LAVORO: DAMIANO, “PIANO GIOVANI INTERESSANTE, DA MONITORARE”

(ANSA) – ROMA, 18 AGO – “Il ‘piano giovani’ del Governo si preannuncia interessante e andrà attentamente monitorato. La prima novità positiva è rappresentata dal superamento degli incentivi modello Jobs Act che hanno drogato, nel recente passato, il mercato del lavoro. È necessario adottare, al contrario, una normativa che dia risultati duraturi con incentivi che valgano per l’intera vita lavorativa dei giovani (under 35?) e che non siano solo triennali”. Lo afferma Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera. “Oggi – prosegue – è troppo facile e poco costoso licenziare: occorrerebbe, contestualmente, intervenire per scoraggiare i licenziamenti elevandone il costo oltre le attuali due mensilità per ogni anno di servizio e graduando quelli disciplinari. Non si può essere licenziati per 5 minuti di ritardo. Infine – spiega Damiano – non va dimenticato che ci sono circa 150 tavoli di crisi che richiederanno adeguate coperture con gli ammortizzatori sociali. C’è il rischio, al contrario, che ci sia in autunno una nuova ondata di licenziamenti. Aver eliminato, dal primo gennaio di quest’anno, la mobilità, è stato un errore: questa normativa andrebbe ripristinata almeno fino a tutto il 2018 perché la crisi non è del tutto superata. Dobbiamo anche farci carico di chi viene licenziato in una età considerata non più ‘giovane’, soprattutto se si creerà una disparità di costo per le assunzioni a vantaggio degli under 35”.(ANSA).



PENSIONI: DAMIANO, “MORANDO? DISACCORDO SU CHIUSURA PREVIDENZA”

ROMA, 17 AGO – “Concordo con Morando quando propone un intervento, nella prossima legge di Bilancio, a favore dell’occupazione dei giovani. Si tratta di una scelta prioritaria. Archiviare la brutta esperienza degli incentivi-spot del Jobs Act e sostituirla con un taglio strutturale al costo del lavoro a vantaggio delle imprese che assumono under 35 a tempo indeterminato, è sicuramente una svolta importante”. Lo afferma Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Non concordo, invece – prosegue – sulla chiusura a proposito della previdenza. Intanto perché c’è un tavolo di confronto aperto tra Governo e sindacati sulle pensioni: o è finto, tanto per fare ginnastica; o è vero, e allora non bisogna chiudere pregiudizialmente la porta a eventuali soluzioni. Una risposta all’APE sociale e ai ‘precoci’, per quanto riguarda il soddisfacimento delle domande in esubero (circa 6.000), andrà data con lo stanziamento di nuove risorse nella legge di Bilancio. Infine, per quanto riguarda l’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni, un rallentamento della salita è obbligatorio e non va messo in contrapposizione con l’intervento per i giovani. La ragione la spiega il Rapporto del 2016 del ministero di Morando: ‘… a seguito dell’accertata diminuzione della speranza di vita per l’anno 2015, difficilmente l’adeguamento decorrente dall’anno 2019 potrà rispettare quanto previsto (5 mesi) dallo scenario demografico ISTAT’. E’ semplicemente quello che chiediamo”. (ANSA).


PIL: DAMIANO, “C’È SPAZIO PER MANOVRA ESPANSIVA E SOCIALE”

(ANSA) – ROMA, 16 AGO – “La crescita del Pil anche nel secondo semestre del 2017, con un significativo + 1,5% sullo stesso periodo dell’anno precedente, è un buon risultato per Gentiloni, anche se siamo ancora al di sotto degli obiettivi realizzati dagli altri principali Paesi europei. Più crescita vuol dire più risorse per la legge di Bilancio: questa è l’altra vera buona notizia. C’è spazio dunque per una manovra espansiva e sociale”. Lo afferma Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera. “Occorre – prosegue – proseguire sulla strada dei superammortamenti per l’acquisto di macchinari – prosegue – e concentrare l’attenzione sui giovani. Dal lato del lavoro dobbiamo prevedere incentivi strutturali per l’assunzione a tempo indeterminato degli under 35, cambiando decisamente rotta rispetto agli incentivi-spot introdotti con il Jobs Act; dal lato della previdenza dobbiamo irrobustire la scelta dell’anticipo della pensione che favorisce, con il turnover, l’assunzione dei giovani. Si dovrà anche trovare lo spazio per attuare quanto descritto nel Rapporto del MEF del 2016 – spiega Damiano -cioè rallentare la prevista salita di 5 mesi dell’età pensionabile, prevista dal 2019, a fronte della certificata diminuzione dell’aspettativa di vita nel 2015. Chiediamo coerenza e trasparenza al ministro Padoan che conosce sicuramente a menadito i contenuti del sopracitato Rapporto del suo ministero”. (ANSA).


Pensioni:DAMIANO,bene dl ape volontario a primi di settembre

(ANSA) – ROMA, 13 AGO – “Buone notizie sul fronte dell’APE volontario: il Decreto sara’ firmato da Gentiloni al massimo entro i primi giorni di settembre. Potranno accedere alla normativa i lavoratori con i seguenti requisiti: almeno 63 anni di eta’, 20 anni di contributi e un assegno mensile non inferiore a circa 702 euro. Questa modalita’ si aggiunge all’APE sociale, che e’ riservata a chi svolge lavori gravosi. L’Anticipo Pensionistico volontario passa attraverso un prestito bancario il cui costo dovrebbe essere inferiore al 5% del valore della pensione per ogni anno di anticipo, compreso il costo dell’assicurazione”. Lo dichiara Cesare DAMIANO, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Il Decreto – prosegue – arriva con molto ritardo: giunti fin qui, si tratta di effettuare una messa a punto di tutta la normativa che riguarda la flessibilita’ previdenziale e l’eta’ pensionabile. In primo luogo va garantita la retroattivita’ a partire da maggio; in secondo luogo va assicurata nella legge di Bilancio la copertura anche a chi eccede i numeri previsti per l’APE sociale e per i lavoratori precoci, visto il successo dell’iniziativa. Si tratta di circa 6.000 domande in piu’; infine, va affrontato il problema dell’eta’ pensionabile: e’ ridicolo anticipare di 3 anni e 7 mesi l’eta’ della pensione con l’APE per poi posticiparlo di 5 mesi a partire dal 2019”. “La salita – spiega DAMIANO – va rallentata considerando che, nel 2015, l’aspettativa di vita e’ diminuita. Anche il Ministero dell’Economia e delle Finanze, nel suo Rapporto del 2016, ha rilevato il problema e ha parlato di ‘…un adeguamento significativamente contenuto rispetto a quello ipotizzato…’ (cioe’ 5 mesi), proprio a causa della diminuzione del 2015, anche a fronte di un recupero della crescita dell’aspettativa di vita nell’anno successivo”. “Stupisce il fatto che la Ragioneria, nelle recenti dichiarazioni che paventavano lo scardinamento del meccanismo dell’eta’ pensionabile (che nessuno ha chiesto), non abbia tenuto conto del Rapporto del suo ministero di riferimento, il MEF”, conclude.(ANSA). PDA 13-AGO-17 17:40


DAMIANO, rallentare l’innalzamento a 67 anni ‘Un polverone preventivo contro un intervento di buon senso’

Pensioni: DAMIANO, rallentare l’innalzamento a 67 anni ‘Un polverone preventivo contro un intervento di buon senso’ (ANSA) – ROMA, 9 AGO – “Nessuno ha mai chiesto di cancellare del tutto il meccanismo. Io e il collega Sacconi abbiamo solo chiesto di studiarne uno nuovo che rallenti l’aumento dell’eta’ della pensione. Gia’ oggi, in questo campo, l’Italia ha il record mondiale. Non esageriamo”. Per il presidente della commissione Lavoro alla Camera Cesare DAMIANO (Pd), intervistato dal Corriere della Sera, sull’eta’ pensionabile “si sta sollevando un polverone preventivo per sbarrare la strada a un intervento di semplice buon senso”. “Quello della Ragioneria dello Stato “mi sembra un intervento a gambina tesa, un altro tentativo per fermare il dibattito sulla revisione di un meccanismo che non e’ piu’ giustificato”, dice DAMIANO. “Comunque sempre meglio del precedente intervento, quello era a gambona tesa: il presidente dell’INPS, Tito Boeri, aveva detto che cancellare l’adeguamento dell’eta’ pensionabile alla speranza di vita costerebbe 141 miliardi di euro. Peccato che siano numeri campati in aria”. “Il tono apocalittico della Ragioneria dello Stato – prosegue DAMIANO – e’ contraddetto da un altro passaggio dello stesso documento: in ogni caso l’eta’ della pensione salira’ a 67 a partire dal 2021. E questo per una clausola di salvaguardia richiesta dalla commissione europea e dalla Banca centrale europea. Rallenteremmo di due anni. A me andrebbe benissimo”.(ANSA). Y89-MLL 09-AGO-17 10:21

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