Governo: bene scuola e lavoro ma nessuna parola su pensioni

  Abbiamo seguito con attenzione i discorsi del neo presidente del Consiglio Matteo Renzi al Senato ed alla Camera ed abbiamo constatato che il tema delle pensioni è, al momento, totalmente scomparso. Abbiamo apprezzato il fatto che il premier abbia enfatizzato nei suoi interventi i temi della scuola e del lavoro: l’emergenza occupazionale insieme ai drammi individuali che trascina,   è sotto gli occhi di tutti ed ha giustamente bisogno di una risposta che deve avere la precedenza su qualsiasi altra richiesta. Una riduzione del cuneo fiscale a due cifre ( come è stato oggi specificato da Renzi si tratta di miliardi e non di percentuali) è comunque un impegno notevole. Ma tralasciare il tema della previdenza non è questione secondaria: se si tratta di una scelta,  significa contraddire la stessa promessa di Renzi di risolvere il delicato e drammatico problema degli ‘esodati’; non introdurre un criterio di flessibilità nel sistema pensionistico,  costringendo gli attuali lavoratori a rimanere in attività  fino a 67 anni, blocca di fatto il turnover e,  quindi,  l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.