DL SOSTEGNI BIS, DAMIANO: “SCONTI PARI 30-40% IMPORTO RDC PER CHI ASSUME DISOCCUPATI”

Roma, 13 giu. (LaPresse) – “La proposta che ci sentiamo di avanzare, di fronte alle polemiche sorte attorno al Reddito di cittadinanza, è la seguente: in primo luogo occorre distinguere la Cassa integrazione dal Reddito di cittadinanza.” Lo dichiara Cesare Damiano, già ministro del Lavoro e consigliere Inail. “Nel primo caso, con la Cig – spiega – ci troviamo con lavoratori occupati in attesa di rientrare in attività. Infatti, la principale caratteristica della Cassa integrazione è quella di mantenere il rapporto di lavoro.”
“Nel caso del Reddito di cittadinanza, si tratta di persone disoccupate – sottolinea Damiano – Abbiamo casi di rifiuto delle offerte di lavoro da parte di queste persone, come denunciano molti imprenditori del settore del turismo attualmente in forte ripresa. Perché mai, si dice, dovrebbero accettare un lavoro da 800-1.000 euro al mese quando ne percepiscono 780 senza colpo ferire? Il problema è che retribuzioni di quel genere contrattualmente non esistono, a meno che si parli di poche ore o di lavoro pagato al nero. La nostra proposta, invece, è quella di partire dalle paghe reali dei contratti di lavoro. Prendiamo ad esempio quello del settore del turismo. Considerando paga base e contingenza i minimi sono: guardarobiere clienti, addetto stiratura e lavanderia, guardiano notturno, euro 1.366,84 lordi mensili (6^ livello); guardia giurata, barista, cameriere e cassiere da bar, euro 1.444,22 lordi mensili (5^ livello); pizzaiolo, gelatiere, cameriere, barman e gastronomo, 1.542,69 euro lordi mensili (4^ livello). L’orario settimanale è di 40 ore distribuito su 5 giornate e mezzo. Proposta: se un datore di lavoro assume full-time un cittadino con reddito di cittadinanza e garantisce lo stipendio contrattuale può utilizzare una quota di reddito di cittadinanza (30-40%) come sconto per l’assunzione trasparente e a tempo pieno.”
“Vantaggi: l’imprenditore trova le persone che gli servono e assume in modo trasparente e con lo sconto; il lavoratore ha un incentivo dovuto al fatto che avrà una paga superiore al Reddito di cittadinanza, più i contributi per la pensione e potrà beneficiare di vantaggi contrattuali aggiuntivi (scatti di anzianità fondo pensione e sanitario, Tfr, tredicesima, ecc.); si sconfigge la piaga del lavoro nero e si interrompe una polemica inutile. In tempo di emergenza e di ripresa facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro potrebbe aiutare tutti e andare nella direzione della inclusione sociale invocata da Draghi”, conclude Damiano. POL



COMUNALI. TORINO, LAVOLTA-DAMIANO: “SERVE PATTO PER LAVORO E MODELLO SOCIALE”

(DIRE) Roma, 12 giu. – “Ci sono alcuni interventi che non possono essere rimandati e che spetta alla politica mettere in atto. Il primo di questi è un Patto per il lavoro da stilare – entro i primi cento giorni di governo della città – insieme alle parti sociali, che punti alla scrittura di un Piano industriale per il territorio che riparta dagli assett strategici, come l’automobile e il suo indotto, la ricerca, la transizione ecologica e il sistema dell’energia e che valorizzi un nuovo polifunzionalismo. Occorre, cioè creare delle opportunità per rendere di nuovo attrattivo e inclusivo il nostro territorio, per spingere gli investitori a scommettere qui e non altrove. Nel Patto per il lavoro è strategico investire sulla formazione, perché la Pandemia ha messo in evidenza un tema già presente da anni: non ci sono state adeguate politiche attive per i giovani. Se qui abbiamo la percentuale più alta di disoccupazione dobbiamo porci l’urgenza di risposte efficaci che non possono riguardare solo le eccellenze del Politecnico.” Così in una nota congiunta Enzo Lavolta, vicepresidente del Consiglio comunale e candidato alle primarie per le elezioni amministrative a Torino di Torino e Cesare Damiano presidente associazione Lavoro&Welfare.
“È importante avere Atenei di eccellenza – prosegue la nota – ma va costruita una vera e propria filiera della formazione, che costituisce uno dei pilastri su cui promuovere un nuovo modello di sviluppo produttivo, riprendendo e valorizzando una tradizione che è propria della città di Torino. La formazione rappresenta una chiave per la crescita nell’ambito della Quarta rivoluzione industriale caratterizzata dal rapido sviluppo dell’innovazione tecnologica e organizzativa. Formazione e open innovation diventano oggi sempre più essenziali in un contesto sociale ed economico caratterizzato dalla previsione del World Economic Forum che il 65% dei nostri bambini domani farà un lavoro che oggi non esiste. Un sindaco, che guarda al futuro deve avere gli occhi puntati su quei bambini progettando un nuovo modello sociale in grado di non lasciare indietro nessuno e di accogliere le novità che scienza e progresso apportano nella vita di ognuno di noi. C’è bisogno di coraggio, per ripartire lanciando grandi sfide. E c’è bisogno di sinistra, con una scelta che unisce.” (Com/Uct/ Dire)