Appoggio l’iniziativa di Co.Co.Parl , promossa spontaneamente da alcuni assistenti parlamentari, e ne condivido gli obiettivi
(ANSA) – ROMA, 19 MAG – Il nome e’ Co.co.parl, e riecheggiavolutamente il mondo del precariato dei co.co.pro: e’ il Coordinamento dei collaboratori parlamentari, che e’ nato oggi per iniziativa di 44 assistenti di deputati e senatori del Pd, dell’Udc e di Idv, con l’obiettivo di risolvere una volta per tutte la questione del profilo professionale e contrattuale degli Assistenti parlamentari. ”Il tema dei collaboratori parlamentari – si legge in un comunicato del Coordinamento – e’ stato sin ad oggi affidato in Italia a sporadiche campagne mediatiche, alle quali sono seguite solenni dichiarazioni ma pochi fatti. E’ necessario che chi si trova a svolgere questa delicata e particolare attivita’ professionale offra il proprio contributo in prima persona per definirne le caratteristiche. Queste le ragioni che ci hanno spinto ad unirci in un Coordinamento aperto al contributo e alla partecipazione di chiunque ne condivida gli obiettivi”.”Guardiamo con favore le recenti dichiarazioni dei Presidenti delle Camere – spiega ancora il Coordinamento – che hanno annunciato solerti iniziative per evitare che tanti collaboratori siano costretti a lavorare ai margini della legalita’, proprio nel luogo che dovrebbe essere la casa della legge. E’ stato dichiarato, ad esempio, che dal Primo luglio le porte del Parlamento resteranno chiuse a chi non dimostri di possedere regolare contratto di lavoro con un deputato. Un provvedimento iniziale ed opportuno, che ricalca quanto tentato nella passata legislatura. Ma solo di inizio si tratta; non puo’ essere la soluzione del problema. Non vorremmo infatti che, in questo modo, il Primo luglio coincida con la data del licenziamento in tronco delle tante persone che, in quest’ambito, tutt’ora lavorano in nero. Sarebbe come pretendere di combattere la poverta’ eliminando fisicamente i poveri”. Come modello a cui ispirarsi, il Coordinamento indica quello adottato al Parlamento Europeo: ”il deputato ha a disposizione dei ‘fondi vincolati’, destinati cioe’ all’assunzione di collaboratori per la durata della legislatura. Anche nel nostro Parlamento esistono questi fondi ma, non avendo un utilizzo vincolato, non sempre sono destinati alla contrattualizzazione degli assistenti. Si tratta di un provvedimento semplice, trasparente e che, per altro, possiede il pregio di non arrecare nessun onore aggiuntivo a carico dell’amministrazione del Parlamento ma che, anzi, potrebbe generare risparmi”, visto che i deputati che non si avvalgono di un Assistente non avrebbero questa specifica quota. Il Coordinamento, racconta la portavoce Giorgia D’Errico, e’ nata dall’iniziativa di alcuni assistenti di parlamentari del Pd, ma ”l’idea e’ di dar vita a una realta’ aperta, tanto e’ vero che abbiamo pensato non alla forma dell’Associazione quanto a quella del Coordinamento. E infatti hanno aderito collegh che lavorano nei gruppi di Udc e Idv”. Giorgia D’Errico spiega anche il perche’ non hanno aderito all’associazione Ancoparl, sorta tra gli Assistenti del Pdl e della Lega: ”ci hanno invitati quando avevano gia’ costituito l’Associazione ed avevano gia’ approvato addirittura lo Statuto: non c’erano le condizioni per aderire”





