Riforma dell’orario di lavoro

Riforma dell’orario di lavoro: Come in Spagna, è necessario un accordo tra tutte le forze politiche. 

comunicato scritto con  Donata Gottardi, Commissione Occupazione e Commssione affari economici, Parlamento europeo

Chiediamo al Parlamento europeo di fermare al più presto una riforma che ci riporterebbe indietro di un secolo.Cresce in Europa l’allarme per la decisione del Consiglio UE di riformare la Direttiva europea sull’orario di lavoro.Lo abbiamo segnalato subito: a quasi un secolo dalla conquista delle 48 ore, portare la soglia alle 60/65 ore settimanali, per di più come media spalmata su 3 mesi, è devastante.Lo ribadiamo oggi, accogliendo con grande favore la notizia che l a Camera dei deputati (Cortes) spagnola ha indirizzato ai parlamentari europei una Risoluzione, approvata all’unanimità, in cui chiede al proprio Governo e al Parlamento europeo di respingere questa proposta.

 

 Crediamo sia indispensabile che anche nel nostro Paese i parlamentari assumano una posizione netta e possibilmente condivisa. Le elezioni europee sono alle porte e non possono essere oggetto di discussione solo per la revisione dei meccanismi (collegi, candidature, soglie di sbarramento). Chiediamo che riprenda il dialogo sociale e il confronto politico, su un tema come questo, che ha portata generale.

E pensiamo che sarebbe davvero un segnale di novità raggiungere un accordo trasversale e approvare una risoluzione che impegni il Governo a ritirare l’appoggio – nelle istituzioni europee – a un provvedimento che ci farebbe ripiombare nel buco nero dello sfruttamento illimitato delle persone.E’ proprio l’accordo trasversale l’obiettivo da raggiungere al Parlamento europeo, seguendo la buona tradizione della fine trama su cui è costruito quel modello sociale che ci caratterizza. E’ il Parlamento europeo che è chiamato a decidere e che ha la possibilità di fermare la proposta del Consiglio, a condizione che si raggiunga una maggioranza ampia.Contiamo in questa battaglia sul sostegno del centro-destra, sia a livello nazionale sia a livello europeo, perché la tutela delle condizioni di lavoro dovrebbe essere un obiettivo di tutte e di tutti