Adesso che anche Monti ammette che i provvedimenti del suo Governo hanno contribuito, seppure in parte, a rallentare l’andamento dell’economia, acquista più forza la nostra richiesta di un cambiamento di passo nell’azione dell’esecutivo nell’ultimo scorcio della legislatura. Le azioni di rigore, pur necessarie, debbono accompagnarsi a scelte per la crescita e l’equità sociale.
Non commettiamo nuovamente l’errore, in vista della prossima spending review di utilizzare tutte le risorse risparmiate esclusivamente a diminuzione del debito: una quota parte, seppur minoritaria, dei risparmi che si conseguiranno, dovrà essere utilizzata per aiutare lo sviluppo dell’economia e dell’occupazione e per correggere la riforma delle pensioni, al fine di risolvere conclusivamente il grave problema sociale costituito da quei lavoratori che, a causa delle nuove regole varate dal ministro Fornero, rimangono per anni senza reddito.





