GOVERNO: DIRITTO DI CRITICARE MONTI SE COSE NON PIACCIONO

Non abbiamo mai fatto mancare, fin dall’inizio, la nostra lealtà al governo Monti. Una lealtà ampiamente dimostrata. Ma io rivendico il diritto di critica quando le riforme non ci convincono. Così sono intervenuto all’assemblea del PD.
Noi non dobbiamo promettere l’impossibile ma stare sui problemi del Paese e correggere gli errori di Monti che sono stati commessi sulle pensioni con centinaia di migliaia di lavoratori che si sono trovati senza lavoro e senza pensione. Se non avessimo sottolineato questo errore non avremmo conquistato anche soltanto 65mila salvaguardati.  Adesso sembra ne arrivino altri 55mila ma noi non vogliamo legarci a tetti numerici, ci sono innanzitutto i diritti dei lavoratori da considerare.
Ricordo anche gli errori sul mercato del lavoro e sulla concertazione. Sulla concertazione in particolare non si può dimenticare che favorisce l’equilibrio tra le ragioni del lavoro con quelli delle imprese. Come dire no a questa conquista che favorisce la democrazia nei luoghi di lavoro?. Ho chiuso il mio intervento affermando che dopo Monti c’è Bersani premier.