L’incontro di oggi tra Fiat, governo e sindacati dimostra quanto fosse necessario un confronto tempestivo, come più volte richiesto dal Partito Democratico. E’ evidente la necessità di ricostruire, dal punto di vista produttivo e occupazionale, un quadro globale della situazione, se non si vuole che siano gli stabilimenti italiani a pagare il prezzo maggiore della razionalizzazione conseguente agli accordi internazionali. La necessità annunciata da Marchionne di ridefinire le produzioni di Termini Imerese e Pomigliano deve essere il frutto di una puntuale concertazione con governo e sindacato e deve escludere interventi traumatici sull’occupazione. Il governo non può limitarsi a essere spettatore, come ha fatto finora, ma deve sostenere il settore e il suo indotto con risorse finalizzate a precisi indirizzi di politica industriale che guardino all’innovazione. Facciano nostro l’allarme lanciato da Marchionne a proposito degli almeno 10 stabilimenti italiani che consumeranno le 52 settimane di cassa integrazione ordinaria entro l’ultimo quadrimestre del 2009. A questo problema il governo deve dare una risposta e non le solite promesse: occorre raddoppiare la durata della cassa integrazione ordinaria, portandola a due anni. Solo in questo modo si possono contrastare potenziali processi di ristrutturazione, mobilità e licenziamento.





