PA: proroga blocco stipendi? Decisione delicata sarà compito prossimo governo

Ci preoccupa il fatto che il governo, per bocca del ministro Patroni Griffi, si preoccupi, in questa drammatica situazione sociale, di esaminare un eventuale intervento per la proroga del blocco delle progressione degli scatti degli stipendi della Pubblica amministrazione. Una decisione così delicata, dopo circa quattro anni di stallo della contrattazione del settore, andrebbe lasciata al prossimo governo nel confronto con Cgil, Cisl e Uil. Pare comunque che la lezione che deriva da un eccesso di politiche di austerità non sia ancora servita: non sembra sufficiente al Governo essere in recessione, che aumenti la disoccupazione e che il potere d’acquisto di pensioni e retribuzioni faccia acqua da tutte le parti, a fronte di un’inflazione che non abbassa la testa. E’ tempo, invece, di immaginare politiche anticicliche e, fra queste, sarebbe auspicabile una scelta che accresca il potere d’acquisto di retribuzioni e pensioni per favorire la ripresa dei consumi popolari. Una strada di questo genere ci obbliga a considerare opportuno: favorire la conclusione, alla loro scadenza naturale, dei contratti nazionali di lavoro dei settori privati; sbloccare, finalmente, la contrattazione nazionale dei settori pubblici; riprendere la contrattazione aziendale, anche utilizzando le risorse accantonate dal governo per i contratti di produttività; ripristinare l’indicizzazione delle pensioni che superano la soglia delle tre volte il minimo. Ma per fare questo occorre un governo che affronti di petto la questione economica e sociale nel segno dell’equità e della crescita.