Bisogna che il governo si convinca che i lavoratori rimasti senza stipendio e senza pensione a causa della riforma Fornero devono essere salvaguardati. Si tratta di un errore da correggere al quale, con l’azione parlamentare, si è posto parzialmente riparo. Ai primi 65 mila lavoratori salvaguardati se ne aggiungono ora, con la proposta del governo inserita nella spending review, altri 55 mila. Ma questo non basta perché rimangono aperti troppi problemi. Per fare alcuni esempi, pensiamo a chi ha sottoscritto accordi di mobilità in sedi non ministeriali; a chi fa la prosecuzione volontaria dei contributi e che deve aggirare molteplici restrizioni; all’applicazione delle vecchie regole previdenziali utilizzando il criterio dell’erogazione del trattamento pensionistico anziché quello, più favorevole, della maturazione del diritto alla pensione; alla penalizzazione che deriva dall’applicazione dell’aspettativa di vita anche ai lavoratori che terminano il periodo di mobilità. Sono casi, tra i molti esempi di correzioni che si potrebbero elencare, che vanno risolti, se si vuole dare un segnale di soluzione del problema. L’impegno espresso del presidente del Consiglio su questo tema deve trovare, insomma, una conferma concreta.
Cerca nel sito
Ultimi Video
Newsletter
Da Twitter
Da Facebook
Il lavoro che cambia
I miei Libri
News da LavoroWelfare.it
Puoi seguirmi anche qui
Cesare Damiano su Camera.it
Cesare Damiano su Deputati PD
Cesare Damiano su OpenPolis
Il PD sul Web
Partito Democratico
Sinistra PD
Partito Democratico Piemonte
Link Consigliati
XVII Legislatura
XVI Legislatura
CesareDamiano.org

I Gatti di Cesare




