Con la relazione di Stefano Fassina abbiamo avuto la dimostrazione di quello che è la buona politica e cosa deve fare: discutere dei problemi reali dei cittadini e trovare il modo di risolverli. Il nostro compito è quello di ridare speranza alle persone. Per noi il lavoro è sempre al primo posto, è la scelta fondamentale.
Se la politica non si rigenera anche la stessa democrazia sarà in grande difficoltà. Senza sviluppo nessuna riforma del mercato del lavoro potrebbe produrre un solo posto di lavoro in più. Non si può parlare solo di rigorismo fine a se stesso, questa non e’ la soluzione. Occorre innanzi tutto rompere la gabbia del patto di stabilità per dare respiro e favorire nuovi investimenti. Si rischia di non avere più un profilo industriale sufficiente.
Occorre fare i conti anche con lo stato sociale: siamo ad un bivio. I muri maestri delle riforme sono molto deboli, soprattutto per quanto riguarda la riforma delle pensioni. Serve la gradualità del pensionamento e non i blocchi improvvisi. Non è una questione solo di risorse, qui si parla di persone.
Chi dovrà prendere le sorti del Paese dovrà risolvere i problemi creati dai governi che lo hanno preceduto. Con questo governo qualche passo avanti è stato fatto ma non basta. Sul mercato del lavoro ci sono stati miglioramenti al Senato ma non dimentichiamoci che serve un accordo con la Pdl e concentrarsi soprattutto sugli ammortizzatori sociali che restano un nodo fondamentale.





