MANOVRA: SACCONI SMANTELLA PROTOCOLLO LAVORO

Il governo sta smantellando il protocollo del 23 luglio 2007 sottoscritto dalle parti sociali e approvato da 5 milioni di lavoratori e pensionati. Il ministro Sacconi sta intervenendo silenziosamente sui contenuti dell’accordo in maniera unilaterale. Le modifiche contenute nelle linee guida della manovra economica prosegue sono di natura normativa e rappresentano, di fatto, una deregolazione spacciata per semplificazione. Accanto a questo, inoltre, non si va nella direzione di applicare il protocollo e utilizzare le risorse gia’ stanzate e coperte il cui utilizzo andrebbe a vantaggio dei lavoratori e delle imprese: non e’ stato reso operativo,per esempio, il fondo di 150 milioni per la detassazione del salario di produttivita’. Anche il fondo per i giovani, gia’ finanziato con 150 milioni euro, e’ rimasto finora inerte. Sarebbe lettera morta anche quanto previsto per i lavori usuranti per i quali erano stati stanziati 300 milioni di euro per pagare la pensione a chi ha svolto un lavoro faticoso.

Queste risorse non stanziate, sommate ai 650 milioni di euro per decontribuire il salario di produttivita’, portano al totale delle cifre non utilizzate pari a 1 miliardo e 300 milioni di euro. La preoccupazione e’ che questi soldi finiscano per finanziare altri interventi della manovra del

governo gia’ fortemente iniqua. Sono invece sicure le modifiche fatte sul lavoro a chiamata, ampliato a un numero di casi maggiore rispetto a quanto previsto fino ad ora, e sul part-time per il quale viene ripristinata la norma precedente al protocollo, aumentando cioe’ la discrezionalita’ delle aziende sull’orario di lavoro. Tutto cio’ dimostra che accanto alla diminuzione delle tutele, il governo non ha deciso di intervenire a vantaggio delle retribuzioni e delle pensioni, ad esempio con una loro detassazione. Ci auguriamo che passi almeno la nostra proposta di esercitare la delega entro la fine dell’anno.