questi risparmi portino anche alla razionalizzazione prevista dal Protocollo del 2007 con accorpamenti in due grandi Poli di questi Enti, un polo assicurativo e un polo previdenziale. Infine  penso che il protrarsi del commissariamento dell’Ente fino al 31 dicembre del 2009 non sia una notizia positiva e condivisibile. Un uomo solo al comando  può anche portare a limiti di gestione e noi preferiamo che ci sia un Consiglio d’amministrazione. Ben 2milioni di lavoratori stranieri contribuiscono con il loro lavoro e la loro contribuzione a mantenere in pensione i lavoratori italiani perché di pensionati stranieri in Italia per il momento non ce ne sono.


 

 


Giornalisti: il Governo applica il protocollo Damiano del 2007

governo-prodiE’ un importante passo avanti l’approvazione della delibera della cassa previdenziale dei giornalisti da parte dei ministeri vigilanti che applica, seppure con grande ritardo, il protocollo del governo Prodi del 2007. Con questo atto si aumentano gradualmente le aliquote previdenziali, la copertura di maternità, paternità e malattia, la degenza ospedaliera e l’assegno al nucleo familiare. E si introduce inoltre la possibilità di riscatto della laurea. Si tratta di miglioramenti a favore di una platea di giornalisti precari e a basso reddito. (Cog)

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo dichairazione di Andrea Camporese, presidente INPGI

scarica la dichiarazione


Crisi economica: la proposta di Emma Marcegaglia sul TFR lascia perplessi

marcegagliaLa proposta del presidente di Confindustria di finanziare il credito alle pmi e’ giusta, ma lo strumento che propone ci lascia alquanto perplessi. Come sempre la costituzione di un fondo implica anche la definizione di chi lo gestisce e con quale trasparenza, il che espone a rischio di creare strumenti di una qualche complessita’. In ogni caso quello che va ricordato e’ che l’attuale flusso del tfr al fondo di tesoreria, che riguarda le aziende al di sopra dei 50 dipendenti, e’ una misura varata dal governo Prodi che trovo’ forti resistenza da parte delle aziende.

Queste risorse servono per finanziare le infrastrutture. Va anche ricordato  che il memorandum del novembre 2006 che istitui’ questa misura, la previde per 2 anni. Essa e’ scaduta al 31 dicembre del 2008, e basterebbe che le parti sociali pretendessero dal governo di ripristinare la situazione precedente e far ritornare il tfr in azienda.

Infine va sempre ricordato che le risorse del tfr appartengono ai lavoratori, come sottolinearono i critici dell’epoca, e che il finanziamento del credito alle piccole aziende dovrebbe far parte di un pacchetto di interventi a sostegno delle imprese che il governo dovrebbe mettere a disposizione con risorse fresche e aggiuntive, al fine di contrastare gli effetti della crisi.

Purtroppo – conclude – siamo ancora in presenza di risorse insufficienti e di un cronico ritardo di intervento rispetto alla situazione reale.


CGIL: tassare i redditi più alti

governo-prodi‘Una soluzione del genere l’aveva applicata anche il governo Prodi, che per un anno aveva sterilizzato l’indicizzazione delle pensioni alte  ma le misure temporanee di scopo non portano gettiti rilevanti. Questa soluzione potrebbe contribuire assieme ad altre a definire un piano d’intervento di spirito collaborativo, ma per fare questo bisognerebbe aprire un tavolo di concertazione e mi pare che il governo non abbia alcuna intenzione a riguardo’


Pensioni: dal governo solo fughe in avanti

pensioni1Dal governo continue fughe in avanti. Piuttosto che parlare nuovamente di riforma delle pensioni l’esecutivo farebbe bene ad applicare le riforme del governo Prodi.Sui coefficienti di trasformazione basta dare attuazione al protocollo del 2007, che prevede che il nuovo calcolo decorra dal primo gennaio del 2010. Il governo, che dichiara di voler accelerare, e’ in realta’ inadempiente perche’ non ha convocato entro il 31 dicembre scorso la commissione composta da esperti nominati dal governo e dalle parti sociali per affrontare il tema.Va ricordato che il governo Prodi ha ereditato una riforma incompiuta, che doveva essere applicata nel 2005, e ha provveduto con le parti sociali, non solo a rivedere i coefficienti, ma anche a cambiare la precedente cadenza decennale in un nuovo calcolo triennale. A seguito di questa riforma le stime della Ragioneria generale gia’ incorporano i nuovi coefficienti. Quindi basta a dare attuazione alla norma. La seconda inadempienza riguarda poi i lavori usuranti: ci aspettiamo, quindi, una applicazione della delega entro il mese di marzo.