DAMIANO: “PROROGARE CIG E BLOCCO LICENZIAMENTI SENZA DISTINZIONI”

Roma, 30 giu. (LaPresse) – “La Cassa Integrazione va assicurata fino alla fine dell’anno a chi non è in grado di riaprire l’attività. Non può essere una scelta rigidamente settoriale.” Lo dichiara Cesare Damiano, già ministro del Lavoro.”Non ci sono settori di attività che riaprono e altri che restano chiusi. Il mondo produttivo non si divide tra bianco e nero: bisogna tenere conto delle sfumature e delle articolazioni. Quindi, il Governo proroghi la Cig e il blocco dei licenziamenti, in modo sincrono, fino a fine anno e tuteli le aziende che non sono in grado di riaprire le attività o che lo fanno in modo parziale. In caso contrario si rischiano chiusure e licenziamenti già nell’autunno a macchia di leopardo”, conclude. POL




DAMIANO: “CONTE NON ASCOLTI CATTIVI CONSIGLI RENZI SU CIG”

“È pura propaganda che sembra ignorare il vero problema” Roma, 27 giu. (askanews) – “Il premier Conte dovrà muoversi con saggezza per governare la tremenda fase autunnale che ci attende.” Lo dichiara Cesare Damiano, già ministro del Lavoro e attuale dirigente del Pd. “Fin qui – continua – ha saputo manovrare con efficacia una situazione intricata e ci auguriamo che lo sappia fare anche per il futuro. Un nervo scoperto, ancora oggi, è il ritardo nei pagamenti della Cassa Integrazione che rischia di oscurare la scelta di destinare imponenti risorse negli ammortizzatori sociali, 31 miliardi già stanziati dal Governo. Adesso non bisogna commettere l’errore di ascoltare i cattivi consigli, come quelli di Renzi, di dirottare le risorse dalla Cassa Integrazione, che va garantita per tutto il 2020, per incentivare l’occupazione. Si tratta di pura propaganda che sembra ignorare che il vero problema, oggi, è quello di evitare i licenziamenti.” “Se l’indagine Federmeccanica troverà conferma, un terzo delle aziende metalmeccaniche prevede una riduzione di personale. La Cassa Integrazione, da rifinanziare, e il blocco dei licenziamenti, debbono essere garantiti fino alla fine dell’anno. Nel frattempo, è giusto agire a sostegno degli investimenti e della politica industriale e per la diminuzione del cuneo fiscale che grava in modo esagerato sulle buste paga. Intanto, dal mese di luglio, 16 milioni di lavoratori avranno aumenti in busta paga fino a 100 euro netti al mese. Un primo passo concreto in attesa di una riforma più generale”, conclude. Pol/Vep