L’approvazione del provvedimento da parte del Parlamento entro il 28 giugno è un fatto di scelta politica e non di tecnica parlamentare. E qualsiasi scelta in merito non può far passare in secondo piano che anche i partiti hanno le loro richieste. La prima è considerare necessario adeguare questa riforma al prolungarsi della recessione, che andrà oltre il 2012, perché c’e’ il rischio che in un momento di crisi con ammortizzatori di minore durata si aumenti la disoccupazione. In secondo luogo, il tema dei lavoratori rimasti senza lavoro e senza pensione non può essere più rimandato. Non va bene come ha detto il presidente del Consiglio: “lo affronteremo sollecitamente” perché bisogna risolverlo subito.





