PENSIONI: DAMIANO, “PROPOSTE FLESSIBILITÀ CONFUSE, SERVE ORDINE”

(AGI) – Roma, 26 gen. – “Nell’individuare una soluzione strutturale per introdurre nel sistema pensionistico, il criterio della flessibilità non può trasformarsi nel gioco del lotto.” Lo dichiara in una nota Cesare Damiano, dirigente del Partito democratico.
“Abbiamo assistito nelle ultime settimane, a una girandola di proposte. Chi propone che si possa andare in pensione a 62 anni, chi a 63, chi a 64, con contributi che variano dai 35 ai 38 anni. Chi vorrebbe le penalizzazioni e chi le esclude in modo tassativo. Forse bisognerebbe mettere un po’ d’ordine, ricercando una architettura di sistema che duri nel tempo.” Secondo Damiano, “il punto da cui partire è il superamento della legge Monti/Fornero. Per farlo bisogna fare i conti con le coperture finanziarie e con le risorse disponibili, che non sono mai molte. Per cominciare, basiamoci su quanto già esiste. In questo senso, la proposta più razionale è quella che fa riferimento all’età pensionabile dell’APE sociale: 63 anni. La stessa età della legge Fornero individuata inizialmente come soglia di riferimento per accedere alla pensione per coloro che avranno il sistema interamente retributivo (a partire dal 2036 circa)”. Un altro criterio, spiega, “è la suddivisione della platea dei lavoratori in due parti: la prima, quella di chi svolge lavori usuranti e gravosi. In questo caso dovrebbero bastare, accanto ai 63 anni, i 35 di contributi (Quota 98). Per gli altri lavoratori si potrebbe immaginare un meccanismo di vere Quote: 63 anni e 37 di contributi o 64 con 36 di contributi”. Circa le penalizzazioni, “si potrebbe riprendere la proposta di legge 857 del 2013, che ebbe un significativo successo popolare, firmata da Damiano, Baretta e Gnecchi, ma non accolta dal Governo del tempo, che prevedeva una penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo. Infine, per i lavoratori precoci, si dovrebbe fissare il limite dei 41 anni di contributi per andare in pensione, indipendentemente dall’eta’ anagrafica”, conclude. (AGI)




FISCO, DAMIANO: “MIGLIORARE 14ESIMA PER PENSIONATI E ISTITUIRLA PER INCAPIENTI”

(9Colonne) Roma, 24 gen – “Fatto il primo passo positivo con il taglio delle tasse sulle buste paga di coloro che guadagnano da 8.200 a 40.000 euro lordi annui, circa 16 milioni di lavoratori, il secondo passo è rappresentato dalla riforma dell’Irpef.” Lo dichiara Cesare Damiano, dirigente del Partito Democratico. “Sarà l’occasione per includere nei benefici monetari anche gli incapienti (i lavoratori che hanno un reddito compreso entro il tetto degli 8.200 euro annuì) e i pensionati a basso reddito, fin qui esclusi dai benefici. Una soluzione semplice ed efficace ci sarebbe: estendere e migliorare la quattordicesima per i pensionati e istituirla per gli incapienti. Sarebbe un bel segnale di giustizia sociale”, conclude.