Quando si parla di coperture bisogna domandarsi come mai, se si fanno risparmi tagliando le pensioni, le cifre sono basse e quando si vuole riparare un errore salvando le persone rimaste senza reddito a causa della riforma Fornero, i costi sono alti. Qualcuno parla di stime da 30miliardi, alle quali si aggiungerebbero i 9 miliardi già stanziati per i primi 120mila lavoratori salvaguardati: questo costo corrisponde a tre volte il risparmio calcolato nel decreto ‘SalvaItalia’ a seguito della abolizione delle quote di anzianità. Un bel mistero contabile. La proposta di legge 5103, come ben sa l’on. Cazzola, è sostenuta da tutti i partiti e se la stima, spropositata, del costo fosse di 30miliardi ad essa avrebbe contribuito anche lo stesso on. Cazzola quando ha chiesto di introdurre nel testo l’estensione, anche ai lavoratori, della possibilità di andare in pensioni con 35 anni di contributi e 58 anni di età, regola prevista attualmente per le sole donne. Norma che noi non abbiamo mai caldeggiato. Infine, il nostro obiettivo non è quello di smontare la riforma delle pensioni, ma semplicemente quello di correggere un errore. Per quanto riguarda la gradualità dell’intervento, noi vogliamo essere certi che nei prossimi anni i lavoratori che si sono licenziati e che sono rimasti senza reddito vengano tutelati.





