Quella di oggi è stata una grande manifestazione di lavoratori e pensionati, democratica e unitaria, che ci ha riportato ai problemi reali del Paese. E’ la dimostrazione che soltanto con il dialogo e con l’ascolto delle parti sociali il governo può fare, in questo momento difficile e delicato, le scelte sociali più adeguate. Questo non è avvenuto e ha comportato evidenti errori di impostazione nelle riforme delle pensioni e del mercato del lavoro. Il problema dei lavoratori rimasti senza occupazione e senza pensione non può essere eluso o rimandato. Va affrontato e risolto subito per porre fine ad una situazione di inaccettabile incertezza e di sofferenza sociale. Al tempo stesso, per quanto riguarda il mercato del lavoro, non può sfuggire il fatto che il prolungarsi della crisi e della recessione ben oltre il 2012 mal si concilia con l’adozione di nuovi ammortizzatori sociali, come l’Aspi, che hanno il difetto di proteggere i lavoratori dalla disoccupazione per periodi inferiori a quelli precedenti, senza essere peraltro veramente universali. In questo modo c’è il rischio che le imprese anticipino e accentuino i processi di ristrutturazione e di mobilità già nel corso di quest’anno per utilizzare le vecchie regole. Sarebbe un esito drammatico per la tenuta occupazionale al quale il governo non può essere indifferente.





