Coronavirus, Damiano: “governo tuteli colf e badanti. Non scarichiamo su famiglie e lavoratori domestici”

Roma, 26 mar. (askanews) – “Il Premier Conte ha annunciato alla Camera lo stanziamento di altri 25 miliardi di euro a sostegno dell’economia. In tutto fa 50 miliardi. E non è detto che non si vada oltre, considerato il fatto che il cip di partenza era stato di 3,6 miliardi di euro.” Lo dichiara Cesare Damiano, dirigente del Partito Democratico. “Questa moltiplicazione per 14 della cifra iniziale – continua – messa sul tavolo dal Governo indica anche la difficoltà di fare previsioni di fronte a un nemico invisibile e tenace. Le parole che si sentono di più in questi giorni, a proposito dell’economia, sono shock e bazooka. Le ha anche pronunciate Mario Draghi e le condivido. Siamo ormai tutti consapevoli che un ciclo dell’economia mondiale, legato ai saldi di bilancio e alle fortune della finanza più che al benessere dei cittadini e alla produzione di beni materiali e immateriali, è finito. In questo cambio di fase una particolare attenzione va prestata agli ultimi e ai più deboli. Facciamolo utilizzando bene le nuove risorse che verranno stanziate.” “Alcune situazioni – osserva l’esponente Pd – possono sembrare marginali, ma hanno invece un forte valore simbolico. Ad esempio: come pensiamo di tutelare le 800mila famiglie che hanno colf e badanti con regolare contratto di lavoro? Consentiamo loro, come penso che sia giusto, di utilizzare la cassa integrazione in deroga? Non lo sostengo a caso, perché voglio ricordare che il sacrosanto provvedimento del ministro Catalfo che impedisce per questo periodo i licenziamenti non vale per il lavoro domestico. Cosa facciamo allora? Scarichiamo gli oneri sulle famiglie che dovranno pagare una prestazione che non viene erogata perché si sceglie l’autoisolamento?” “Oppure i lavoratori domestici debbono essere licenziati per prendere la Naspi? Oppure, rientrano nel Fondo di ultima istanza come afferma il Presidente dell’INPS? Il Governo e l’INPS chiariscano perché le famiglie e i lavoratori hanno bisogno di indicazioni. In caso contrario non possiamo sostenere che i più deboli vengono tutelati”, conclude Damiano. Pol/Arc



CORONAVIRUS, DAMIANO: BENE INTESA, ORA APPLICARE PROTOCOLLI VANNO ATTIVATI TUTTI I DISPOSITIVI, SALUTE VIENE PRIMA DI TUTTO”

Roma, 25 mar. (askanews) – “Ieri abbiamo auspicato un accordo tra Governo e sindacati sulla lista dei settori da mantenere in attività. Oggi l’intesa si è realizzata. Si tratta di una buona notizia.” Lo dichiara Cesare Damiano, dirigente del Partito Democratico. “I codici Ateco – spiega – sono stati ricondotti alle attività essenziali: questo consente di non mettere in contrapposizione tutela della salute dei lavoratori e attività produttive. Secondo l’ISTAT, le imprese le cui attività non sono state sospese fino a oggi risultano essere il 48,7%, cioè circa 2,2 milioni rispetto a un totale di 4,5 milioni di aziende. Dopo questa ulteriore intesa il Protocollo stipulato tra le parti sociali 10 giorni fa prende forza e deve trovare piena applicazione per quanto riguarda le misure di prevenzione.” “Tutti i dispositivi previsti debbono essere attivati perché la salute viene prima di tutto”, conclude. Pol/Arc



CORONAVIRUS, DAMIANO: “LISTA IMPRESE ANCORA TROPPO FLESSIBILE”

Roma, 24 mar. (askanews) – “Ci auguriamo che il confronto tra Governo, sindacati e imprese riesca a trovare un punto di incontro.” Lo dichiara in una nota Cesare Damiano, dirigente del Partito Democratico. “Sono passati esattamente 10 giorni – ricorda – dall’intesa tra le parti sociali sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, che tutti avevano considerato un segno di unità e di responsabilità. E adesso le strade dell’impresa e dei lavoratori si sono nuovamente divise, fino alla proclamazione di uno sciopero. L’ultimo decreto, a mio avviso, può essere corretto per quanto riguarda l’elenco delle attività produttive che devono rimanere aperte. Non mettiamo in contrapposizione salute ed economia, ma il diritto alla tutela della salute e della sicurezza di chi lavora viene al primo posto. Una bussola è già stata individuata: rimangano aperte le attività indispensabili (alimentari, trasporti…) e quelle collegate al funzionamento del sistema sanitario. Si adottino, per chi lavora, tutte le misure di protezione necessarie. Punto.” “L’elenco dei codici Ateco del Governo e le possibili deroghe sono ancora troppo elastici rispetto alla gravità situazione. Con delle contraddizioni. Non sono consentita attività, come quelle delle Agenzie per il lavoro, che destinano gli infermieri negli ospedali, e restano aperte attività non essenziali.” “Dal confronto in corso con il Governo deve emergere una soluzione che eviti lo sciopero preannunciato dai sindacati e ricostruisca il massimo di unità. La lista delle attività può essere rivista”, conclude. Pol/Bac