“Lo stato di salute dell’Italia”: il numero 36 di “LavoroWelfare”

In primo piano

Nel numero di ottobre 2019, uno studio – realizzato dal Centro Studi su Mercato del Lavoro e Contrattazione dell’Associazione Lavoro&Welfare – sull’andamento economico ed occupazionale del nostro paese. L’analisi si fonda su alcuni indicatori essenziali: il Prodotto Interno Lordo, l’Occupazione e le Ore Lavorate, la Produzione Industriale, la Cassa Integrazione.
 
Vai alla rivista





LAVORO, DAMIANO: “CUNEO FISCALE SVANTAGGIA DONNE E SUD”

Roma 6 dic. (LaPresse) – “I dati dell’Istat evidenziano il fatto che il cuneo fiscale è ancora superiore al 45%. Giusta quindi la scelta del Governo di intervenire sul costo del lavoro con un primo stanziamento di 3 miliardi di euro nel 2020 che andrà a vantaggio delle buste paga dei lavoratori.” Lo dichiara Cesare Damiano, dirigente del Partito Democratico. “Il Centro Studi di Lavoro&Welfare ha ulteriormente approfondito i dati dell’Istat evidenziando le differenze di genere e di territorio: rispetto al salario medio lordo annuo di 32.154 euro rilevato a dicembre 2018, i lavoratori si attestano al 114,0% di questa media e le donne all’83,4%. Si tratta di un divario di genere che è quasi identico a quello che esiste tra Nord-Ovest, che si attesta al 113,4% e Sud e Isole che si attestano all’80,1%. Una doppia diseguaglianza che andrebbe progressivamente eliminata”, conclude. POL
 
MANOVRA, DAMIANO: “BENEFICI RIDUZIONE CUNEO ANCHE A REDDITI BASSI”
 
(9Colonne) Roma, 6 dic – “Se la priorità, che condivido totalmente, è quella di diminuire la pressione fiscale sui lavoratori e di mettere più soldi nelle buste paga, bisogna chiarire che il beneficio deve andare ai salari medio-bassi e non soltanto a quelli medi.” Lo dichiara Cesare Damiano, dirigente del Partito Democratico. “Si tratta, allora, di garantire un beneficio fiscale anche agli ‘incapienti’, cioè a quei lavoratori che stanno al fondo della scala delle retribuzioni (fino a 8.200 euro all’anno). Per fare un esempio di quanto siano sotto pressione i salari è sufficiente ricordare che, da gennaio a ottobre, il ricorso alla cassa integrazione, che copre in parte le retribuzioni, ha sottratto dalle tasche dei lavoratori circa 880 milioni di euro che corrispondono a 26 milioni di giornate lavorative perse. E all’orizzonte non si vedono miglioramenti”, conclude. (red)