Jobs Act, Damiano: si a contrattazione per evitare calo salari

 

(ANSA) – ROMA, 12 MAR – “Condivido l’opinione del segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan che ha definito ‘a gamba tesa’ l’intervento del Governo sui licenziamenti collettivi.

Anche noi pensiamo che si tratti di un grave errore che creera’ molti e inutili contenziosi e crediamo al ruolo di recupero positivo che potra’ svolgere la contrattazione sindacale”. Cosi’ Cesare Damiano (Pd), presidente della commissione Lavoro della Camera.

“A proposito dei prossimi decreti sul Jobs Act- continua Damiano – per il momento scomparsi dai radar per cause non meglio precisate dal Governo, e delle nuove normative che riguardano il lavoro, sta acquistando particolare interesse quella relativa al salario minimo per i lavoratori che non sono coperti da un contratto nazionale di lavoro. Come Pd ci siamo battuti per evitare che questa regolamentazione riguardasse anche i contratti di lavoro, per evitare un effetto perverso di abbassamento dei salari”. “Anche in questo caso – prosegue il presidente della Commissione Lavoro – la contrattazione puo’ individuare soluzioni intelligenti, come e’ avvenuto con il contratto nazionale delle telecomunicazioni a proposito dei lavoratori a progetto dei call center. Si e’ fissato un salario orario di 4,72 euro che rappresenta il 60% del minimo contrattuale di 8,13 euro. Questa paga oraria, che attualmente e’ arrivata al 70%, e’ stata indicizzata e raggiungera’ il 100% in cinque anni”. “Una soluzione che emancipa i lavoratori a progetto dalla definizione unilaterale del livello retributivo da parte dell’azienda, che da sempre caratterizza negativamente questo tipo di assunzione, oltre a garantire gradualmente la parita’ salariale e tutele aggiuntive di tipo normativo che spettano ai lavoratori autonomi”, conclude Cesare Damiano.(ANSA).