A mio parere, una parte dell’elettorato ha abbandonato la sinistra radicale non perché essa sia stata troppo subalterna alle politiche riformiste del Governo ma, al contrario, perché troppo conflittuale con l’esecutivo di cui faceva parte.
Quell’elettorato avrebbe preferito una politica di solidarietà con i risultati, anche parziali, che il Governo stava realizzando sui temi sociali.
Un altro terreno di perdita di consenso è stata l’incapacità di affrontare il tema della sicurezza dei cittadini, argomento che ha un impatto fortemente negativo sull’elettorato popolare.
Per quanto riguarda il tema delle alleanze, che il Partito Democratico dovrà realizzare in futuro, è sbagliato affrontarli in termini astratti. Il punto di partenza non è stabilire se si guarda verso il centro o la sinistra ma quali siano i contenuti riformisti sui quali costruire le future alleanze.
Abbiamo da affrontare in modo urgente temi di grande attualità che il nuovo governo proporrà all’attenzione del paese: dalla detassazione degli straordinari agli incentivi per il salario di produttività, ai temi della sicurezza dei cittadini.
Con il governo ombra e in Parlamento dovremo dare risposte adeguate e immediate. Propongo che il PD piemontese convochi a breve un grande Forum sul lavoro per affrontare le tematiche sociali accanto al problema della riforma del modello contrattuale, dopo la recente definizione del documento unitario di CGIL, CISL e UIL sull’argomento.
In questo modo si potrà dare un contributo alla costruzione del nostro partito, combattendo logiche di puro e semplice “nuovismo” e puntando a un forte radicamento sul territorio e sui luoghi di lavoro





