EX ILVA, DAMIANO: “TOGLIERE SCUDO SCELTA SUPERFICIALE, ORA RIMEDIARE”

Roma, 4 nov. (askanews) – “La ‘questione meridionale’ si affronta se si assume come priorità la questione dell’Ilva. Il ritiro dell’Arcelor-Mittal è la cronaca di una morte annunciata.” Lo dichiara Cesare Damiano, dirigente del Partito Democratico. “Bisogna – continua – che il Governo affronti di petto questa situazione prima che si determini una deflagrazione sociale incontrollabile e dagli esiti imprevedibili. Togliere – nel testo del decreto ‘Salva imprese’ – ad Arcelor-Mittall la clausola di immunità relativa ai danni ambientali commessi dalle gestioni che l’hanno preceduta è stata una scelta sbrigativa e superficiale. Questo, essendo evidente che l’azienda doveva essere, comunque, responsabile, dal primo minuto, per quanto riguarda la propria gestione.” “Dopo Arcelor-Mittal per l’Ilva, a Taranto come a Genova, non c’è nessuna soluzione. Il Governo si impegni a garantire insieme le ragioni della salute, della tutela del lavoro e dell’ambiente convocando subito un tavolo di confronto”, conclude. Pol/Bac



BARETTA E DAMIANO PER UN NUOVO WELFARE GRAZIE ALLA TECNOLOGIA

Focus Welfare – MILANO (ITALPRESS/WEWELFARE.IT) – Il nuovo welfare dipenderà molto dal peso che avrà l’intelligenza artificiale nell’organizzazione dei servizi, soprattutto in ambito sanitario o assistenziale. È la previsione che il sottosegretario al Mef, Pier Paolo Baretta, ha svolto nel corso del suo intervento al Cnel, durante la presentazione del Secondo Rapporto Aidp-Doxa su “Robot, intelligenza artificiale e lavoro in Italia”. Ma oltre al ruolo attivo della tecnologia, in favore di un welfare più efficiente e “taylormade”, c’è il peso che robot e AI avranno sull’erosione contributiva e fiscale del lavoro. Quindi danneggeranno il nuovo welfare, diminuendo le risorse, proprio mentre potrebbero favorirlo in termini di fruizione? Sullo sfondo c’è il tema della nuova base impositiva (e contributiva): la fiscalità e la contribuzione previdenziale dei lavoratori potrà essere condivisa con quella generata dai robot e dalla massimizzazione dell’intelligenza artificiale?
L’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano – oggi consulente attivo e promotore di welfare aziendale – si spinge a suggerire l’introduzione di una rinnovata formula delle “150 ore” come elemento di formazione obbligatoria per i lavoratori. “Negli anni Settanta le 150 ore consentirono ai lavoratori di acculturarsi, provenendo per lo più da un’Italia rurale e poco alfabetizzata; oggi le nuove 150 ore potrebbero essere il volano di una nuova formazione rivolta alle nuove tecnologie.” I temi della formazione, dello smart working, del work-life balance costituiscono contenuti essenziali del nuovo welfare favorito dall’AI e dalla robotizzazione della catena produttiva. Damiano ha rilanciato anche la necessità di rendere obbligatoria la previdenza complementare e la sanità integrativa per attrezzare un nuovo welfare integrativo che tenga conto delle nuove esigenze del mercato del lavoro e dei lavoratori. (ITALPRESS).


MANOVRA: DAMIANO, “RENZI PORTA COALIZIONE AL SUICIDIO”

(ANSA) – ROMA, 2 NOV – “Renzi, quand’era Presidente del Consiglio, era campione di ‘piagnisteo’ perché si lamentava continuamente del fuoco amico. Adesso, che dovrebbe sostenere il Governo, lo pratica su larga scala. Molto coerente.” Lo dichiara Cesare Damiano, dirigente del Partito Democratico, a proposito della legge di Bilancio. “Come se non bastasse – continua – non disdegna neanche di suggerire la sostituzione di Conte in corso d’opera. Ci manca solo questa geniale strategia e poi ci resta il suicidio politico. Conte va difeso, perché sta facendo bene in una situazione di grande difficoltà, dato che gli appelli responsabili e unitari di Zingaretti cadono regolarmente nel vuoto. Un’unica raccomandazione: la scelta sul cuneo fiscale, di mettere i soldi nelle buste paga, è quella giusta. Attenzione però alla platea che si coinvolge: se fosse quella degli 80 euro di Renzi sarebbe un errore, perché si escluderebbero nuovamente i ‘lavoratori poveri’.” “Se vogliamo tornare all’equità sociale non possiamo lasciare fuori dai benefici fiscali i lavoratori che guadagnano meno di 600 euro al mese per premiare chi sta tra i 2.000 e i 2.700 mensili. Quelli degli 80 euro stanno in mezzo, tra i 600 e i 2.000 euro. Se la coperta è corta privilegiamo chi ha meno. Nel confronto con i sindacati questo tema va affrontato”, conclude. (ANSA).




UN’OPINIONE SUL SALARIO MINIMO: MARGIOTTA, SACCONI, DAMIANO E TREU

Roma, 30 ott. (askanews) – Un salario minimo di otto euro lordi ma con un’aliquota fiscale pari a zero. È la proposta lanciata dalla Confsal in un convegno sul salario minimo organizzato nello Spazio Hdrà a Roma. Il segretario generale della Confsal, Angelo Raffaele Margiotta: “Noi chiediamo – ha affermato Margiotta – che ci siano otto euro lordi ma esentasse. Vale a dire con l’intervento della leva fiscale, introducendo quella che io chiamo l’aliquota zero sul salario minimo. Estendendo la no-tax area, l’area di non tassazione, dagli attuali 8mila a 16mila euro, che sarebbe il reddito imponibile corrispondente a 8 euro orari lordi”. Con otto euro lordi esentasse il salario mensile sarebbe di 1.240 euro netti. Lo stesso che si avrebbe con il progetto di 9 euro lordi avanzato dal Movimento Cinque Stelle. Per la Confsal però è indispensabile un intervento fiscale. “Non si può fare – ha sottolineato Margiotta – una legge così importante a costo zero per lo Stato, scaricando tutti gli oneri sulle aziende, sui conti aziendali. Perché avremmo un impatto economico devastante che renderebbe quasi irrealizzabile l’attuale proposta”. Il sindacato autonomo chiede anche di ridurre le aliquote contributive di almeno 10 punti nei 20 settori produttivi con parametri economici estremamente critici. E la proposta della Confsal sul salario minimo è stata apprezzata da Maurizio Sacconi, ex-ministro del lavoro nell’ultimo governo Berlusconi. “Credo – ha spiegato Sacconi – che sia doveroso approfondirla, meritevole di attenzione. Distingue sostanzialmente il salario minimo dalla rappresentanza quanto a contenuto di una eventuale legge. Il salario minimo è presente in molti ordinamenti del nostro sistema europeo e in nessuno di questi paesi si mettono insieme la rappresentanza e il salario minimo.” Per Cesare Damiano invece, ex-ministro del Lavoro nel secondo governo Prodi, il salario minimo deve tenere conto della contrattazione. “Io privilegio la contrattazione – ha detto Damiano – al tempo stesso non ostacolo l’idea di un salario minimo, purché tenga conto dello schema contrattuale. È giusto che il salario minimo venga ricavato da quelli che sono i contratti di settore o di categoria, non può essere una cifra universale. E soprattutto la cifra deve in qualche modo tenere conto del salario medio o mediano che esiste in Italia.”
Treu: confronto sul salario minimo, trovare livello giusto – Per definire il salario minimo è indispensabile un ampio confronto tra imprese, sindacati e istituzioni. Lo ha detto il presidente del Cnel, Tiziano Treu, al termine di un convegno sul salario minimo organizzato nello Spazio Hdrà a Roma. Un incontro in cui la Confsal ha presentato la sua proposta di otto euro lordi esentasse. “Il salario minimo – ha sottolineato Treu – va affrontato. Prima occorrerebbe regolare la rappresentatività e dare ai contratti una efficacia generale. Perché allora il salario minimo sarebbe più facile da introdurre, diventerebbe meno invasivo sui contratti stessi e avrebbe un valore per i lavoratori poveri. Inoltre, come in altri paesi il salario minimo andrebbe prima discusso: vedere con una commissione, con le parti sociali e le istituzioni pubbliche, qual è il livello adeguato perché non si può improvvisare.” “Gli altri paesi – ha spiegato l’ex-ministro del lavoro – hanno una cifra che va tra il 40% e il 60% della mediana salariale, si discuta su questo. Numeri fissi non sono adeguati e non mi sento di dare un’opinione, perché è sbagliato il metodo. Per stabilire il livello giusto occorre coinvolgere tutti: imprese, sindacati e parte pubblica. Si fa così in altri paesi e il punto di equilibrio si trova in questo modo.”