Il governo non puo’ soltanto auspicare un miglioramento della situazione e non intervenire immediatamente con misure efficaci per cambiare il corso delle cose: i dati ci dicono che la produzione industriale dei primi mesi del 2009, in alcuni settori strategici come l’auto, la metallurgia e la gomma, e’ andata a picco’. Sarebbe illusorio pensare ad una situazione di transito, terminata la quale le cose torneranno allo stato precedente.
Da questa crisi usciremo profondamente cambiati e con significativi processi di ristrutturazione che incideranno negativamente sui livelli occupazionali.Come Partito democratico, insistiamo nel chiedere al governo risposte a breve: un assegno mensile di disoccupazione pari al 60% dell’ultima retribuzione a vantaggio dei lavoratori a progetto e a termine, che hanno attualmente tutele insignificanti, la sospensione dei licenziamenti dei lavoratori precari della Pa e della scuola e il raddoppio della durata della cassa integrazione ordinaria, da 12 a 24 mesi, per impedire che si passi alla cassa integrazione straordinaria, alla mobilita’ e ai licenziamenti.Su questi temi esiste una significativa convergenza con le richieste delle organizzazioni sindacali e dell’impresa. E’ bene che il governo non perda altro tempo prezioso.





