Continua la serie negativa dei dati relativi all’occupazione. Dopo le ore di cassa integrazione fornite ieri dall’Inps che arrivano globalmente a quasi 1 miliardo nel 2009, oggi l’Istat parla di un calo occupazionale nel mese di novembre, rispetto allo stesso mese del 2008, di 389.000 lavoratori.Le continue rassicurazioni del governo circa le risorse a disposizione della cassa integrazione non affrontano il problema in modo adeguato. Si sottovaluta il rischio di licenziamenti di massa a seguito della crisi e dai probabili processi di ristrutturazione che da essa deriveranno, per questo occorre una marcia in piu’ nella politica del governo: un forte sostegno allo sviluppo, una decisa ripresa di scelte di politica industriale a vantaggio dei settori strategici e una diminuzione della pressione fiscale se non si aiuta la ripresa, finito l’effetto degli ammortizzatori sociali, potremmo assistere al moltiplicarsi di situazioni di crisi prosui redditi da lavoro e sulle pensioni.Se non si aiuta la ripresa, finito l’effetto degli ammortizzatori sociali, potremmo assistere al moltiplicarsi di situazioni di crisi produttiva e occupazionale. I casi, Alcoa, Eutelia, Ispra e Fiat di Pomigliano e Termini Imerese , ai quali si aggiungono migliaia di situazioni meno note, sono la testimonianza di un immediato e drammatico problema occupazionale che non tollera ulteriori rinvii e che pretende di avere il primo posto nell’agenda politica.





