Jobs Act: Damiano, ha ragione Boldrini, no rispetto per Camere

(AGI) – Roma, 22 feb. – “Il Governo non ha tenuto conto, nei Decreti attuativi del Jobs Act, dell’opinione delle parti sociali e del Parlamento. Ha ragione la Presidente Laura Boldrini: non c’e stato rispetto nei confronti dei pareri espressi da Camera e Senato. Di fronte al fatto che Renzi compie le sue scelte in modo unilaterale, servendosi di volta in volta delle alleanze che piu’ gli convengono, il Parlamento deve riscoprire una sua capacita’ autonoma di proporre leggi che, senza mettere in discussione l’impianto delle riforme, ne correggano gli errori piu’ vistosi. Come nel caso dei licenziamenti collettivi. Se le parole concertazione e accordo sono bandite dal Governo, non rimane che la strada della dialettica e del conflitto, che non e’ nient’altro che il sale della democrazia. ” Lo dichiara in una nota il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.Cesare Damiano. ” Adesso dobbiamo migliorare i futuri provvedimenti: il primo intervento riguarda la piena equiparazione, come sostenuto da Renzi, delle Partite IVA al lavoro autonomo, con la conseguente richiesta di abbassare i contributi previdenziali al 24%. Inoltre riprenderemo l’elaborazione dell’Ulivo a proposito dei diritti universali di base: le indennita’ di malattia, maternita’ ed infortunio debbono essere uguali per qualsiasi tipo di lavoro, indipendente od autonomo. Infine, se e’ vero che l’articolo 18 e’ stato sostanzialmente cancellato, lo Statuto dei lavoratori, con i suoi 40 articoli, e’ vivo e vegeto: sui controlli a distanza e sul “rimansionamento” come PD abbiamo messo uno stop alle pretesa della destra. Nei primo caso – prosegue il Presidente – i controlli si esercitano sui macchinari e non sulle persone; nel secondo, il cambio di mansione non puo’ andare oltre l’abbassamento di un livello dell’inquadramento professionale ed a paga invariata, come previsto dai nostri emendamenti. Per quanto riguarda la legge Biagi, nell’interpretazione distorta e di comodo che ne ha dato la destra, essa e’ stata significativamente ridimensionata con la cancellazione del lavoro a progetto, degli associati in partecipazione e del lavoro ripartito. Il Governo ha scelto di cancellare quella precarieta’ nelle forme di assunzione che era stata il fulcro delle politiche del lavoro dei Governi Berlusconi, al di la’ della falsa propaganda del Nuovo Centro Destra” conclude l’esponente del PD. (AGI) Red/Pgi 221705 FEB 15 . NNNN