FIAT: GOVERNO NON TRACCHEGGI, OCCORRE INTERVENTO IMMEDIATO

Il crollo delle vendite nel mercato dell’auto è particolarmente grave in Italia, con un -20 % nei primi otto mesi del 2012, seguono la Francia, con un -14,4%, e la Spagna con un -8,2%. in controtendenza la Germania ed il Regno Unito, che segnano rispettivamente un +0,7%e un +2,7%. Se allarghiamo lo sguardo al mercato mondiale, nei primi sei mesi di quest’anno, sono stati venduti 40,5 milioni di autovetture e veicoli leggeri, con un incremento del 6,7% rispetto ai primi sei mesi del 2011. Ma gli alti tassi di crescita dei paesi di ‘prima motorizzazione’, mediamente superiori al 5%, determineranno un’ulteriore riorganizzazione delle produzioni a livello mondiale, anche perché il nostro mercato, ormai saturo, riguarda principalmente la sostituzione delle vetture. Per questo, se si vuole affrontare la crisi bisogna sapere competere anche in un mercato europeo maturo che richiede nuovi modelli fortemente innovativi: proprio la scelta che la Fiat non ha ancora fatto e che, rimandata, porterà inevitabilmente ad un avvitamento della situazione con gravi e prevedibili ripercussioni occupazionali. Il governo non può traccheggiare, non comprendere o sottovalutare la situazione. Occorre un intervento immediato di politica industriale, anche di sostegno all’innovazione, che costringa l’azienda a scoprire le carte. Non è certo Marchionne che deve convocare l’esecutivo, anche perché si gioca una partita che riguarda l’intero paese.