PENSIONI: DAMIANO, “FLESSIBILITÀ STRUTTURALE PIÙ COSTOSA DI QUOTA 100”

Roma, 08 feb – (Nova) – “È difficile pensare che una vera riforma delle pensioni che superi la legge Monti-Fornero e adotti una flessibilità strutturale per l’uscita dal lavoro possa costare meno di Quota 100, come richiede e sostiene Marco Leonardi, tecnico del governo.” Lo dichiara Cesare Damiano, dirigente del Partito Democratico. “Ai tempi dell’Inps, con presidente Boeri – continua – l’istituto stimava il solo costo di Quota 41 in 8 miliardi e 2,5 miliardi per prolungare Opzione Donna. È vero che successivamente, con il governo gialloverde, le stime dei costi sono diventate più ragionevoli, ma difficilmente si può far stare un elefante in una ‘500’ della Fiat. Inoltre, allarma il fatto che si ipotizzi la fine anticipata, un anno prima, di Quota 100. È ora di finirla di tradire i patti che lo Stato stipula con i cittadini, indipendentemente dal governo in carica. Altrimenti, andare in pensione diventa una lotteria. Così come sarebbe inaccettabile scambiare l’anticipo pensionistico, attraverso la flessibilità, con il ricalcolo contributivo dell’assegno previdenziale. Alla vigilia del confronto tra governo e sindacati qualche paletto va messo, altrimenti si va a sbattere”, conclude Damiano. (Com)



PD: DAMIANO, “VADA IN DIREZIONE EQUITÀ E GIUSTIZIA SOCIALE”

(ANSA) – ROMA, 7 FEB – “Bene l’idea di rilancio del Partito e dell’azione di Governo proposta oggi in Direzione dal Segretario Zingaretti e positiva l’idea di un confronto ampio sui contenuti che apra il partito alle realtà dell’associazionismo e della società civile.” Lo afferma Cesare Damiano, componente della Direzione Pd e leader dei Laburisti, a proposito dell’odierna direzione nazionale del Partito Democratico. “Per noi laburisti è fondamentale l’attenzione sui temi del lavoro e del Welfare che vada nella direzione dell’equità e della giustizia sociale. Esprimiamo tuttavia qualche preoccupazione sui tempi, soprattutto in considerazione della delicata fase politica e delle prossime scadenze elettorali che entro l’estate vedono andare al voto 6 regioni e molti comuni importanti, scadenze che richiedono il maggiore sforzo possibile da parte del Pd”, conclude. (ANSA).