PUBBLICA AMMINISTRAZIONE:IL GOVERNO SNATURA LE RELAZIONI SINDACALI

Il testo della legge Finanziaria approvato dal Consiglio dei ministri contiene una norma concernente la contrattazione nel pubblico impiego che snatura il sistema delle relazioni sindacali del settore. Norma che rischia, riguardando i rapporti tra governo, inteso come datore di lavoro, e 3,5 milioni di dipendenti, di costituire un pericolosissimo precedente per l’intero sistema delle relazioni sindacali, proprio mentre e’ in corso la delicatissima trattativa tra Cgil, Cisl e Uil e Confindustria.Secondo queste misure il governo potra’ erogare unilateralmente l’indennita’ di vacanza contrattuale,confermando cosi’ la scelta di non rinnovare i contratti per il 2008. Ma soprattutto potra’, d’ora in avanti, appena aperte le trattative, erogare unilateralmente il 90% del beneficio contrattuale decidendo modalita’ e tempi di distribuzione. Finisce con questa misura anche formalmente la parita’ fra i soggetti sociali al tavolo contrattuale, riconosciuta dalla teoria economica liberale. E’ evidente infatti che quando uno dei due negoziatori, quello che dispone delle risorse, puo’ decidere unilateralmente se, quando e come distribuirne il 90% all’altro, il sindacato, no resta che prendere atto della situazione, rinunciando al suo ruolo. Nel pubblico, infatti, la contrattazione si svolge esclusivamente sulle risorse della finanziaria ed alle organizzazioni sindacali rimarrebbe da negoziare solo il restante 10%. Non ci si rende nemmeno conto che per questa via si aprira’ una spirale di richieste salariali che rendera’ impossibile qualsiasi riferimento ad indici programmati di crescita salariale.Il Paese ha bisogno di servizi, i lavoratori pubblici di incrementi retributivi reali e contrattati e non di mance. Il governo taglia i servizi e apre un conflitto nel settore pubblico i cui esiti potrebbero essere pesanti perche’, in questo modo, si mette in discussione lo stesso concetto di contrattazione.