Finalmente varato il decreto per i pagamenti della Pubblica Amministrazione, 40 miliardi da destinare alle imprese. Per questa misura il governo Monti , che si è caratterizzato per un eccesso di rigore, sceglie di aumentare dello 0,5% il deficit portandolo al 2,9%. Un netto e tardivo cambio di linea. L’eredita’ e’ pero’ pesante: risorse finite, perché l’Europa concede al massimo il 3% di deficit, mentre i problemi urgenti restano. La cassa integrazione in deroga richiede un miliardo; idem il rinvio della Tares a dicembre. A questo scarno elenco aggiungiamo una copertura di almeno due miliardi per rifinanziare per due anni il Fondo dei lavoratori da salvaguardare, rimasti senza reddito a causa della riforma delle pensioni targata Fornero. Se queste, come pare, sono le priorità di tutti i partiti, per essere coerenti bisognerà trovare le risorse.
Pensiamoci adesso. Altrimenti sarebbero semplicemente promesse mancate e un nuovo colpo alla credibilità della politica.





