L’emendamento definitivo che riguarda la riforma del mercato del lavoro, che abbiamo consegnato oggi ai relatori del decreto sviluppo delle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera, ripropone, con qualche piccola variazione, il testo originale precedentemente varato dalla Commissione Lavoro. Si tratta complessivamente di 11 modifiche concordate con il governo che riguardano i temi degli ammortizzatori sociali e della flessibilità in entrata. Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali si conferma il mantenimento delle attuali normative che regolano la mobilità fino a tutto il 2014. Si è evitata in questo modo la riduzione di sei mesi, a partire dal 2014, delle tutele per gli over 50 del centro Nord e per tutti i lavoratori del Mezzogiorno. Un risultato importante se si considera il prolungarsi dell’attuale situazione di crisi che richiede tutele adeguate contro la disoccupazione. Entro il mese di ottobre del 2014 è previsto un confronto tra ministero del Lavoro e parti sociali che potrà proporre eventuali ulteriori iniziative che tengano conto della situazione economica e occupazionale in quel momento in atto. L’emendamento conferma inoltre il non aumento per il 2013 del contributo previdenziale delle partite Iva e dei lavoratori a progetto, che rimarra’ al 27 per cento. Tutti gli altri punti, che riguardano prevalentemente il tema della flessibilita’ in entrata, accanto ad alcuni cambiamenti richiesti dai parti, recepiscono sostanzialmente l’avviso comune tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria. Continueremo a lavorare unitariamente, come partiti che sostengono il governo affinché queste correzioni vengano recepite nel decreto sviluppo perché sono coerenti con l’impegno assunto dal presidente del Consiglio, Mario Monti, sulle modifiche da apportare alla riforma del mercato del lavoro.





