“Sanità Complementare”: Long Term Care, sviluppo e sostenibilità

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Il numero 3 della collana di approfondimento online di Lavoro&Welfare realizzata dallo Studio Labores di Cesare Damiano e dallo Studio De Angelis Savelli & Associati.
 
In una rivista tutto quel che c’è da sapere sul nuovo orizzonte di evoluzione del welfare integrativo.
Articoli di: Cesare Damiano e Paolo De Angelis, Nunzio Luciano, Stefano Cuzzilla, Riccardo Cesari, Luca Del Vecchio, Mario Padula, Maurizio Agazzi, Claudio Varani, Michele Liberatore, Stefano Ronchi, Pasquale Tridico, Franco Bettoni, Daniela Barbaresi e Jorge Torre, Annamaria Trovò, Domenico Proietti, Dario Focarelli.

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Occupazione: il punto su Europa e Italia. Aggiornato a maggio 2022

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Questo Report del Centro Studi di Lavoro&welfare e di Studio Labores presenta analisi ed elaborazioni, su dati Anpal, Banca d’Italia, Eurostat, Inail, Inps, Istat, Ministero dell’Economia e Finanze, Ministero del Lavoro, aggiornati a maggio del 2022, sull’andamento dell’occupazione in Europa e in Italia. A cura di Bruno Anastasia. Introduzione di Cesare Damiano.
 
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LavoroWelfare. Uno stato sociale moderno e innovativo

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Il numero 42, giugno 2022, di LavoroWelfare, dedicato all’urgenza di migliorare l’integrazione tra welfare pubblico e contrattuale e a disegnare un panorama aggiornato della previdenza complementare. Introduzione di: Cesare Damiano e Maurizio Agazzi. Articoli di: Roberto Ghiselli, Ignazio Ganga, Lucia Anselmi, Giovanni Pollastrini, Pierangelo Albini, Innocenzo Cipolletta, Nunzio Luciano, Gianmario Casati, Filippo Contino, Gaia Spinella e Mario Iannaccone, Francesco Scaramozzino, Maria Giovannone e Veronica Verzulli, Domenico Proietti, Alberto Oliveti, Alberto Boidi, Stefano Ronchi, Stefano Gaspari, Massimo Marzeglia, Andrea Mornato, Francesco Bicciato, Giampiero De Pasquale, Paola Fersini e Giuseppe Melisi, Oliva Masini, Stefano Pavesi, Paolo De Angelis, Mauro Marè, Maurizio Sarti.
 
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Come cambia il lavoro nell’era del Covid

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Quarta indagine sul lavoro che cambia, edizione 2021. Realizzata da Lavoro&Welfare, dall’Unità di ricerca LO – Lavoro e organizzazioni del Dipartimento di Scienze sociali ed economiche dell’Università di Roma, Assolavoro e Uil. Arcadia Edizioni.

 
Dall’introduzione di Cesare Damiano:
Il sentimento principale che emergeva [nella terza edizione della ricerca] due anni fa era quello di una insicurezza diffusa tra i lavoratori, che essi fossero dipendenti o autonomi. I punti fermi dell’era del grande sviluppo post-bellico sono stati spazzati da tempo.
E nel nuovo passaggio storico – fotografato in questa ricerca – ci sono
le evidenti conseguenze dell’ondata di pandemia che si è abbattuta sul tessuto produttivo, sui suoi processi e, in ultima analisi, sul mondo del lavoro.
Si pensi solo ai processi di lavoro a distanza che si sono dovuti accendere in un lasso di tempo drammaticamente breve. Dal che deve, in tempi brevi,
scaturire un nuovo confronto tra Stato e parti sociali che devono intervenire
sul punto critico della regolazione di questa nuova messe di processi.
Se, da una parte, il sentimento di insicurezza tende, perciò, a crescere
con forza, possiamo constatare anche una ritrovata fiducia nelle organizzazioni
di rappresentanza che emergono, con nuovo vigore, dalla stagione,
che appare esaurirsi, della disintermediazione. Come sempre accade, da una
crisi, emergono anche opportunità: quella offerta agli attori della rappresentanza
è grande perché possono tornare ad essere motori di quella coesione
sociale che è la necessità più critica in questo passaggio storico.”
 
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PD: DAMIANO, CON BONACCINI PER RITROVARE CONTATTO CON LAVORO

(ANSA) – ROMA, 24 GEN – “Al congresso del Partito democratico sosterrò Stefano Bonaccini. La sua proposta accoglie le istanze sui temi sociali sulle quali mi sono sempre battuto”. Lo ha detto l’ex ministro del Lavoro, componente della Direzione nazionale Dem Cesare Damiano.
“Anch’io sono convinto, come Bonaccini, che il lavoro sia la nostra priorità: costruiamo un partito laburista che aiuti il Paese a rimettere al centro il diritto a un lavoro stabile, tutelato e con una giusta retribuzione. Se il lavoro deve essere dignità dobbiamo cambiare rotta perché in Italia è troppo spesso povero, precario e insicuro. Tra le proposte di Stefano ritrovo quelle che ci consentiranno di riannodare il contatto con i lavoratori: rendere il lavoro stabile economicamente più vantaggioso di quello flessibile; estendere diritti e tutele delle lavoratrici e dei lavoratori autonomi, a partire dall’equo compenso; dare pieno valore legale ai contratti collettivi di lavoro; approvare una legge sul salario minimo legale per chi non ha copertura contrattuale; combattere la crescita di malattie professionali, infortuni e morti sul lavoro attraverso maggiori investimenti in prevenzione. Naturalmente, occorre associare all’equità in materia di lavoro quella in campo previdenziale: un reale superamento della legge Fornero può avvenire soltanto attraverso l’adozione di una misura universale di flessibilità che tenga conto dei lavori usuranti e gravosi e della particolare condizione dei giovani e delle donne”. (ANSA).