Nell’intervista di oggi al Corriere della sera Pietro Ichino fa un’affermazione giusta: che, per quanto mi riguarda, sia del tutto necessaria una ‘inversione di rotta’ nelle politiche del lavoro e del welfare del governo Monti. Si tratta, più precisamente, di due correzioni fondamentali: la prima riguarda la riforma delle pensioni. Il problema dei lavoratori rimasti senza stipendio e senza pensione va assolutamente risolto. Di questo il Partito democratico deve farsi carico. Il secondo tema riguarda gli ammortizzatori sociali: di fronte ad una crisi che non accenna a rallentare, l’efficacia delle tutele non va diminuita e gli ammortizzatori sociali debbono essere universali e proteggere allo stesso modo anche le giovani generazioni del lavoro precario. Del resto, in questa direzione ci siamo già mossi in Parlamento con importanti modifiche che hanno cambiato alla Camera e al Senato la riforma del mercato del lavoro proposta dal governo e hanno raggiunto l’obiettivo, non ancora sufficiente, di salvaguardare 120 mila lavoratori rimasti senza stipendio e senza pensione, i cosiddetti ‘esodati’. Su questa strada occorre proseguire e, se non si è d’accordo, val la pena di fare una discussione trasparente e democratica.





