Come ha dichiarato il vice ministro Martone, si sta lavorando per ampliare la platea dei salvaguardati oltre le 120 mila persone già tutelate. Le platee di riferimento sono quelle contenute negli emendamenti presentati dalla commissione Lavoro della Camera. Aspettiamo di avere una definizione numerica da parte del governo per stabilire le necessarie coperture. Noi avevamo già indicato, con i nostri emendamenti alla Legge di Stabilità, le risorse per compiere questo ulteriore passo avanti a vantaggio dei lavoratori rimasti senza reddito a seguito della riforma delle pensioni. Poiché la nostra proposta è stata giudicata inammissibile dal presidente della commissione Bilancio, il governo indichi l’alternativa. Per noi rimane valida l’idea di utilizzare i risparmi che si potranno realizzare dai 9 miliardi stanziati per i primi 120 mila salvaguardati. Risolto il problema, questi eventuali risparmi dovranno rimanere al Fondo per salvaguardare altre persone. C’è una convergenza di obiettivi tra tutta la commissione Lavoro e il ministro Fornero: quella di impedire che anche un solo lavoratore che si è licenziato fino al 31 dicembre del 2011, rimanga senza reddito nel 2013 e nel 2014. Adesso si tratta di passare dalle parole ai fatti, i prossimi giorni saranno decisivi.





