Che il dato dei salvaguardati dal decreto sia di 65 mila, come ci ricorda il direttore dell’Inps, Nori, già lo sapevamo. A questo punto non si tratta di giocare con le parole ma di capire qual è la realtà. E’ sconcertante che la cifra di 390 mila lavoratori che rimangono senza stipendio e senza pensione, addirittura al di sopra delle più pessimistiche previsioni, fosse a conoscenza del governo prima della emanazione del decreto interministeriale. Il tempo di riflettere è terminato e bisogna che l’esecutivo provveda a risolvere definitivamente il problema. Del resto, il presidente del Consiglio, a suo tempo, ha affermato che nessuno sarebbe stato lasciato solo e il ministro Fornero ha ammesso l’errore di una riforma che ha causato l’attuale situazione. Si trovino dunque le risorse necessarie perché questa è una priorità del paese e si utilizzino le proposte di legge unitarie già presentate alla Camera. Per fare chiarezza sui numeri, è indispensabile che il governo venga a riferire in parlamento sullo stato reale e definitivo della situazione.





