FISCO: DAMIANO “GRAVE TOGLIERE 1.200 EURO AI LAVORATORI POVERI”

Fonte: Governo Italiano – Presidenza del Consiglio dei Ministri

ROMA (ITALPRESS) 25-Feb-25 – “Il Governo, indaffarato a realizzare una nuova ‘pace fiscale’, mentre famiglie e imprese continuano a pagare care e salate le bollette dell’energia, si rifiuta di correggere gli errori dell’ultima legge di Bilancio che toglierà dalle tasche dei lavoratori poveri circa 1.200 euro nel 2025. Si parla dei redditi compresi tra gli 8.406 e i 9003 euro lordi annui. Piove sul bagnato.” È quanto dichiara Cesare Damiano, presidente dell’associazione Lavoro&Welfare ed ex-ministro del Lavoro.
“La denuncia, com’è noto, è stata fatta tempo fa dai Caf della Cgil e delle Acli e da un rapporto del Centro Studi della nostra associazione, Lavoro&Welfare. Inoltre, al Governo non dovrebbe sfuggire che, per fare un altro esempio, mentre la fascia di reddito da 40.000 euro guadagnerà nel 2025 circa 460 euro, lo scaglione da 35.000 ne perderà circa 217. Un bel pasticcio che andrebbe corretto tempestivamente. Altrimenti, ci chiediamo, dove stanno equità e giustizia fiscale di cui tanto ci si riempie la bocca?”, conclude Damiano. (ITALPRESS).





BILANCIO: DAMIANO “CORREGGERE LEGGE, TOGLIE 1.200 EURO A LAVORATORI”

Fonte: European Union

ROMA, 19-Feb- (ITALPRESS) – “Il Governo sta nuovamente promettendo, a breve, la riduzione delle tasse. Aspettiamo fiduciosi, ma intanto stiamo pagando care e salate le bollette dell’energia. Prima di fare nuove promesse l’Esecutivo farebbe bene a correggere gli errori dell’ultima legge di Bilancio che toglierà dalle tasche dei lavoratori poveri circa 1.200 euro nel 2025”. È quanto dichiara Cesare Damiano, Presidente dell’Associazione Lavoro&Welfare ed ex Ministro del Lavoro. “La denuncia, com’è noto, prosegue Damiano, è stata fatta dai CAF della CGIL e delle ACLI e da un rapporto del Centro Studi della nostra Associazione, Lavoro&Welfare. Infatti, per rendere strutturale l’alleggerimento del cuneo fiscale per i lavoratori con un reddito da lavoro dipendente fino a 35.000 euro lordi annui, il Governo ha cambiato il sistema adottato da Draghi e rimasto in piedi fino allo scorso anno, passando dalla riduzione dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori a un nuovo regime fiscale. In concreto, cosa è successo? Facendo i conti nelle tasche dei lavoratori, nel confronto tra il 2024 e 2025, a partire dai 9.400 euro fino ai 35.000 euro lordi, cambia poco per le retribuzioni nette, anche se ci sono in questo caso alcune incongruenze (c’è chi ci guadagna e chi ci perde): le segnaleremo nel dettaglio in una prossima occasione.
Dove si registra una forte e insostenibile perdita salariale è tra gli 8406 e i 9003 euro: questa fascia di reddito dovrà rinunciare al bonus fiscale di 1200 euro a cui aveva diritto nel 2024, essendo questi lavoratori diventati, con le nuove regole fiscali volute dal Governo, “incapienti”. Un grave errore che va rapidamente corretto. Non vorremmo che questa correzione, che consente di restituire il maltolto ai redditi più bassi e che sarebbe un semplice atto di giustizia, passasse in cavalleria. Siamo sicuri che, oltre al Governo, anche le Commissioni Lavoro di Camera e Senato se ne occuperanno. In fondo, trovare la soluzione non è difficile, se c’è la volontà politica: sarebbe sufficiente un emendamento che corregga il decreto-legge 5 febbraio 2020 n. 3 (Misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente), così come modificato nell’ultima legge di Bilancio. Lo ribadiamo: la modifica apportata dal Governo comporterà il taglio di 1.200 euro nel corso del 2025 per questi redditi già border line. I “lavoratori poveri” sono in attesa di una risposta rapida”. (ITALPRESS).