Nella giornata di oggi, giovedì 20 settembre, presso la Sala del Parlamentino INAIL (Via IV Novembre, 144 – Roma) la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro e l’Associazione Lavoro&Welfare hanno organizzato per le ore 17.30 un convegno dal titolo “La Riforma del Lavoro alla prova della crisi”.
Ai lavori, presieduti dal Presidente della Fondazione Studi Rosario De Luca e dal Segretario di Lavoro&Welfare Giovanni Battafarano, parteciperanno il Viceministro del Lavoro Michel Martone, la Presidente del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro Marina Calderone, i relatori del Decreto Legge alla Camera On. Cesare Damiano e On. Giuliano Cazzola, ed i relatori del Decreto Legge al Senato Sen. Maurizio Castro e Sen. Tiziano Treu.
Scopo del Convegno è quello di analizzare ed attualizzare le nuove norme introdotte dalla Legge di Riforma del Mercato del Lavoro rispetto al difficile contesto nazionale. Per la Presidente Marina Calderone “Il lungo periodo di stagnazione che sta vivendo il Paese rende necessaria un’accelerata decisa per far ripartire l’occupazione. In tal senso bisognerebbe intervenire in via interpretativa sulle norme utili ai giovani per creare reali opportunità di lavoro, come l’apprendistato e il contratto a termine. Il periodo non è facile per nessuno; per questo chiediamo di rendere quanto più facile l’approccio burocratico con il lavoro, con necessari interventi di semplificazione. Se l’obiettivo primario è quello di creare nuova occupazione, è necessario ragionare da subito sul costo del lavoro che è il primario motivo per cui i datori di lavoro non assumono più ”. Inoltre, per la Presidente Calderone i giovani vivono una situazione drammatica che è anche il frutto di un sistema formativo viziato dalle logiche scolastiche degli anni ’70 e oggi si ritrovano con lauree che non consentono di essere spendibili sul mercato del lavoro.
L’On. Cesare Damiano, Presidente dell’Associazione Lavoro&Welfare, dichiara che “la drammatica situazione di crisi impone un rapido cambio di passo nelle politiche del governo sui temi del lavoro e dello sviluppo. Se si dovrà cambiare la riforma Fornero sul mercato del lavoro, l’unica cosa da non fare sarà quella di tornare alla precedente legislazione del centrodestra perché l’eccesso di flessibilità non è stato una buona medicina e ha provocato la precarizzazione del lavoro a carico delle giovani generazioni. Al contrario bisogna garantire un lavoro maggiormente stabile e ammortizzatori sociali che mantengano adeguate coperture per tutta la durata della crisi economica e che vengano estesi anche ai giovani del lavoro flessibile. Inoltre – conclude Damiano – se l’obiettivo è quello di aumentare la produttività nelle imprese sarebbe necessario in primo luogo ripristinare gli incentivi a favore della contrattazione dei premi di risultato aziendali che stimolano il raggiungimento di più avanzati traguardi di competitività.





