Rivedere le soglie del provvedimento del governo sugli scioperi, garantire che esso si applichera’ solo ai trasporti, e soprattutto trasformarlo da legge delega in normale proposta di legge. ”Naturalmente si tratta di capire bene quello che c’e’ scritto nel provvedimento e quindi ci riserviamo un giudizio compiuto. Per parte nostra abbiamo criticato il ministro per il ricorso allo strumento della delega, perche’ e’ piu’ appropriato una proposta di legge da discutere in Parlamento. Noi vogliamo che sia evitato un’intervento legislativo che invadesse il campo dell’autonomia sindacale.
Noi abbiamo esercitato una pressione politica, cosi’ come lo ha fatto il sindacato che ha consentito di chiarire meglio la situazione. Intanto e’ importante che nel provvedimento del governo l’intervento sugli scioperi sia circoscritto ai soli trasporti. Noi, infatti, siamo interessati a un equilibrio tra il diritto dei cittadini ad avere i servizi e quelli dei lavoratori. Una legge esiste e si puo’ migliorare laddove si e’ riscontrato un eccesso di conflitto e di contrasto. Dopo di che e’ un passo avanti che il governo rimandi alla contrattazione tanto lo sciopero virtuale quanto l’adesione individuale: quest’ultima norma, poi, mi trova contrario, perche’ comprime il diritto. Queste modifiche rispetto all’iniziale annuncio del governo ”non sono sufficienti per dare un giudizio positivo.Per esempio la soglia di accesso al referendum fissata al 20% e’ troppo alta. Quando si e’ parlato di soglie, in collegamento con rappresentativita’ sindacale si e’ sempre indicato il 5%”.
Ma una soglia alta non puo’ favorire i Confederali a ritrovare l’unita’? ”Il punto non e’ favorire i Confederali o i sindacati di base, ma garantire l’esercizio di un diritto costituzionale.





