“Automotive: l’Italia nella grande transizione. Dall’auto alla nuova mobilità”. Il nuovo numero di “LavoroWelfare”

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Introduzione di Cesare Damiano. Articoli di: Piero Pessa, Giusepe Berta, Paolo Bricco e Fernando Liuzzi, Stefano Patuanelli, Marco Bentivogli, Michele De Palma, Giannluca Ficco, Roberto Di Maulo, Andrea Bianchi, Vito Bardi, Sonia Palmieri, Claudio di Berardino, Elena Chiorino, Maria Giovannone e Veronica Verzulli.
 
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PENSIONI: DAMIANO, “NEGATE A 441MILA ALBANESI, SERVE CONVENZIONE”

Roma, 11 lug. (Adnkronos) – “In attesa che riprenda il tavolo di confronto sulle pensioni, vorremmo sollevare al Governo un problema che riguarda i lavoratori italiani e albanesi.” Lo dichiara Cesare Damiano, già ministro del Lavoro. “In Italia – continua – risultano 5 milioni e 200 mila stranieri. Al primo posto oltre un milione e 200 mila rumeni e, al secondo posto, 441 mila albanesi per i quali non è stata stipulata una convenzione, che esiste ad esempio per tutti paesi della ex Jugoslavia, che consenta di cumulare i contributi previdenziali per il lavoro svolto in Italia e Albania. Questo impedisce a questi lavoratori, ad esempio, di poter andare in pensione anticipata con Quota 100.” “Perpetrare queste assurde ingiustizie, in un momento come l’attuale – prosegue – significa penalizzare i più deboli e spendere più risorse pubbliche per il Reddito di cittadinanza. Inoltre, questa carenza nelle norme sulle pensioni penalizza i quasi 200 mila albanesi da tempo cittadini italiani e tutti gli italiani che lavorano in Albania, mentre gli extracomunitari degli stati convenzionati, che abbiano maturato i giusti contributi, possono andare in pensione anticipata. Non sarebbe meglio stipulare una convenzione anche con l’Albania? Chiediamo al Governo di risolvere questo problema, anche perché non comprendiamo quali potrebbero essere le controindicazioni o gli ostacoli”, conclude. (Vmr/Adnkronos)


FASE 3: DAMIANO, “SENZA AIUTI 20% PROFESSIONISTI FUORI DA ORDINI”

Roma, 10 lug. (Adnkronos) – “Oltre 500mila iscritti agli ordini professionali hanno beneficiato dei 600 euro del reddito di ultima istanza erogati dalle casse per conto dello Stato: risorse necessarie nell’attuale situazione. Dunque, la metà dei professionisti italiani, avvocati, medici, commercialisti, ingegneri, architetti e consulenti del lavoro, fanno fatica a produrre reddito in questa fase economica emergenziale.” Lo dichiara Cesare Damiano, già ministro del Lavoro ed esponente del Pd. “Oltre alle positive misure adottate da Governo e Parlamento – continua – i professionisti hanno adesso la necessità di ricevere ulteriori sostegni che le casse di previdenza, alimentate dai contributi che loro stessi versano, hanno deliberato in questi mesi. Ad esempio, lo slittamento dei termini di pagamento dei contributi obbligatori, sussidi assistenziali, integrazione del reddito: sono tutti interventi, è bene precisarlo, che gravano sui patrimoni delle casse e che, per questo, devono rapidamente arrivare agli iscritti.” “Ci auguriamo che i ministeri vigilanti approvino a breve tali provvedimenti, facendo prevalere gli apprezzabili intenti sociali su quelli economico-finanziari. Non dimentichiamo che gli studi prodotti dal Cup (Comitato Unitario Professioni) attestano la potenziale cancellazione dagli ordini di oltre il 20% degli iscritti, soprattutto giovani e donne”, conclude. (Vmr/Adnkronos)